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Giovedì 21 Settembre 2017 | 00:07

C’è anche Diamoutene «Bari, che emozione»

Si è trattato di un battesimo di fuoco con la Juve. Finora il difensore del Mali non era mai stato chiamato in causa da Ventura. Nemmeno un minuto. Poi, la squalifica di Ranocchia, non l’ultimo arrivato. E la necessità di cambiare. Erano in tanti a temere questo avvicendamento forse dimenticando i trascorsi nella serie A di calcio di questo ragazzone di colore sul quale Perinetti e Ventura hanno puntato con decisione
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C’è anche Diamoutene «Bari, che emozione»
di Antonello Raimondo

BARI  - Visto che si può vincere anche senza una pedina fondamentale come Ranocchia e non perdere equilibri sul piano tattico pur di fronte a un avversario tosto e motivato come la Juventus? Per qualsiasi allenatore è sempre importante avere risposte continue. Da chi di solito gioca ma soprattutto da quelli chiamati in causa di tanto in tanto.

Per Souleymane Diamoutene si è trattato di un battesimo di fuoco. Finora il difensore del Mali non era mai stato chiamato in causa da Ventura. Nemmeno un minuto. Poi, la squalifica di Ranocchia, non l’ultimo arrivato. E la necessità di cambiare. Erano in tanti a temere questo avvicendamento forse dimenticando i trascorsi in serie A di questo ragazzone di colore sul quale Perinetti e Ventura hanno puntato con decisione per alzare il tasso di esperienza di un reparto abbastanza verde.

Diamoutene non ha giocato una partita perfetta. Non sarebbe stato giusto aspettarsela vista la lunga inattività e la difficoltà specifica dell’esame in questione. Piccole sbavature, comunque. Nel complesso il ragazzo del Mali se l’è cavata egregiamente tenendo conto che di fronte aveva Amauri e Trezeguet, mica due attaccanti qualsiasi.

Diamoutene, come ci si sente dopo una partita così?

«Alla grande. Sono felicissimo perché quella di sabato è una vittoria destinata a entrare nella storia».

Cosa significa battere la Juventus?

«Sono emozioni troppo forti, difficile trovare le parole. Per me, tra l’altro, è stata la prima volta. Mi era già capitato di affrontarla ma mai avevo avuto la fortuna di batterla».

Una Juve abbastanza patetica, a dir il vero. Di questi tempi non se la passa affatto bene...

«Non scherziamo. La Juve è sempre... la Juve. E cioè una squadra che non ci sta mai a perdere».

Restano le tre «pappine» sul groppone della Signora.

«Ma la partita è stata aperta fino all’ultimo. Noi siamo stati grandi ma non ho visto una Juve arrendevole, anzi. Ci hanno creato notevoli difficoltà, d’altronde ce l’aspettavamo».

Ventura cosa vi aveva detto alla vigilia?

«Bè certo non c’erano problemi di stimoli. Il mister cura anche i particolari, le partite sa prepararle benissimo. Noi calciatori andiamo in campo sapendo alla perfezione come si muoverà l’avversario e quali sono i movimenti giusti da fare».

Che voto darebbe a Diamoutene?

«Penso di essermi comportato bene al pari di tutti i compagni. Siamo un grande gruppo. Anche perché non si batte la Juventus se non si hanno certi valori».

La sua prestazione non sembra essere piaciuta a tutti.

«No problem. Non leggo i giornali, tra l’altro. Sono tranquillo e a posto con la coscienza. Ripeto, secondo me dopo una partita così nessuno avrebbe meritato l’insufficienza».

Ormai tutti parlano bene del Bari e della sua capacità di giocare con personalità anche contro gli avversari più forti.

«Non abbiamo più segreti. Ventura ci insegna a non buttare mai via il pallone. In allenamento lavoriamo tantissimo proprio sulla difesa che è chiamata ad avviare l’azione. Il mister ha idee molto chiare in merito e penso che i fatti siano sotto gli occhi di tutti».

La classifica è da brividi.

«Cerchiamo di guardarla il meno possibile. Ma i tifosi possono stare tranquilli, non c’è il rischio della sindrome da appagamento. Anche perché Ventura, da questo punto di vista, è un martello. Ci spiega che si diventa grandi solo se non si perde per strada l’umiltà».

Cosa si prova a giocare una partita così davanti a più di cinquantamila persone?

«Il colpo d’occhio del “San Nicola” era splendido. Non avevo dubbi, d’altronde, sul fatto che i tifosi del Bari fossero caldi e speciali. Battere la Juve è stato fantastico anche e soprattutto perché così abbiamo fatto un bel regalo alla nostra gente».

I tifosi sognano...

«E noi con loro. Piedi a terra, però».

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