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Martedì 26 Settembre 2017 | 11:22

Pronto, Gazzetta? De Canio e i tifosi

DOMANDE E RISPOSTE
Appuntamento imperdibile per i tifosi del Lecce. Gigi De Canio, tecnico della capolista del campionato di serie B di calcio ha raggiunto la redazione di Lecce della Gazzetta del Mezzogiorno e ha risposto alle numerose telefonate degli appassionati. Eccone alcune arrivate da Lecce e provincia, ma anche da Cisternino, Santeramo in Colle, Bari, Milano, Udine e Parma
Pronto, Gazzetta? De Canio e i tifosi
DOMANDE E RISPOSTE

LECCE - Un filo diretto con i tifosi giallorossi. Ieri sera l’allenatore del Lecce Luigi De Canio è stato ospite della nostra redazione dove ha risposto alle domande dei tifosi che hanno chiamato al numero verde della Gazzetta. Un colloquio molto cordiale durato circa un’ora e mezzo, nel corso del quale i tifosi hanno rivolto al «mister» le più svariate domande. Di seguito, pubblichiamo integralmente il dialogo fra De Canio e i tifosi.

Alessandro Nuzzo
(23 anni, di Marittima, ma residente a Pisa)

Intanto volevo rivolgerle il mio apprezzamento per il lavoro che sta svolgendo. Volevo chiederle come mai spesso abbiamo un approccio morbido alle partite, come Padova, Grosseto? Può dipendere dal fatto che i giocatori non hanno ancora acquisito la consapevolezza della loro forza?

«Non c’è una sola motivazione. Questa è una squadra che si è formata in ritardo, in un modo un pò particllare. C’è un passato molto recente negativo da superare, quando c’è purtroppo una retrocessione è sempre un problema riprendersi. Basta vedere quello che succede a Torino, a Reggio Calabria per capire. Poi è anche una questione di caratteristiche dei giocatori, sia fisiche, che morfologiche e caratteriali».

Pensa che un giocatore di esperienza farebbe comodo al Lecce?

«Non è questione di esperienza, anche un ragazzo di vent’anni, maa che avesse caratteristiche particolari che in queste situazioni occorrono potrebbe aiutare la squadra a migliorarsi, però, questo non significa garanzia di successo assoluto».

Mario Coppola
(67 anni, di Ostuni)

Sono un appassionato dei colori giallorossi e seguo sempre la squadra. Dopo la delusione della retrocessione ho seguito e condivido il programma tecnico ed economico concordato da lei con la squadra volto a guardare nel medio termine e a valorizzare gli elementi giovani. Intanto mi complimento con lei per aver saputo amalgamare l’organico, ho notato che anche la panchina è motivatissima, nel momento in cui qualcuno deve entrare, sa quello che deve fare e si immerge subito nella realtà del momento. L’unica cosa che consiglio alla società è l’acquisto di un lungo in difesa, buon colpitore di testa, visto che specie sui palloni alti e palle inattive il reparto arretrato soffre. E poi un centrocampista tosto che possa rinforzare il reparto al bisogno...


«Siamo attentissimi a quello che succede intorno a noi perchè c’è sempre la volontà di migliorarsi, anche se è difficile in questo momento pensare di migliorare la squadra perchè siamo primi».

Franco Bagnato
(34 anni, di Lecce)

Complimenti per tutto quello che sta facendo. Vorrei sapere quante chanche abbiamo di andare in serie A e se nel progetto c’è anche uno spiraglio per puntare all’Europa?


«Intanto vediamo di sistemare il presente, per organizzarci bene per l’immediato futuro. Poi, per il futuro un pò più a lungo termine non è detto che non ci si possa arrivare. L’obiettivo è quello di guardare sempre in alto, cercando di utilizzare le risorse attraverso anche la competenza e poi serve sempre quel pizzico di fortuna che è indispensabile per qualsiasi impresa. Io sono riuscito ad andare in Europa. È un fatto molto stimolante, credo che una società così, se riesce ad operare bene, con un pizzico di fortuna ci può anche arrivare».

Vito Grasso
(48 anni, di Magliano)

Mi auguro che il Lecce vada in serie A...


«cercheremo di accontentarla, lei come tuti gli altri tifosi. Grazie per aver chiamato».

Andrea Mazzotta
(32 anni, di Lecce)

Come mai nonostante un progetto serio ed il primato in classifica, i tifosi leccesi continuano a disertare lo stadio. Quale è la strada per riavvicinare i tifosi alla squadra?

«Le motivazioni possono essere diverse. Dopo una retrocessione c’è sempre una certa delusione che col tempo può essere assorbita se si riescono a fare cose serie. Noi stiamo operando in maniera seria, penso che il tifoso si riavvicinerà alla squadra».

Salvatore Galati
(29 anni, di Maglie, residente a Udine)

Appena torno per le ferie vengo a trovarla a Calimera. L’anno scorso Bari e Parma hanno migliorato con innesti mirati. Il Lecce può essere migliorato? E poi a centrocampo, potremmo soffrire un calo di rendimento?

