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Il «nuovo» Fabiano garanzia per il Lecce

Il primo posto in classifica nella serie B di calcio spazza via eventuali dubbi e rimpianti. Così, se mai nella scorsa estate c’era stata l’idea di fare le valigie, per il difensore brasiliano questa è ormai completamente superata. «In realtà, di concreto non c’è stato mai nulla, le solite voci che si creano. Sono più che mai felice di essere rimasto». Sabato alle ore 15,30 c'è Lecce-Ascoli
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Il «nuovo» Fabiano garanzia per il Lecce
di Massimo Barbano 

CALIMERA - Il primo posto in classifica spazza via anche quelli che potevano essere stati dubbi e rimpianti. Così, se mai nella scorsa estate c’era stata l’idea di fare le valigie, per Fabiano Da Silva Medina, questa è ormai completamente superata. «In realtà, di concreto non c’è stato mai nulla - spiega il difensore centrale brasiliano - le solite voci che si creano nel periodo del calciomercato estivo, ma niente di più. Già da allora io pensavo che se fossi dovuto andare via in una squadra dove non ero contento, preferivo di gran lunga restare a Lecce. E oggi questa scelta mi ha dato ragione e sono più che mai felice di essere rimasto».

Lo stato di «mobilità» nel mercato estivo, frutto di richieste che non si concretizzarono,Fabiano se l’è guadagnata con un curriculum caratterizzato da una curva di prestazioni e di rendimento che ha avuto nel corso della sua permanenza a Lecce una crescita esponenziale.

Giunto quasi fra o scetticismo nell’anno della promozione in serie A con Papadopulo in panchina, il brasiliano che nella sua squadra d’origine aveva giocato anche come centrocampista, si è presto imposto all’attenzione generale fino a diventare, già dall’anno scorso in serie A un elemento importante per la retroguardia giallorossa nella quale ha collezionato 33 presenze su 38 giornate.

E quest’anno quel ruolo si è consolidata facendo di Fabiano un punto fermo del reparto arretrato di De Canio.

«Non posso che essere contento di come stanno andando le cose anche a livello personale - dice - essenzialmente sto riuscendo a fare quello che chiede l’allenatore ed è questo l’essenziale».

A coronamento di una stagione che promette brillanti traguardi c’è giàquesto primo posto in perfetta solitudine che è una favorevole premessa per la vittoria del campionato.

«È un primo posto che stiamo ampiamente meritando - prosegue Fabiano - ora speriamo di conservarlo il più a lungo possibile. Intanto, questa posizione di classifica ci permette di affrontare le partite con una maggiore tranquillità».

Primo posto per certi versi inaspettato, viste quelle che erano le premesse e le previsioni della vigilia. E adesso che è arrivato, l’interrogativo che i tifosi del Lecce e tutto l’ambiente sportivo che ruota intorno alla squadra si pone è quello se questo momento di gloria possa continuare fino alla fine del campionato e quindi portare alla promozione in serie A.

«Noi ci speriamo - prosegue il difensore centrale brasiliano - anzi, ci abbiamo sempre sperato, perchè dall’inizio sapevamo che il lavoro che stava portando avanti il mister avrebbe dato i suoi frutti. Quanto alla durata, posso dire che questa è una squadra giovane che ha voglia di imparare e di crescere. Le premesse per fare un bel campionato ci sono, il gruppo è unito ed ha voglia di mettersi in evidenza».

Contro l’Ascoli che è già in Salento da alcuni giorni per farsi trovare preparato a questa gara che non vuole fallire, ci sarà da tenere gli occhi aperti. «Sappiamo che è una partita che può riservare delle difficoltà - continua Fabiano - l’avversario sta attraversando un momento critico, ma proprio per questo dovremo fare molta attenzione. In particolare dovremo stare attenti alla fase difensiva che, specialmente sulel palle inattive ci ha creato qualche problema negli ultimi tempi».

L’Ascoli che viene da un gesto di fair play che sta facendo parlare l’Europa ed il Lecce che invece, contro l’Albinoleffe, ha beneficiato di un gol che probabilmente non era tale, perchè il pallone non dovrebbe aver varcato la linea bianca dopo aver colpito la traversa. Ma chiedere ai giocatori di rifiutare un gol fantasma sarebbe troppo. «In realtà non ci siamo posto proprio il problema, perchè era impossibile per noi valutare se fosse gol o meno. Noi abbiamo visto l’arbitro correre in mezzo al campo e indicare il centrocampo e quindi abbiamo esultato».

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