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Domenica 24 Settembre 2017 | 10:46

Giacomazzi e il primato «Lecce, ora sei maturo»

Il centrocampista parla dell'attuale momento nella serie B di calcio: «Essere primi è stata una sorpresa per molti e, ad essere sincero, neanche io me lo aspettavo all’inizio. Anche la società parlava di un anno di transizione, perché non era facile risalire subito. C’erano squadre molto attrezzate per la categoria, come il Torino, la Reggina. Però ho sempre creduto che ce la potevamo giocare»
Giacomazzi e il primato «Lecce, ora sei maturo»
di Massimo Barbano 

CALIMERA - Giacomazzi, che Lecce ne viene fuori dalla partita vittoriosa di Bergamo con l’Albinoleffe?

«Un Lecce che ha offerto una grande prova di carattere. Nel primo tempo ha un pò tardato a prendere le misure, perché loro si difendevano tutti quanti dietro la palla e poi cercavano il colpo a sorpresa con quel lancio lungo per le punte che andavano sui nostri centrali e ci mettevano in difficoltà, perché andavano sull’uno contro uno e parecchie volte sono arrivati al tiro, anche se non sono stati mai molto pericolosi. Noi abbiamo creato senza però eccellere. Nel secondo tempo abbiamo fatto molto meglio, abbiamo tenuto il campo, abbiamo creato più occasioni e la vittoria è stata più che meritata, anche se quel secondo gol forse non è entrato».

Positiva soprattutto la reazione dopo che l’Albinoleffe ha accorciato le distanze?

«In quella fase siamo stati bravi a tenere le linee. A quel punto il 4-4-2 è stata la soluzione più idonea. Tatticamente abbiamo giocato molto bene la palla e utilizzato gli spazi a dovere. D’altra parte le maggiori occasioni da gol le abbiamo avute proprio in quel periodo, quindi vuol dire che la squadra stava girando a dovere».

Rispetto alle precedenti settimane il Lecce adesso è in testa in solitudine. Cosa cambia?

«Innanzitutto una maggiore soddisfazione, perché vuol dire che tutto il lavoro fatto fino ad adesso viene ripagato, in termini di punti, di classifica, di prestazioni. Tutto è migliorato. Siamo contenti di come sta andando, ma è un campionato molto lungo, molto difficile e puoi andare in difficoltà con chiunque, anche con quelle squadre che sulla carta sembrano facili. Però, se manterremo la mentalità che abbiamo avuto fino ad ora, sarà difficile per tutti».

A volte a questa squadra manca la continuità?

«Ci sono quindici-venti minuti nell’arco di una partita dove le cose non girano per il verso giusto. È un limite che dobbiamo correggere. Ci stiamo sforzando per mantenere gli stessi ritmi per novanta minuti».

L’Ascoli non sembra, sulla carta, un avversario difficilissimo...

«Sarà comunque una partita delicata. Loro verranno qua a chiudersi e a ripartire e soprattutto a non fare giocare il Lecce come fa la maggioranza delle squadre che vengono qui. Noi dobbiamo fare una gara intelligente, cattiva, fin dal primo minuto e sapere che ci troviamo di fronte una squadra alla quale sarà molto difficile fare gol, nonostante la sua posizione di classifica».

Il «Via del mare», può essere quest’anno il punto di forza del Lecce?

«Finora è stato così e mi auguro che continui. Se si vuole ottenere la promozione in serie A, o comunque i playoff, dobbiamo lasciare meno punti possibile in casa invertendo quell’andamento dell’anno scorso dove in casa raccoglievamo poco. Ma, c’è da dire che l’anno scorso c’erano molte squadre più forti di noi e poi ci fu anche una buona dose di sfortuna, sia in casa che fuori. Quest’anno le cose stanno andando diversamente».

Il primo posto in classifica è un traguardo insperato?

«È stata una sorpresa per molti e, ad essere sincero, neanche io me lo aspettavo all’inizio. Anche la società parlava di un anno di transizione, perchè non era facile risalire subito. C’erano squadre molto attrezzate per la categoria, come il Torino, la Reggina. Però ho sempre creduto che ce la potevamo giocare se avessimo trovato i giusti equilibri e la convinzione, cose che oggi sembra abbiamo trovato. Ora siamo contenti per quello che stiamo facendo e ci godiamo questo primato, ma sappiamo che c’è ancora moltissimo da fare».

Il caso-Ascoli ha riportato all’attenzione l’argomento fair play. Anni fa un episodio analogo accadde anche a te...

«Come ha detto anche Pillon, penso che quelle decisioni siano frutto delle sensazioni del momento. “Se succedesse un altra volta - lo ha detto pure lui, non so se lo rifarei”. In quel momento i giocatori e l’allenatore se la sono sentita di fare quel gesto e lo hanno fatto. A me capitò contro il Messina di ammettere che non c’era un rigore a nostro favore. Devo dire la verità che quella decisione mi costò grande sofferenza fino all’85’ quando segnammo il gol della vittoria, ma in quel momento me la sono sentita. A loro è andata male perchè poi hanno perso la partita. Ma non credo che le polemiche e la contestazione dei tifosi siano state causate solo da questo. Avrà contribuito anche la sconfitta e la difficile situazione di classifica».

Giacomazzi è un capitano in scadenza di contratto. Cosa c’è nel futuro?

«Per ora portare a termine questo campionato nel migliore dei modi, poi dipenderà anche da quello che decideranno l’allenatore e la società. Lo vedremo alla fine del campionato».

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