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Domenica 24 Settembre 2017 | 03:35

A Gallipoli silenzio stampa La società messa in mora

Clima da assedio. Ieri il presidente Daniele D'Odorico ha imposto il silenzio-stampa a collaboratori e tesserati. Hanno dato fastidio, al massimo dirigente degli jonici, le notizie sulle fatture non pagate al Comune di Lecce per i servizi-stadio, sui presunti mancati pagamenti ai giocatori (Di Gennaro ha messo in mora il club), sulla «cattiva comunicazione» con la vecchia proprietà circa il dovuto per l'acquisizione
A Gallipoli silenzio stampa La società messa in mora
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - Clima da assedio a Gallipoli. Ieri il presidente Daniele D'Odorico ha imposto il silenzio-stampa a collaboratori e tesserati. Hanno dato fastidio, al massimo dirigente degli jonici, le notizie sulle fatture non pagate al Comune di Lecce per i servizi-stadio, sui presunti mancati pagamenti ai giocatori, sulla «cattiva comunicazione» con la vecchia proprietà circa il dovuto per l'acquisizione del sodalizio.

GRANA DI GENNARO - Fino a nuove comunicazioni, anche gli allenamenti resteranno a porte chiuse. Intanto arriva la messa in mora da parte del capitano Francesco Di Gennaro, che a fronte di un ingaggio da 200mila euro all'anno (come da contratto depositato in Lega il 28 agosto) ha finora ricevuto appena 3mila euro di stipendio (mensilità di luglio) e aspetta gli emolumenti fino ad ottobre. La pratica, gestita dal legale dell'Associazione italiana calciatori (Aic), Alessandro Calcagno, costringe il Gallipoli a saldare il debito col calciatore entro venti giorni da oggi. Diversamente partirà il ricorso al Collegio arbitrale della Lega di A e B per ottenere la rescissione del contratto. In questo modo Di Gennaro si presenterebbe svincolato al mercato di gennaio e sarebbe libero di accasarsi. Situazioni analoghe a quelle dell'attaccante napoletano sono vissute da altri calciatori, quelli che hanno l'ingaggio più alto, sia tra i senatori sia tra i nuovi arrivati. Non è escluso un effetto domino. Lo spogliatoio ribolle: solo il sapiente lavoro psicologico di Beppe Giannini sta conducendo la squadra verso risultati inimmaginabili. Sulla questione Di Gennaro è intervenuto anche il procuratore del calciatore, Donato Di Campli: «Francesco vive la maglia del Gallipoli come fosse la sua seconda pelle. Da capitano ha voluto semplicemente suonare un campanello d'allarme molto rumoroso. Non ha nulla contro la città ed i tifosi, cui è molto legato. È ovvio che da professionista deve rispettare le scelte tecniche dell'allenatore. Però si sta creando anche un problema tecnico: Francesco non sta a Gallipoli per fare la panchina». 

CAOS - È evidente che non è la stampa a instaurare un clima di nervosismo e caos attorno alla squadra. Sicuramente non quella che si basa sui fatti e non sul «vociare salentino», come dichiara l'imprenditore friulano nel giustificare il silenzio stampa ad libitum. «È indubbio che l'incessante chiacchiericcio ed il martellante vociare che si sono sparsi a piene mani sulla nostra società, frutto di ricostruzioni della realtà tanto cattive quanto del tutto destituite di fondamento o inventate di sana pianta, tendono a minare il clima di serenità che è necessario per continuare a portare avanti quel progetto sportivo che nel resto dell'Italia, Salento escluso, viene descritto come un autentico miracolo», ha detto ieri. «Questa società sta onorando i suoi impegni economici con massima serietà e con la medesima regolarità con cui operano tutte le altre società di serie A e di serie B. A nessuno sarà tolto ciò che è stato concordato». Sui guai con il Comune di Lecce per l'uso del Via del Mare, D'Odorico è sicuro che l'amministrazione farà chiarezza, «ma non mi è mai capitato di essere chiamato inadempiente per non aver pagato cash o per aver differito di 30 giorni il pagamento di una fattura che si aggira intono a miseri cinquemila euro».
Intanto, però, sabato allo stadio alcuni servizi minimi, come la pulizia delle tribune e la protezione civile, non c'erano.

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