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Bari di ghiaccio dopo il rinvio

A pensar male si fa peccato, però qualche volta ci si azzecca. Almeno così diceva un famoso politico. Genoa-Bari, gara della serie A di calcio, era davvero da rinviare? Oppure il partito dei «maligni» ha buone ragioni per esistere? Il teorema biancorosso è semplicissimo: è stato fatto tutto il possibile per rendere agibile lo stadio di Marassi o sono state rallentate le operazioni?
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Bari di ghiaccio dopo il rinvio
di Antonello Raimondo

GENOVA - A pensar male si fa peccato, però qualche volta ci si azzecca. Almeno così diceva un famoso politico. Genoa-Bari era davvero una partita da rinviare? Oppure il partito dei «maligni» ha le sue buone ragioni per esistere? Il teorema biancorosso è semplicissimo: è stato fatto tutto il possibile per rendere agibile lo stadio di Marassi oppure c’era qualcuno interessato a rallentare le operazioni? Ma chi, però? Beh, tutti sanno che la squadra di Gasperini è reduce da una faticosissima esibizione in Europa League contro il Valencia, addirittura giovedì sera. E tutti sanno anche che questo rinvio certo non avrà gettato nello sconforto la squadra rossoblù che, tra l’altro, a fine gennaio avrà la possibilità di recuperare anche qualche infortunato.

È successo tutto ieri mattina. Perché fino a sabato un rinvio non era nemmeno minimamente ipotizzabile. Sabato, appunto. C’era il sole. E c’era sole anche poco prima della partita. Ma allora cosa è successo? Dalla Questura di Genova arriva la convocazione per un summit al «Ferraris». Il club ligure invita anche il Bari a parteciparvi. Sono le 10,45 quando il diesse Perinetti e il preparatore dei portieri Zinetti varcano i cancelli di Marassi. Lo stadio è vivisezionato dal Gos (gruppo operativo sicurezza). Terreno di gioco e spalti. Si ha subito la sensazione che qualcosa non torni.

Dopo un’intera notte trascorsa sotto zero, il manto erboso è una lastra di ghiaccio. Durissimo, c’è ancora neve soprattutto nella zona dove non batte il sole. Situazione ancora peggiore nelle curve e in tribuna. Le vie di uscita sono sprovviste delle più elementari credenziali di sicurezza. Si fa una fatica del diavolo a stare in piedi.

Il rinvio, in queste condizioni, non è uno schiaffo alla logica. Anzi. Il problema è che, dopo le 11,30, monta la polemica. Nemmeno il tempo di divulgare alla stampa il comunicato che annuncia il rinvio della partita ed ecco la provocazione. A lanciarla alcuni dirigenti del comune di Genova, letteralmente furiosi per l’annullamento della partita. «Perché sono stati bloccati gli operai, perché gli è stato detto di interrompere le operazioni? Chi ha dato l’ordine di tirare i remi in barca alla società che avrebbe dovuto provvedere all’agibilità dello stadio?». Questi i passaggi salienti di uno sfogo (anonimo) che va in onda sul terreno di Marassi e che rende perfettamente l’idea del clima che si repira nello stadio genovese. Rottura totale tra Comune e Questura. «Se basta un po’ di gelo per non giocare allora non si giocherebbero cento partite, non una sola... Vi immaginate cosa accadrebbe in Inghilterra? La realtà è che oggi si poteva giocare, punto e basta», a parlare è Stefano Anzalone, assessore allo sport del comune di Genova. «Mi sembra pretestuoso sostenere che non si sia giocato per colpa del ghiaccio», aggiunge quasi a voler prendere le distanze dalla decisione della Questura. Ci sarà un’indagine per scoprire se ci sono responsabilità, è l’ultima notizia di una mattinata che scivola via tra gaffe e contraddizioni.

C’è imbarazzo anche nei giornalisti televisivi impegnati in diretta nel racconto di una vigilia «morta» sul nascere. Anche a Genova arrivano gli echi della protesta che monta a Bari. Di Preziosi non c’è traccia, sarebbe lui (secondo molti) il grande regista di questa gelida mattinata ligure. Anche perché, stando ai si dice, la posizione del Genoa è stata subito chiara al momento del sopralluogo mattutino. Meglio non giocare, insomma. Mentre il Bari, invece, tiene un atteggiamento di grande «savoir faire». Accetta il verdetto pur essendo chiara la volontà di Ventura e dei suoi ragazzi: e cioè, scendere regolarmente in campo.

L’impressione è che non si caverà un ragno dal buco. E che questo rinvio resterà a lungo un vero e proprio mistero. Ripensando a un neve caduta venerdì e a uno stadio che, a poche ore dalla partita, era ancora in tenuta da... notte. E ripensando, magari, anche alla partita di Torino, dove invece s’è giocato nonostante una temperatura ben oltre sotto lo zero. Solo più bravi i manutentori dell’Olimpico o, invece, c’è lo zampino di quel diavolo di Preziosi? Casca male, però, il vulcanico presidente rossoblù. Perché questo Bari sarà più forte anche delle sue (presunte) «furbate». Venderà cara la pelle, la notte del 27 gennaio. Con più forza di quella che avrebbe messo in campo ieri. Anche senza la spinta emotiva del trionfo sulla Juve. 

Dopo lo sciogliete le righe, domani sarà il capitano del Bari, Jean Francois Gillet, l’ultimo calciatore dei biancorossi ad andare in ferie per le vacanze di Natale. La squadra riprenderà la preparazione il 29 dicembre (il raduno è previsto il giorno prima) a Pomezia (Roma). Dopo tre giorni di allenamento nel Lazio la squadra riprenderà il 2 gennaio in sede. Il 3 è prevista alle 15.30 un’amichevole a Barletta.

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