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Sosa, scommessa vinta «Gallipoli, avanti così»

Il ragazzo uruguaiano, alla prima stagione in serie B dopo l’esperienza in Lega Pro col Taranto, ha fin qui collezionato 1.360 minuti di gioco in 15 partite. Con Max Scaglia (16 presenze e 1.436 minuti) domina le corsie e si esalta nel 3-5-2 disegnato da Giannini. Per continuità e qualità, a loro va l’oscar dell'affidabilità in questo primo scorcio di stagione. «Mai avrei pensato di giocare così tante partite»
Sosa, scommessa vinta «Gallipoli, avanti così»
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - Lo stacanovista della fascia destra gallipolina si chiama Cristian Sosa de Luca. Il ragazzo uruguaiano, alla prima stagione in serie B dopo l’esperienza in Lega Pro col Taranto, ha fin qui collezionato 1.360 minuti di gioco in 15 partite. Con Max Scaglia (16 presenze e 1.436 minuti) domina le corsie gallipoline e si esalta nel 3-5-2 disegnato da Beppe Giannini. Per continuità e qualità, a loro va l’oscar dell'affidabilità in questo primo scorcio di stagione.

«Per me è una stagione molto positiva», dice il difensore di Montevideo, 24 anni compiuti a ottobre. «Mai avrei pensato di giocare così tante gare nella prima parte dell’anno, in una categoria nuova, superiore rispetto a quella dello scorso anno. Ora devo continuare a lavorare, perché questa continuità è un premio per al calciatore che lavora, che fa sempre sacrifici per giocare».

CONTINUITà Sosa è uno dei simboli del nuovo Gallipoli di serie B. È una creatura tecnica del «Principe», che lo aveva visto lo scorso anno in Lega Pro. Michele Scaringella glielo ha messo a disposizione a fine estate (come ha fatto con quasi tutti gli altri sudamericani in rosa), il «Principe» lo ha trasformato da marcatore centrale in fluidificante per sfruttarne le doti atletiche. Il calciatore ha risposto prima con imbarazzo, poi con una sicurezza crescente tanto da presentarsi diverse volte in zona gol (ha segnato già due reti e sabato avrebbe potuto firmare la terza contro il Torino, non fosse stato per Sereni ed il palo): «Per un difensore centrale come me è strano trovarsi in quella situazione di gioco. Nel ruolo di esterno però, mi sento meglio partita dopo partita: ormai ho preso fiducia. Anche il gioco che insegna il nostro allenatore, che sfrutta molto gli esterni, mi porta a scendere spesso».
RIVINCITA Chiuso il capitolo dei recuperi della 14esima giornata, il Gallipoli si ritrova otto squadre sotto. Un traguardo importante, alla vigilia di una partita delicata (il Crotone senza la penalizzazione avrebbe un punto in più dei salentini): «Giannini è stato bravo a convincerci che possiamo giocarcela con tutti, che ogni volta siamo 11 contro 11 e che, se lavoriamo con sacrificio e stiamo tutti uniti, nel calcio può succedere di tutto. Siamo una sorpresa per gli addetti ai lavori, anche perché abbiamo più punti di squadre che sono state costruite per vincere il campionato. Continuiamo a lavorare così, consapevoli che il campionato è lungo».
All’Ezio Scida lo scorso anno il suo Taranto fu piegato dall’allora squadra di Checco Moriero per 2-0. Cristian spera di prendersi la rivincita: «Il Crotone è una buona squadra: proveremo ad imporre il nostro gioco anche in Calabria. Giunti a questo punto del campionato è chiaro a tutti che abbiamo una rosa ampia e competitiva. Ogni gara che passa siamo sempre più affiatati. Giochiamo meglio in trasferta? È possibile, anche perché in casa facciamo più fatica ad essere protagonisti perché le altre si chiudono: penso alla gara con l’Empoli, che è venuto a Lecce solo per strapparci un punto».

No-comment sul delicato periodo che sta attraversando la società: «Non voglio dare un’opinione su questo aspetto. Noi calciatori, per il bene della squadra, dobbiamo pensare solo a giocare, altrimenti se ci soffermiamo troppo sul resto è peggio per tutti. Rimaniamo concentrati sul campionato e sulla salvezza».

NOTIZIARIO Ieri contro la Primavera di De Pasquale (con due sudamericani in prova per la prima squadra), Giannini ha provato il 4-3-3 nel primo tempo ed il 3-4-1-2 nella ripresa. Il tecnico ha lasciato a riposo diversi calciatori che hanno fin qui tirato la carretta, come Sosa, Scaglia e Abbate (per loro differenziato in palestra). Fermo anche Di Gennaro. È finita 5-2: per la prima squadra sono andati a segno Ginestra (doppietta: splendido il primo gol, un destro finito sotto l’incrocio), Di Carmine, D’Aversa e Smit. Dopo il lavoro sul campo quello in palestra agli ordini del nuovo preparatore atletico Franco Mandarino. A parte hanno lavorato Moro, Garavano, Eliakwu.

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