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Taranto, col Cosenza è la vittoria del cuore

Una ripresa di generosi slanci e di ritrovato orgoglio consente al Taranto di rovesciare nel posticipo della Prima Divisione di calcio gli esiti sporchi di una prima frazione piena di affanni. Riesce la rimonta (2-1). E il Cosenza, bello e un po' supponente, finisce gambe all'aria. La vittoria è giusta. Ma è vietato illudersi. Non è una partita. È uno spareggio con il destino. E Brucato così lo interpreta, forzando qualche scelta
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Taranto, col Cosenza è la vittoria del cuore
TARANTO-COSENZA 2-1
 
TARANTO: Bremec 6; Calori 6, Viviani 6, Prosperi 6, Bolzan 6; Iraci 5 (1' st Felci 7), Giorgino 6, Quadri 6,5 (44' st Mezavilla sv), Scarpa 5,5; Russo 5,5 (18' st Falconieri 5,5), Corona 5,5. A disp. Barasso, Imparato, Lolli, Berretti. All. Brucato.
COSENZA: Pinzan 5; Fanucci 5 (44' st Cavvallo sv), Porchia 6, Di Bari 5,5; Bernardi 6 (44' Caccavallo sv), De Rose 6, Fiore 6,5, Maggiolini 6; Virga 5 (18' st De Pascalis 5,5), Biancolino, Danti. A disp. Ameltonis, Musca, Giardina, Ungaro, Mortelliti. All. Toscano.
ARBITRO: Bietolini di Firenze.
RETI: pt, 41' Bernardi; st 18' Felci, 41' Quadri
NOTE: angoli 6-5 per il Taranto. Ammoniti: Bremec, Quadri e Falconieri del Taranto; Pinzan del Cosenza. Espulso Biancolino

di LORENZO D'ALO'

TARANTO - Una ripresa di generosi slanci e di ritrovato orgoglio consente al Taranto di rovesciare gli esiti sporchi di una prima frazione piena di affanni. Riesce la rimonta. E il Cosenza, bello e un po' supponente, finisce gambe all'aria. La vittoria è giusta. Ma è vietato illudersi.

Non è una partita. È uno spareggio con il destino. E Brucato così lo interpreta, forzando qualche scelta. Forzandola rispetto alle previsioni della vigilia, gonfie di giocatori epurati e di titolari tagliati. Invece la formazione iniziale ricalca quelle delle uscite precedenti. Ai lati della difesa tornano Calori e Bolzan. Al centro gioca Prosperi (Migliaccio è infortunato). La linea mediana è quasi identica a quella dello sciagurato derby di Andria. Unica novità: Iraci laterale destro. Davanti due punte di ruolo per un'addizione generazionale: Corona più Russo.

Il Taranto è 4-4-2. Ma il modulo è solo il solco. Per dare al gioco le cadenze esatte, portandolo regolarmente a misura, serve altro: motivazioni, spirito, energia. La squadra rossoblù ne è provvista? Il dubbio è legittimo. E l'approccio alla partita lo alimenta. Il Taranto dà subito l'impressione di essere una squadra vaga e confusa. Meglio il Cosenza, immediatamente a suo agio nel 3-4-3 disegnato da Toscano. La squadra calabrese produce calcio sul terreno allentato da una pioggia sottile e insistente. Il Taranto sforna un surrogato. Tutto, infatti, è abbastanza improbabile. La pochezza interpretativa della formazione tarantina consegna prolungati momenti di gioco al Cosenza, che riesce a far girare il pallone, laddove il Taranto si affida al lancio lungo o alla percussione personale. Insomma, il Cosenza è una squadra serena e si nota. L'imbarazzo del Taranto è palpabile. Un disagio diffuso che impedisce alla manovra di avere uno sviluppo logico.

Il Taranto lascia inizialmente campo all'iniziativa del Cosenza. Sembra volersi concedere una fase di studio. Ma non è una scelta. E' impossibilità. Non c'è gioco. A destra la modestia acclarata di Iraci, a sinistra la fantasia involuta di Scarpa: le fasce sono bocchettoni chiusi. In mezzo Giorgino e Quadri patiscono le raffinatezze geometriche di Fiore, a cui Biancolino offre spesso un appoggio sicuro. Soffre il Taranto. Si spaventa al 13', quando Viviani travolge in area sgusciante Danti. Il Cosenza passa al 40'. A trafiggere Bremec è Bernardi, ma prima del suo letale inserimento è in fuorigioco Danti, che smista il pallone catturato da Fiore. Protesta il Taranto, rumoreggia il pubblico. L'arbitro, però, non fa una piega. Anzi, al 42' segnala la posizione sospetta di Scarpa, negandogli la gioia del pareggio. Il Cosenza, nel ribaltamento, trova il rigore con Danti, abbattuto in area da Giorgino. Dal dischetto Biancolino spara alto (44').

Nella ripresa Brucato riporta il Taranto in... parità numerica, lasciando Iraci negli spogliatoi e offrendo a Felci un'ultima occasione. Quella che torna in campo è una squadra più tonica. Il Cosenza percepisce che qualcosa sta cambiando e si adegua, arretrando il raggio d’azione. Il Taranto inaugura una pressione che sembra preludere al gol. Pareggio che matura al 18'. E' proprio Felci a chiudere in spaccata, sul secondo palo, il cross da sinistra di Giorgino. Il Cosenza ora dubita. Brucato inserisce Falconieri (fuori Russo). E' sempre 4-4-2, ma di maggiore impatto fisico. Felci potrebbe concedere il bis 24', ma dopo aver recuperato il pallone in area, si fa respingere il tiro da Pinzan. Il Cosenza perde Biancolino (rosso diretto per proteste troppo vivaci). Il Taranto si rende conto che può farcela. E, infatti, ce la fa, trovando il gol del sorpasso con Quadri, che infila una punizione camuffata da cross (41').

LA NUOVA CLASSIFICA - Verona 30; Pescara 29; Ternana 28; Ravenna, Portogruaro 27; Rimini, Reggiana 26; Virtus Lanciano, Cosenza 24; Taranto 23; Pescina 20; Giulianova 19; Spal, Foggia, Real Marcianise 18; Andria* 17; Potenza 16; Cavese 15. *: Foggia un punto di penalizzazione

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