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Sabato 21 Ottobre 2017 | 08:39

Bari da impazzire battuta la Juventus

Ma ve l’immaginate la libidine del «Giampi» dopo una notte così? Dà scacco alla Juve, manda Ciro Ferrara all’inferno e in... paradiso quei trenta-quarantamila baresi che da ieri sono autorizzati a sognare. L’Europa? Forse no. Troppo per una neopromossa. Ma altri cinque mesi così, a petto in fuori, mettendo paura anche alle grandi... beh perché no? Perché questa non è la vittoria dell’improvvisazione
• Per una notte come il Bayern (di Vito Marino)
• Ventura raggiante: «Siamo stati bravi»
• Donati: «Vogliamo arrivare in alto»
• I risultati: vince Livorno, pari Atalanta
• La classifica: Bari in zona Europa League
• I cannonieri: Barreto, quarto gol stagionale
• Il prossimo turno: Genoa-Bari 20/12 alle 15
Bari da impazzire battuta la Juventus
BARI-JUVENTUS 3-1 (2-1 nel primo tempo)

BARI(4-4-2): Gillet 6.5; Masiello 6.5, Diamoutene 6, Bonucci 6.5, Stellini 7; Alvarez 6, Donati 6.5, Almiron 7.5, Rivas 6.5 (18' st Kamata 6); Meggiorini 7 (26' st Gazzi), Barreto 6.5 (16' st Greco). In panchina: Padelli, Belmonte, Allegretti, Koman. Allenatore: Ventura 7.
JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon 6; Caceres 5.5, Legrottaglie 5.5, Cannavaro 5, Molinaro 5.5 (21' st Grosso 6); Marchisio 6, Poulsen 5, Tiago 6 (30' st Camoranesi s.v., 41' st Giovinco s.v.); Diego 5; Amauri 5.5, Trezeguet 6. In panchina: Manninger, Grygera, Salihamidzic, Del Piero. Allenatore: Ferrara 5.
Arbitro: Tagliavento di Terni
Reti: 7' Meggiorini, 23' Trezeguet, 44' Barreto (rig), 36' st Almiron.
Note: serata fredda e ventosa, terreno allentato. Spettatori: 55.000 circa (38.695 paganti per un incasso di di poco superiore al milione e centomila euro). Angoli: 4-1 per la Juventus. Ammoniti: Meggiorini, Tiago, Cannavaro, Almiron. Recupero: 2'; 5'.

di Antonello Raimondo

BARI - Ma ve l’immaginate la libidine del «Giampi» dopo una notte così? Dà scacco alla Juve, manda Ciro Ferrara all’inferno e in... paradiso quei trenta-quarantamila baresi che da ieri sono autorizzati a sognare. L’Europa? Forse no. Troppo per una neopromossa. Ma altri cinque mesi così, a petto in fuori, mettendo paura anche alle grandi... beh perché no? Perché questa non è la vittoria dell’improvvisazione e nemmeno della casualità. Piuttosto, l’esaltazione di un progetto molto intrigante.

Ventura, appunto. È lui il garante di questo Bari che, al culmine di una notte da sballo, si acquatta a ridosso delle grandi, un punto sotto quel quarto posto che significa Champions League. Un Bari, forse, diverso dal solito. Meno irriverente e effervescente, ma di una concretezza bestiale. Una squadra che ha saputo difendersi senza mai dare l’impressione di un atteggiamento passivo. Aspettando che la Juventus prestasse il fianco e che il campo si aprisse. Partita preparata alla perfezione. Con tutti i tasselli che, alla lunga, sono finiti nell’incastro giusto.

Partita che potrebbe prestarsi a svariate interpretazioni. Dando un’occhiata al taccuino non sarebbe uno scandalo dire che alla Juve è girata anche male. Però assomiglierebbe a una «diminutio» troppo crudele ripensando agli slanci baresi. Si può vincere in mille modi. Dominando l’avversario o sapendo soffrire. A volte facendo anche tutte e due le cose. Si è grandi quando si fanno le bollicine e quando capisci l’attimo giusto per far male a un avversario vero. La Juve di ieri, bene chiarirlo, non era affatto la squadra molle e svagata vista a Cagliari e contro il Bayern Monaco. Piuttosto, un interlocutore credibile e anche piuttosto persuasivo, seppur a tratti.

Chissà come l’avrà presa Ferrara, l’uomo più discusso del momento. La sconfitta lo mette con le spalle al muro. La prestazione, forse, lo riabilita. Ridandogli quel coraggio che sembrava essersi perso nella triste notte di Champions. Perdere a Bari non è uno scandalo, vista la qualità della squadra di Ventura e la sua organizzazione sul piano tattico. E visto che anche la fortuna non sembra, in questo momento, girare dalla parte bianconera. Il gol del vantaggio biancorosso (7’) è un po’ l’emblema di questi imbarazzi juventini. Marchisio che, non esente da colpe, perde un rimpallo al limite dell’area e Meggiorini che gabba Buffon con la complicità della fortuita, ma decisiva, deviazione di Legrottaglie.

Non il massimo della vita per una squadra, la Juve, che era già sotto... le rotaie. Eppure la Juve si rimbocca le maniche, prova a riorganizzare lo straccio di una reazione nonostante il Bari faccia le cose per bene chiudendo e ripartendo. Un raid di Amauri (18’, sinistro troppo aperto) è l’episodio che regala ai bianconeri la convinzione di poter lasciare il segno. Diego trascina un buon pallone sulla trequarti, sul suo destro a Gillet non riesce la presa e al punto giusto c’è, tanto per cambiare, Trezeguet. Tocco rapinoso (23’), 1-1.

I meriti biancorossi si amplificano proprio in queste fasi. Perché ora la Juve si scrolla di dosso paure e impacci. Preme sull’acceleratore, manda al tiro Amauri, Marchisio e Tiago, tiene palla con discreta disinvoltura. Il Bari? Geometrico, «denso» nel suo modo di stare in campo. Barreto a tu per tu con Cannavaro, scatto e contatto: il rigore non è monumentale ma ci sta. Vitor spiazza Buffon, il «San Nicola» spruzza emozioni: 2-1, goduria allo stato puro.

La partita sembra sbrinarsi. Squadre più lunghe, per attaccanti e esterni offensivi è finalmente il momento di tirare fuori gli artigli. Che per il Bari possa essere la notte giusta lo si capisce quando nel giro di cinque minuti (dal 6’ all’11’) Trezeguet e Tiago mettono su due occasioni niente male. Sulla prima Gillet è semplicemente fantastico, un misto di istinto e coordinazione. C’è anche il Bari. Prima un bel cross di Alvarez, poi un colpo di testa di Meggiorini (22’) che meriterebbe un esito diverso.

Si diceva dei segnali del destino. Il rigore fallito da Diego (23’, ingenuo Almiron, furbo Grosso) è più che un episodio. Una tranvata in faccia alle ambizioni juventine. La partita non finisce, però l’aria che si respira in campo e sugli spalti è diversa. Con Kamata il Bari dà la sensazione di poter passare da un momento all’altro nonostante la Juve continui a collezionare occasioni abbastanza importanti. In mezzo, la rasoiata di Almiron (36’) che non esulta ma che, dentro, avrà goduto come un matto.

Finale pirotecnico. Con il solito Alvarez che «divora» l’impossibile e la Juve che continua a collezionare palle-gol. Vanamente. Nel cielo di Bari non c’è traccia di stelle. Ma basta e avanza il luccichìo degli occhi baresi. Luci che scaldano il cuore. Libidine, anzi molto di più.

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