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Enel, Perdichizzi scuote i suoi «Tutti al servizio della squadra»

Il coach del club brindisino (Legadue maschile di basket): «Se non si vorranno concedere vantaggi alle formazioni avversarie, sarà sempre necessario coinvolgere tutte le componenti. In linea di principio è assolutamente sbagliato pensare di risolvere da soli le gare. Così facendo, ho spiegato ai miei giocatori, non si fa altro che concedere vantaggi agli avversari». Il ragionamento vale anche per Crispin...
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Enel, Perdichizzi scuote i suoi «Tutti al servizio della squadra»
di Franco De Simone

Mr. Crispin riesce a spiegarci il motivo per cui, per buona parte dell’incontro riuscite a mettere in pratica una bella pallacanestro e poi, all’improvviso, è come se si vada in black out, anche se poi terminate in crescendo?

«Se lo sapessimo avremmo già trovato il rimedio e non incapperemmo in questo errore».

Eppure una spiegazione deve pur esserci. Non crede?

«Quando, dopo una partita persa torno a casa, dico a mia moglie che avrei preferito fare il giocatore di golf o di tennis. Se un golfista sbaglia un tiro l’errore è soltanto suo. Non c’è gente che ti dà una spallata, una manata sul braccio e un arbitro che non vede. Sei solo tu a sbagliare. Ad ogni modo, mi rendo conto che il mio nervosismo di domenica ha influito negativamente sull’esito dell’incontro. Ne ho parlato con il coach ed è chiaro che cercheremo di migliorare anche sotto questo aspetto. Anche se quando sei “trattato” dagli avversari scappa a tutti andare un po’ fuori di testa».

Magari una maggiore “protezione” da parte dei suoi compagni potrebbe lasciare al primo tiratore maggiore spazio di manovra.

«Ho giocato in Turchia, in Grecia, in Spagna e vi assicuro che anche in questi Paesi le squadre avversarie praticano una pallacanestro molto fisica. Qui, però, si valutano diversamente alcuni falli, e noi ne paghiamo le conseguenze. Dobbiamo imparare ad essere più tranquilli e non farci condizionare».

Un rapido flash back sulla gara di Pistoia.

«Avevamo preparato l’incontro in due giorni e partivamo da un paio di punti fermi: giocare bene in difesa e gestire al meglio il ritmo della gara - commenta coach Giovanni Perdichizzi -. Credo che per buona parte del match abbiamo fatto bene. Abbiamo sbagliato nell’ultimo quarto: non avendo il pieno coinvolgimento di tutti. Abbiamo anche trovato tiri “aperti”, ma penso che alla fine la mancanza di lucidità abbia influito negativamente sull’esito finale dell’incontro».

È stata, in ogni caso, una partita vissuta intensamente e con un grande equilibrio.

«Sono d’accordo - commenta Perdichizzi -. Ma è stata anche la partita decisa dagli episodi. Uno su tutti: il tiro da tre di Tamara Slay, effettuato pur senza molta libertà di manovra. D’altronde i campioni sono fatti così: si esaltano in situazioni difficili».

Su cosa ci sarebbe da recriminare?

«Su quei minuti finali, perché - continua il coach -, con la zona eravamo riusciti ad imbrigliarli, tenendoli sotto ritmo. Però, in attacco siamo mancati».

Cosa dirà ai suoi giocatori?

«Che se non si vorranno concedere vantaggi alle formazioni avversarie, sarà sempre necessario coinvolgere tutte le componenti. In linea di principio è assolutamente sbagliato pensare di risolvere da soli le gare. Così facendo, ho spiegato ai miei giocatori, non si fa altro che concedere vantaggi agli avversari».

Ed a Crispin cosa ha detto?

«Ho cercato di spiegargli che se vuole essere il leader di questa squadra, anche lui dovrà rispettare questa regola basilare della pallacanestro».

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