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Lecce, il derby privato del giovane Marilungo

Per l'attaccante quello di domani pomeriggio contro l’Ascoli nella serie B di calcio sarà un «derby» in piena regola. Nato a Montegranaro, un centro dell’entroterra ascolano, non ha mai avuto grande passione per i colori bianconeri. «Se devo essere sincero non sono mai stato tifoso della squadra della mia città. Anzi, ho sempre desiderato di giocarci contro e finalmente ho questa occasione»
Lecce, il derby privato del giovane Marilungo
di Massimo Barbano

CALIMERA - Per Guido Marilungo quello di domani pomeriggio contro l’Ascoli sarà un «derby» in piena regola. Nato a Montegranaro, un centro dell’entroterra ascolano, non ha mai avuto grande passione per i colori bianconeri.

«Se devo essere sincero - dice - non sono mai stato tifoso della squadra della mia città. Anzi, ho sempre desiderato di giocarci contro e finalmente ho questa occasione».

Non particolari rivalse contro la società, ma la soddisfazione di fare un piccolo dispetto ad amici e concittadini.

«Non ho alcun motivo di vendette o di rancori personali - precisa l’attaccante - ma so che in curva ci sarà qualche mio amico d’infanzia e so che, se dovessi segnare, quando torno a casa mi tormenteranno chiedendomi come mi sono permesso di segnare all’Ascoli. Ecco perchè non vedo l’ora di scendere in campo e, naturalmente, di segnare un gol all’Ascoli».

Ma, Ascoli a parte, c’è anche l’esigenza di ritrovare la via del gol che da un po’ di tempo Marilungo sembra aver smarrito.

«In effetti il gol mi manca da qualche partita - prosegue - diciamo che nelle ultime gare mi sono accontentato di farlo fare agli altri. Di occasioni ne ho avute tante, ma ho ne anche sbagliate molte. Tuttavia questo non mi preoccupa, bisogna preoccuparsi quando le occasioni da gol mancano. E a noi non sono mancate negli ultimi tempi. Quindi, finchè giochiamo bene e vinciamo, non importa se i gol li faccio io, o li fa Corvia o Baclet, o qualcun altro ancora».

Non è un caso che con le sue 30 reti all’attivo (in media quasi due a partita), il Lecce abbia l’attacco che segna di più della categoria.

«È una grande soddisfazione far parte di uno dei migliori attacchi della serie B - dice - soprattutto se si pensa che i reparti avanzati delle altre squadre possono contare su giocatori esperti che hanno alle spalle anni di serie A. Invece, noi del Lecce siamo quasi tutti giovani, se non proprio alle prime armi. Questo vuol dire che stiamo lavorando molto bene».

E con l’Ascoli, il Lecce che dovrà fare la partita avrà bisogno che l’attacco giri a dovere.

«In casa non dobbiamo lasciare nulla a nessuno, abbiamo le possibilità per imporre la “legge del via del mare” anche all’Ascoli. Noi in casa stiamo andando benissimo, mentre i nostri avversari stanno atrtaversando un periodo di difficoltà e hanno bisogno di punti. Noi dobbiamo sfruttare le loro difficoltà ed il fattore casalingo, ma a patto di rimanere concentrati al massimo, perchè questa serie B sta dimostrando che anche l’ultima in classifica può battere la prima. Non guardiamo la posizione di classifica - prosegue l’attaccante del Lecce - perchè l’Ascoli è una buona squadra. Sono partiti benissimo e stavano in alto, poi il cambio di allenatore li ha un pò destabilizzati, ma non dimentichiamo che possono contare su nomi importanti come Bernacci, Amoroso e Antenucci. Quindi non facciamoci trarre in inganno dalla classifica, perchè se c’è qualcuno che ha tutto da perdere in questa partita è proprio il Lecce».

Una ulteriore tappa verso una promozione diretta che a questo punto e con questa posizione di classifica diventa possibile.

«Io ho sempre creduto che questa squadra poteva puntare in alto, anche quando nessuno ci credeva. Siamo forti e ce la possiamo giocare con tutti e faremo di tutto per rimanere in vetta alla classifica fino alla fine».

D’altra parte, per un giovane di 20 anni in prestito in serie B, la promozione è anche uno straordinario veicolo di carriera.

«Una promozione è sempre importante, anche per un calciatore che sta per ritirarsi. Per me lo sarebbe ancora di più perchè ho la carriera davanti. E poi sarebbe molto bello condividere questa gioia con la squadra, tagliare un traguardo così importante insieme ad un gruppo con il quale ti sei allenato tutti i giorni, hai sofferto nei momenti più difficili ed hai gioito in quelli più favorevoli».

Poi taglia corto sulle voci che vorrebbero la Sampdoria in carenza di attaccanti, una circostanza che potrebbe preludere ad un suo ritorno anticipato nel club di appartenenza.

«Quello della Sampdoria è soltanto un calo fisiologico, oltreche psicologico, dovuti alla sconfitta nel derby. Passerà presto».

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