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Ventura va oltre «Volere è potere»

Ma ve lo ricordate il Ventura di fine agosto? Quello che, pur con garbo e buone maniere, reclamava attenzione per il suo Bari e si doleva di fronte a una città che aveva, come d’incanto, perso per strada il valore aggiunto del la notte dei centomila in piazza a festeggiare la serie A. Era un uomo in difficoltà, tra la bizzarra vicenda Barton e un mercato tra mille incertezze. Ora, invece...
• La voglia di ripartire (di Michele Partipilo)
Ventura va oltre «Volere è potere»
di Antonello Raimondo 

BARI - Ma ve lo ricordate il Ventura di fine agosto? Quello che, pur con gar bo e buone maniere, reclamava atten zione per il suo Bari e si doleva di fronte a una città che aveva, come d’incanto, perso per strada il valore aggiunto del la notte dei centomila in piazza a fe steggiare la serie A. Era un uomo in difficoltà, a cavallo tra la bizzarra vi cenda Barton e un mercato portato avanti tra mille incertezze. Con l’Inter alle porte e i tifosi incredibilmente lon tani da un evento atteso otto, lunghis simi anni. 

Nulla gli è stato regalato. I centomila che invasero la città vecchia e il lun gomare la notte di Piacenza-Bari... bè Ventura li ha portati tutti dalla sua parte. Uno a uno, nessuno escluso. An che i nostalgici di Conte, anche quelli che proprio non avevano capito la rot tura con il tecnico leccese. I diffidenti per natura, i tanti che pensavano a lui come a una soluzione di secondo piano. Oggi nessuno discute Ventura. Che ha indubbiamente trovato una società più forte e coraggiosa e un gruppo adde strato ma che ha saputo completare l’opera con un lavoro di primissima qualità. 

Mister, qui a furia di parlare di libidine c’è il rischio che il pre sidente Matarrese la prenda sul serio e che le proponga un rinnovo di contratto alle stesse cifre di quest’anno, non un euro in più... 

«Va benissimo lo stesso...». 

A volte le emozioni valgono più dei soldi? 

«Le emozioni sono tutto. Ti danno la forza per andare avanti e per credere in quello che stai facendo. I soldi servono a vivere ma una vita senza emozioni non è vita». 

Sul Bari è stato detto e scritto or mai di tutto. Ma dopo una notte così... 

«Una notte così conferma che se vo gliamo... possiamo. Siamo noi gli artefici del nostro destino». 

I tifosi sognano. Parlare di salvez za diventa, fran camente, imba razzante. 

«Io dico che la sal vezza è cosa fatta quando ce l’hai in mano. Avere un margine rassicurante è cosa diversa dal dirsi in salvo». 

Ventura, non scherziamo. Questo Bari ha una marcia in più delle squadre che annaspano nei bas sifondi della classifica. 

«Tutto quello che abbiamo ce le sia mo meritato sul campo. Ventiquattro punti sono un orgoglio. E pensare che ce ne mancano quattro... Allora sì sa rebbe stato qualcosa di storico. Ma va bene lo stesso». 

Il Bari ha battuto una Juve tosta, non certo un avversario allo sban do. 

«Ferrara è stato chiaro. Ha detto che la sua squadra l’ha soddisfatto. Allora vuol dire che noi siamo stati doppia mente bravi. Io me n’ero già accorto in campo di quanto i miei erano stati bra vi». 

Il progetto Bari va avanti. Ma quanta voglia c’è di renderlo an cora più forte. 

«Tanta. Migliorarsi è un dovere mo rale verso il nostro pubblico». 

Perinetti ha più volte lasciato in tendere che attende scelte corag giose da parte della società. 

«Siamo costantemente a confronto. Questo gruppo ha raggiunto traguardi insperati. Certo non vorrei gente in rosa tanto per far numero. Due pedine che alzino il livello della squadra, bè perché no? A patto, però, che chi gioca meno possa avere la possibilità di ac casarsi altrove. Siamo troppi». 

Siamo ormai vicini alla riaper tura del mercato. Pare che il pre sidente Matarre se abbia voglia di regalarle un paio di ciliegine grazie ai buoni uffici di quel dia volo di Perinetti. 

«Ripeto, tutto è perfettibile. Ma guai a farsi prendere dal la foga di prendere qualcuno tanto per il gusto di farlo». 

Il Bari cerca un attaccante dal gol facile e un esterno d’attac co. Con l’opera zione di Kutuzov ritiene che si debbano ingaggiare due punte? 

«Dipende dall’esito dell’operazione a cui si sottoporrà Vitalj, che per noi è un calciatore importante. Se la stagione dovesse essere compromessa è eviden te che qualcosina andrebbe fatta. Ve diamo i tempi di recupero e poi va lutiamo per bene». 

In questi due anni il Bari ha vi ziato il suo popolo. Ora la gente si aspetta il salto di qualità, quello che in passato non è stato mai fat to. 

«Per ora pensiamo a chiudere bene questa stagione, consolidando il pro getto tattico. Poi è chiaro che dovremo fare operazioni importanti cercando di non sbagliarle». 

A cosa si riferisce? 

«Per esempio ai due centrali difen sivi. Non sarebbe facile fare a meno di loro l’anno prossimo. Ma se così do vesse essere è ovvio che sarebbe de licatissima la loro sostituzione». 

Idem per il centrocampo. 

«Trattenere Almiron sarebbe un gran bel colpo. Con Donati e Gazzi il centrocampo sarebbe quasi a posto». 

Magari c’è da migliorare sulle fa sce. 

«Guardi, se Rivas continua così è un calciatore che può dare molto». 

Basta così? 

«Guardi, io sono orgoglioso del grup po che alleno. Non voglio mancare di rispetto a questi fantastici ragazzi che ci stanno facendo godere Ogni cosa a suo tempo».

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