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Domenica 22 Ottobre 2017 | 17:38

NBA - Sorpresa: Detroit espugna il campo dei Lakers

Va ai Pistons (75-87) la prima della serie di sette gare che stabilirà il campione a stelle e strisce sotto canestro di quest'anno: Detroit, campione dell'est, ha avuto la meglio sugli avversari californiani di Los Angeles, primi nell'ovest, grazie alla grande prova in fase difensiva e all'affiatamento del gruppo
LOS ANGELES - Detroit-Lakers 1-0, ed è subito sorpresa nella finale del campionato americano di basket. Va ai Pistons la prima della serie di sette gare che stabilirà il campione a stelle e strisce sotto canestro di quest'anno: Detroit, campione dell'est, ha avuto la meglio sugli avversari californiani, primi nell'ovest, grazie alla grande prova in fase difensiva e all'affiatamento del gruppo.
«Tutti i miei giocatori dovranno essere difensori e attaccanti allo stesso tempo, se vorremo avere qualche possibilità» le parole del coach dei Detroit, Larry Brown, che, oltre all'ottima organizzazione, ha potuto contare anche sulle brillanti realizzazioni dei suoi: 22 i punti realizzati da Billups, uno degli artefici del successo a Los Angels, 14 per Wallace e 12 per Hamilton. Ai Lakers non sono bastati i 34 punti del solito Shaquille O'Neal ed i 25 centri di Kobe Bryant. «Oggi Detroit ha avuto più fame di noi, più determinazione. Ma non dobbimao più permetterlo» dice un insoddisfatto Shaq che, con i suoi canestri, aveva portato il quintetto californiano sul + 1 al termine del primo quarto, prima che i Lakers andassero in confusione, diventando nulli o quasi sotto canestro. Giornata no per Karl Malone, ottimo in semi-finale, e che invece con Detroit ha chiuso con uno score di soli 4 punti: tanto che al termine della partita il giocatore chiede scusa. «Mi scuso con tutti, l'ultimo nato dei miei figli avrebbe fatto meglio» le sue parole. Male anche Gary Payton, con tre soli punti. «I Pistons sono stati bravi a farci girare a largo, lontani dai punti nevralgici del gioco» il commento finale dell'allenatore dei Los Angeles Lakers, Phil Jackson, che però avverte i suoi: «Se non cambieremo il temea tattico delle prossime partite, aggredendo di più, sarà durissima. Bisognerà migliorare parecchio la nostra percentuale realizzativa». Domani gara 2, con i californiani, favoritissimi alla vigilia, attesi al riscatto nella tana di Detroit.

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