«Tutto è perfettibile, perchè no. Quanto al calo del centrocampo lo escludo, perchè abbiamo da recuperare ancora Munari alla migliore condizione. È stato bravo in queste due prime apparizioni, ma sappiamo che può migliorare molto. Poi c’è ancora Mesbah, Lepore che sono risorse che possono essere molto utili».

Gino Vestito
(64 anni, di Lecce)

Più che una domanda vorrei farle un apprezzamento per quello che sta facendo e poi raccontarle un fatto curioso che è accaduto sugli spalto durante la partita Lecce-Grosseto. Mentre perdevamo due a zero, c’era una signora anziana che ha cominciato a contestarla dicendo che a lei De Canio non piaceva. Poi, quando abbiamo sul tre a due, le abbiamo detto: “Adesso ti piace De Canio, ma vai a casa a fare la calza”. Auguri di buone feste e in bocca al lupo per la serie A...

«Grazie, io spero ri ricambiare la sua stima».

Antonio Scalinci
(47 anni, di Salice Salentino)

Questo Lecce manterrà fino alla fine i primi posti in classifica?


«Quello che posso dirle è che ci proverà con tutte le sue forze. Non ho la sfera di cristallo per dire se ci riusciremo, però i presupposti sono buoni».

Domenico Sportelli
(42 anni, di Santeramo)

Mister buona sera, lei ci costringe anche dalla provincia di Bari a tifare Lecce.


«Grazie, questo è un motivo di grande soddisfazione per noi».

La domanda è questa: lei ha scelto il modulo in base a quello che la società le ha messo a disposizione, se potesse scegliere in astratto, che modulo farebbe?

«Il 3-3-4. Se potessi farei questo. Giocando con il 3-3-4 la grande Olanda di Crujff ha appassionato l’Europa. Poi il calcio olandese ha vinto solo un titolo europeo, quindi non è sinonimo di vittoria, è solo una filosofia che riguarda il mio modo di pensare».

Il bel gioco, quindi è la cosa principale?

«Il bel gioco è direttamente proporzionale alla qualità dei calciatori che compongono una squadra. Nessun modulo e nessun allenatore può inventarselo».

Grazie, noi di Santeramo continueremo a tifare Lecce e De Canio.

«Grazie per la stima».

Andrea Letizia
(23 anni, di Lecce)

Vorrei sapere se, secondo lei a gennaio è necessario intervenire sul mercato e, se si, in quale reparto?


«Una squadra che è prima è difficile da migliorarsi. Se è prima significa che tutti, anche coloro che hanno giocato meno hanno meritato, quindi è difficile trovare qualcuno che possa migliorare. Comunque se ci sarà qualche possibilità in tal senso non ci tireremo indietro».

Quindi se continuamo così si potrà mantenere il primo posto in classifica?

«Se continuamo così non c’è dubbio».

Piero De giorgi
(42 anni, di Vernole)

Quanto è convinto che il Lecce possa andare in serie A?


«Noi cerchiamo di dare il massimo in ogni partita, ma siamo persone serie e non vendiamo fumo. Quindi non possiamo dire che ci andremo sicuramente. Ci sforzeremo di mostrare un calcio bello e soprattutto proficuo».

Franco Tritto
(62 anni, di Santeramo)

Gino sei grande, ti seguiamo con affetto, ti vengo a trovare la prossima settimana.


«Grazie, sai che mi fa sempre piacere, ma vieni per davvero».

Antonio Milella
(70 anni di Lecce)

Essendo in testa alla serie B, non le sembra che il Lecce debba affrontare gli avversari sempre con un piglio aggressivo e non permettere loro di prendere fiducia da una eventuale tattica prudente?


«Sì, sono perfettamente d’accordo con lei. Stiamo lavorando su questi aspetti, ma non si può ottenere tutto subito. Ci vuole il tempo necessario perchè ogni ragazzo metabolizzi l’atteggiamento giusto che fino all’anno scorso non c’era. Ma è questo l’obiettivo che si sta cercando di ottenere».

Amleto Monsellato
(17 anni, di Tricase)

Mister, quest’anno doveva essere un anno di transizione, ma siamo in vetta alla classifica. Il presidente disse che se ci fossimo trovati in una situazione favorevole avrebbe rinforzato la squadra. Dove c’è più bisogno di rinforzi?


«Ho già detto ad un’altra telefonata che è difficile migliorare una squadra che è prima. Si tratta di trovare giocatori che sono realmente affidabili, capaci e che possano dare qualcosa in più. Valuteremo e se questo sarà possibile lo faremo». 

Giancarlo Granaldi
(38 anni, di Cisternino)

Noi facciamo tanti chilometri per venire a Lecce ogni sabato, siamo abbonati. Quanto potrà influire, specialmente nel girone di ritorno, la presenza del pubblico per mantenere i primissimi posti?


