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Giovedì 21 Settembre 2017 | 09:05

Foggia, solo un legno Terzo pari consecutivo

Mediocre come questo 0-0. Il Foggia non vince, non perde e non segna da tre partite in Prima Divisione di calcio. In classifica muove un altro passettino in avanti anche se sempre nel gruppone playout si resta. Magra consolazione. Sì, perchè i rossoneri a Ferrara lasciano altri due punti. Gli spallini sono in piena crisi, non fanno nulla per uscire dal tunnel anche quando possono sfruttare la superiorità numerica nel finale
• Potenza a mani vuote
• Andria, non basta Mennella
Foggia, solo un legno Terzo pari consecutivo
SPAL-FOGGIA 0-0

Spal: Capecchi 6, Quintavalla 5.5, Zamboni 6, Ghetti 6, Licata 5, Caz zamalli 6, Migliorini 5.5 (27’ st Marongiu 5), Schiavon 5.5, Centi 6 (18’ st Bracaletti 5), Bazzani 6, Cipriani 5. A disp.: Ioime, Bortel, Bedin, Val tulina, Rossi. All.: Notaristefano.
Foggia: Bindi 6.5, Carbone 6, Burzigotti 6, Goretti 7, Micco 5.5, Trezzi 6.5 (18’ st Quadrini 5), D’Amico 6, Di Roberto 5.5, Mancino 6.5, Co lomba 5.5 (24’ st Caraccio 5), Salgado 4. A disp.: Milan, Sgambato, Tarantino, Vairo, Ferrari. All.: Porta.
ARBITRO: Barbeno di Brescia 6.
Note: spettatori paganti 830 (circa 300 foggiani), abbonati 1.937, in casso totale 25.174 euro. Ammoniti Micco, D’Amico, Cazzamalli. Espulso al 21’ st Salgado (proteste). Angoli 3-4. Tempo rec.: 2’-4’.

di MASSIMO LEVANTACI 

FERRARA - Mediocre come questo 0-0. Il Foggia non vince, non perde e non segna da tre partite. In Emilia coglie il terzo pareggio consecutivo, la classifi ca muove un altro passettino in avanti anche se sem pre nel gruppone playout si resta. Magra consolazio ne. Sì, perchè i rossoneri a Ferrara lasciano altri due punti. Gli spallini sono in piena crisi, non fanno nulla per uscire dal tunnel anche quando possono sfruttare la superiorità numerica nei 25 minuti finali. 

A fine partita escono tra i fischi dello stadio Mazza e la con testazione prosegue per circa un’ora anche fuori dagli spogliatoi. I foggiani, per carità, son degni dirimpet tai dei loro modesti avversari. Però qualcosa in più la combinano, specie nel primo tempo. E poi colpiscono un legno, a certificare una supremazia territoriale per quanto maledettamente sterile. Il migliore, anche in zona-gol, è un difensore. Roberto Goretti alla vigilia era dato in forse per un infortunio all’inguine. Ma è l’unico che ci mette gamba e cervello per scampare un paio di pericoli davanti a Bindi e tentare la via della re te. È il minuto 19, l’esperto centrale interrompe una trama offensiva degli emiliani e dai trenta metri fa partire un bolide che timbra la traversa. La palla sbat te sul montante superiore e cade davanti a Capecchi che può neutralizzare la minaccia. È l’occasione più limpida della partita, tutto il resto è molta noia. 

A vivacizzare il resto del match ci ha pensato Salga do. Il bomber (5 gol) fino al 21’ della ripresa aveva ten tato un paio di volte la strada della porta e sembrava comunque in palla. Al 1’ della ripresa innescava Di Roberto per la battuta a rete, sulla ribattuta si avven tava Colomba che calciava dall’interno dell’area di ri gore ma la sfera sbatteva su Mancino e l’azione sfuma va. Insomma il Foggia nella ripresa sembrava fosse partito con il piede giusto. Il tecnico Porta, commen tando a fine gara la prestazione del cileno, ha confes sato di aver sperato in una sua zampata vincente nei minuti finali. Ma Salgado si è fatto espellere prima e nel modo più ingenuo che c’è. Punizione a suo favore a metà campo, lui si rialza e quando è a due passi dal di rettore di gara gli dice qualcosa. Barbeno da Brescia non perde tempo a estrarre il cartellino rosso: espul sione diretta. Il Foggia in dieci a quel punto pensa solo a limitare i danni. Anche se la panchina non rinuncia ad avere un presidio in attacco e al 24’ manda in campo Caraccio al posto di Colomba. Con Mancino e D’Ami co in mediana e Quadrini (piuttosto appannato) sulla sinistra, la mossa tattica si regge soprattutto sulle ri partenze in velocità. Di Roberto però è stanco e Carac cio finisce sistematicamente nella rete dei due centra li difensivi della Spal. 

Notaristefano capisce che può sfruttare l’occasione e manda in campo due mezze punte, Marongiu e Bra caletti. Ma come a Marcianise sette giorni prima, la Spal non sfrutta l’uomo in più. Nel finale solo un bri vido quando Migliorini scarica un rasoterra deviato da Bindi. È la parata più difficile per il portiere rosso nero imbattuto da oltre 300’. La difesa in effetti resta una delle poche certezze di questo Foggia.

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