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Sabato 23 Settembre 2017 | 15:01

Lecce, Giuliatto si difende  «Non ero certo del gol»

di MARCO SECLI' 
Alberto Giuliatto venerdì a Bergamo è stato protagonista assoluto: un palo su punizione nel secondo tempo, e soprattutto, la sua prima rete in maglia giallorossa. Peccato solo che quello che ha mandato il Lecce al riposo sul 2-0 sia stato il discusso gol-fantasma. E che l’esterno di Treviso non lo abbia potuto celebrare come forse avrebbe voluto. Il difensore: se avessi visto che la palla non era entrata, lo avrei detto
Lecce, Giuliatto si difende  «Non ero certo del gol»
di MARCO SECLÌ

CALIMERA - Tutto in una notte. Alberto Giuliatto venerdì a Bergamo è stato protagonista assoluto: un palo su punizione nel secondo tempo, e soprattutto, la sua prima rete in maglia giallorossa. Peccato solo che quello che ha mandato il Lecce al riposo sul 2-0 sia stato il discusso gol-fantasma. E che l’esterno di Treviso non lo abbia potuto celebrare come forse avrebbe voluto. Subito allo stesso goleador è venuto più di un dubbio. «La mia reazione immediata - spiega - è stata istintiva, mi sono messo le mani nei capelli dopo che ho visto il pallone sbattere sulla traversa e sembrava che non fosse entrato. Quanto meno era molto dubbio il fatto che avesse oltrepassato del tutto la linea di porta. Poi il guardalinee ha deciso per il gol. Le immagini in tv hanno però confermato la mia sensazione iniziale. Cosa dire? Prendo in prestito e adatto la frase di Boskov sui rigori - sorride - gol è quando l’arbitro fischia...». 

Qualche televisione nazionale gli ha però rimproverato una presunta mancanza di sportività. «Non credo sia giusto imputarmi questo - replica - credo di essermi sempre comportato con correttezza. Mi trovavo in una posizione da cui non potevo essere sicuro che la palla non fosse entrata. Sul momento non potevo sapere se fosse dentro o meno. Il guardalinee era nella posizione ideale per vedere meglio. Avessi avuto la certezza del non-gol non avrei avuto problemi ad ammetterlo». Gol fantasma a parte, il Lecce ha poi legittimato la vittoria. «Siamo stati bravi a gestire la partita, anche se potevamo chiuderla prima ed evitare il 2-1 degli avversari. Ma su un campo difficile come quello dell’Albinolef fe va bene così. Abbiamo ribadito che la nostra mentalità è di andare ovunque a fare il nostro gioco e a cercare la vittoria». Anche a Bergamo il Lecce ha preso gol a seguito di un corner. Il sospetto è che ci sia ancora qualche problema di marcatura sui calci da fermo. «Nel caso di venerdì sera non mi pare, è stato più un errore individuale di Antonio (Rosati, ndr), quando il compagno chiama la palla devi dargli fiducia. Ed è capitato di sbagliare, ci può stare». 

Il successo di Bergamo ha fruttato la vetta solitaria. «Fa piacere, ma adesso - frena Giuliatto - diventa più difficile confermarsi su questi livelli. Qualcuno, ad esempio, potrebbe essere portato a pensare che la gara di sabato prossimo con l’Ascoli non presenti problemi. Invece l’esperienza fatta proprio quest’anno con la Salernitana ultima in classifica (il Lecce strappò con molta fatica una vittoria per 1-0) mette in guardia dai cali di tensione e dai pericoli che si possono correre in certe gare». Ma nel ventiseienne mancino non c’è solo la dovuta prudenza. «A questo punto siamo pure consapevoli che se continueremo così, sarà dura anche per le avversarie che inseguono». 

Il Lecce di De Canio e quello di due anni fa guidato da Papadopulo viaggiano quasi allo stesso ritmo (comparando le classifiche a questo punto della stagione c’è un piccolo vantaggio per la squadra attuale). Quali le differenze per Giuliatto, protagonista allora come oggi? «Si tratta di due realtà completamente diverse - sottolinea il difensore - quella di due anni fa era una squadra formata da giocatori molto più esperti. Adesso abbiamo una rosa giovane, che gioca a viso aperto anche a costo di rischiare. Mentalità totalmente differenti, anche dal punto di vista del gioco. Credo che questo Lecce sia più bello a vedersi, le sue partite offrono maggiore spettacolo ». Ma Giuliatto continua a non volersi illudere. «Siamo una buona squadra, ma non la più forte: il Torino resta superiore. Però dalla nostra abbiamo un gruppo compatto e con grandi motivazioni. L’attuale classifica è superiore alle mie aspettative. Ma ripeto: il difficile viene adesso, non siamo neanche a metà campionato e da qui al traguardo c’è ancora tantissima strada da fare. Dovremo tenere duro per restare dove siamo il più a lungo possibile».

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