«La presenza del pubblico è fondamentale. Una squadra di calcio, oltre che per il piacere di giocare per se stessa, gioca soprattutto per condividere le gioie con i propri tifosi. È importante sapere di creare interesse intorno a sè. Il pubblico fa aumentare l’autostima e soprattutto fornisce ulteriori motivazioni nei momenti di difficoltà per superare gli ostacol. Penso quindi che sia una componente importantissima».

Luca Pellegrino
(27 anni, di Galatone)

Volevo sapere se sono previsti rinforzi nel mercato di riparazione ein che reparto.


«Come ho detto ad altri tifosi che hanno chiamato è difficile rinforzare una squadra che è prima in classifica, comunque stiamo guardandoci intorno e stiamo monitorando il mercato. Vedremo nell’ottica di quello che è il nostro progamma se ci sono delle opportunità anche nella prospettiva di dover affrontare una eventuale serie A. Magari trovare quei calciatori che, oltre a darci un contributo oggi possono essere un punto di riferimento importante in serie A. se dovessimo trovarne non ci tireremo indietro, altrimenti potremmo andare avanti così».

Marino Rocco
(27 anni, di Rho (Milano)

Come vede questa partita con l’Ascoli?

«Come tutte le altre partite ha la loro difficoltà. Speriamo di chiudere bene il 2009 in casa».

Marco Geusa
(30 anni di Galatina)

Lei è stato il primo in Italia ad assumere questo compito di allenatore-manager. Questo Lecce che vantaggi sta avendo quest’anno?


«Siamo solo all’inizio di un percorso che, in effetti, in Italia non è molto seguito, anche se le devo dire che non è cambiato gran che, perchè il mio lavoro si svolge soprattutto sul campo perchè a me piace essere soprattutto un allenatore. Un allenatore che dà anche il suo contributo alla società per poter crescere in maniera oculata, graduale e razionale per raggiungere obiettivi importanti. Anche da un punto di vista tecnico siamo solo all’inizio. Stiamo facendo bene grazie all’impegno di ragazzi che hanno qualità tecniche e morali di grande spessore. Vuol dire che siamo in buone mani e ci sono i presupposti per continuare a fare bene».

Vorrei sapere se dopo l’avvio un pò in sordina da parte del Lecce sperava in una risalita così rapida e poi sapere come Lecce l’ha accolta.

«Comincio dalla seconda. Io ricordo che quando sono arrivato con la squadra l’anno scorso in difficoltà, c’era dello scetticismo, ma non tanto sulla persona, quanto sulla situazione. Però, poi, nel giro di un paio di settimane ho sentito fiducia, stima e considerazione intorno alla mia persona. Per quanto riguarda la prima domanda, devo dire che non mi aspettavo neanche io questo exploit, non tanto per l’inizio, ma per il mercato, la retrocessione, un ritiro molto particolare, per tutti i problemi che abbiamo attraversato mi aspettavo che avessimo un pò più di difficoltà a venire fuori. Invece, per merito della squadra che si è calata subito nella nuova realtà dimenticando le difficoltà, ora siamo qui».

Giovanni Chiantera
(66 anni, di Lecce, residente a Mola di Bari)

Vorrei rilevare che il comportamento del suo collega Pillon è stato scandaloso. È ora di smetterla con la palla che si getta fuori quando l’avversario è a terra. Mi sembra una cosa ridicola e inutile, un eccesso di cortesia. Spetta all’arbitro fermare il gioco


«In generale condivido quello che sta dicendo. È snervante vedere per un piccolo incidente che il giocatore resta per terra e si butta via la palla, però, nel caso dell’Ascoli è un’altra cosa. È stato un terribile equivoco, perchè effettivamente il difensore della Reggina si è seriamente infortunato ed ha buttato via la palla volontariamente, ma con una comunicazione poco efficace, per cui l’avversario, Sommese, non si è accorto di tutto questo ed ha proseguito. Chiarito questo equivoco penso che l’Ascoli abbia fatto bene poi a farsi segnare quel gol. Però, in genrale penso che bisognerebbe smetterla con questa usanza».

Penso che il Lecce abbia tutti i numeri per andare in serie A direttamente anche perchè le altre favorite sono molto indietro. E d’accordo?

«Il campionato è ancora lubngo e si potranno trovare momenti di difficoltà, però noi abbaimo entusiasmo e volontà di fare bene e ci giocheremo le nostre chanche fino alla fine».

Cosimo Bisanti
(23 anni, di Parma)

Volevo congratularmi con lei per i risultati. Mi chiedo se c’è qualche elemento della Primavera che possa aspirare alla prima squadra?


«In questo momento è un pò difficile, qualche ragazzo interessante c’è, ma devono fare le loro esperienze e crescere. È qualcosa che valuteremo più in là».

Come vede cavvallo e Tundo, due pupilli di Zeman?

«Sono entrambi molto bravi, ma in questo momento in rosa ci sono altri ragazzi che stannon facendo molto bene e sono chiusi da altri».

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