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Giovedì 21 Settembre 2017 | 09:05

Bari, che beffa gode il Napoli

Nella quindicesima giornata della serie A di calcio, dopo un primo tempo con poche emozioni, nella ripresa segnano Barreto (49'), Quagliarella (54'), Ranocchia (62') e Maggio (72'). Espulso Parisi (65') per doppia ammonizione, il Bari regge fino all'89', quando segna ancora Quagliarella. Nel recupero, cartellino rosso anche per Ranocchia. Si chiude 3-2
• Ventura: «Parisi, espulsione eccessiva»
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• Ranocchia squalificato: niente Juve
• I risultati: perdono Atalanta e Livorno
• La classifica: Bari, +9 sulle terz'ultime
• I cannonieri: Barreto, terza rete
• Il prossimo turno: sabato Bari-Juve
• Le squalifiche in serie A
Bari, che beffa gode il Napoli
NAPOLI-BARI 3-2 (0-0 nel primo tempo)

NAPOLI (3-5-2): De Sanctis 6; Campagnaro 6.5 (28'st Bogliacino 6), Cannavaro 5.5, Grava 6; Maggio 6.5, Gargano 6.5 (23'st Cigarini 6), Pazienza 5.5 (10'st Lavezzi 6.5), Aronica 6, Hamsik 6; Denis 6.5, Quagliarella 8. In panchina: Iezzo, Zuniga, Rullo, Hoffer. Allenatore: Mazzarri 6.5.
BARI (4-4-2): Gillet 6; Masiello 6.5, Ranocchia 7, Bonucci 6.5, Parisi 5; Alvarez 6.5, Donati 6, Almiron 6, Koman 5 (40'st Antonelli sv); Barreto 7 (23'st Stellini 6), Meggiorini 6 (31'st Kamata sv). In panchina: Padelli, De Vezze, Allegretti, Greco. Allenatore: Ventura 6.
ARBITRO: Romeo di Verona 6.
RETI: 4'st Barreto, 9' e 44'st Quagliarella, 17'st Ranocchia, 27'st Maggio.
NOTE: pomeriggio coperto, terreno in discrete condizioni, spettatori 40.000. Ammoniti: Parisi, Meggiorini, Gillet, Quagliarella, Stellini. Espulsi: al 20'st Parisi per doppia ammonizione e al 45'st Ranocchia per gioco violento. Angoli: 7-5 per il Napoli. Recupero: 2', 5'.

di ANTONELLO RAIMONDO

NAPOLI - Un safari più che una partita di calcio. Difficile la lettura, complessa l’interpretazione, scivolosa l’individuazione di motivi ed episodi che l’hanno resa quasi schizofrenica. Dopo novanta minuti così, francamente, vien difficile trovare il punto d’inizio del racconto. Capo e coda potrebbero mischiarsi senza intaccare la qualità della «fotografia». Cinque gol, due espulsioni (entrambe biancorosse, entrambe legittime), errori e colpi di scena.

L’impressione a caldo è che il Bari abbia molto di che dolersi. Un primo tempo pigro, per esempio. Poco propositivo, piatto nello sviluppo, prudente nell’approccio. Prima di perdersi nei meandri di una ripresa in cui si è fatta una fatica del diavolo a riconoscere la squadra che aveva la miglior difesa della serie A. Oggettivamente si fa fatica a definire iniquo un risultato che il Napoli costruisce capitalizzando una ripartenza, quasi a tempo scaduto, con i pugliesi colpevolmente mal posizionati. Quando perdi a Napoli subendo il gol-vittoria in contropiede e per giunta in inferiorità numerica... beh c’è solo da riflettere.

Il bicchiere mezzo pieno dopo una sconfitta così, sembra nascosto ma si vede anche a occhio nudo. Con il Bari che, nelle fasi finali, rimette in gioco il pallone con la frenesia di chi ha ancora la forza per pensare alla vittoria anche quando sarebbe stato più normale muovere più il pallone che gli uomini. Certo, se Alvarez si chiamasse Quagliarella e avesse realizzato il gol del clamoroso 2-3 magari ora staremmo a parlare di un Bari dalle risorse infinite. Il bello del calcio, si dirà...

Dopo Roma e Siena ecco un’altra partenza col piede pigiato sul freno. Non è il solito Bari sbarazzino e propositivo. E non solo per gli indubbi meriti di un Napoli che sceglie la strada dell’aggressività, sugli esterni e in mezzo al campo. La squadra di Ventura fa fatica ad arrivare sul fondo, il pallone si muove soprattutto per vie orizzontali, mancano le sincronie per infilare la non irresistibile linea a 3 (o a 5) del Napoli. Meggiorini e Barreto non colmano le lacune nello sviluppo del gioco. Lenti e impacciati, sbagliano anche quando hanno la fortuna di dover gestire palloni abbastanza docili.

La parità all’intervallo certifica i demeriti napoletani nella finalizzazione. Oltre che la solita, accurata organizzazione di gioco barese. Al minuto 43 la partita potrebbe avere la prima svolta, ma Quagliarella riesce a farsi respingere il tiro da Ranocchia a porta spalancata. Prima, altri lampi azzurri: ancora l’ex udinese al tiro (13’), poi è Maggio a non capitalizzare una bellissima verticalizzazione di Gargano e infine sempre lui, Quagliarella, che gira sopra la traversa un colpo di testa in beata solitudine (40’). Il Bari? Cross di Alvarez e Barreto anticipato (35’), pochino per una squadra che gode, meritatamente, della fama di squadra che gioca bene e costruisce molto.

Il gol di Barreto (stop di piatto e delizioso pallonetto, 4’) sembra il classico segnale del destino. Perché lo segna chi, fino ad allora, era stato praticamente inguardabile. E perché arriva al primo, vero tiro in porta del Bari. Proprio qui nascono, però, le stranezze baresi. Ranocchia si addormenta e il cross di Gargano diventa manna dal cielo per un Quagliarella a digiuno da ben 597’: colpo di testa facile facile, 1-1 (9’). Finita qui? Macchè. Alvarez scodella da destra, ci provano Barreto e Ranocchia, alla fine gioisce il difensore che, di testa, regala la seconda illusione di giornata (17’).

Nei 9’ che seguono c’è un po’ di tutto. L’espulsione di Parisi (il doppio giallo ci può stare) e il pareggio di Maggio (27’), che capitalizza una deliziosa rifinitura di Quagliarella. Il San Paolo ribolle, Mazzarri sembra morso dalla tarantola. Molto Napoli, poco Bari. Maggio, bravissimo ad attaccare la profondità, grazia Gillet. Hamsik sfiora il palo «sparando» dal limite. Il Bari, appena può, riparte. Senza attaccanti di ruolo ma con Alvarez e Kamata liberi di attaccare gli spazi, poco ci manca che ci scappi l’ennesima fuga di giornata. L’honduregno (43’) tira tra le braccia di De Sanctis un pallone che avrebbe meritato ben altra sorte. È l’inizio della fine. Lavezzi inventa un bellissimo corridoio nel quale Quagliarella tira fuori tutto il meglio. Progressione devastante e diagonale ad anticipare il tuffo di Gillet. Ma la difesa del Bari dov’era? No, ragazzi. Una partita si può perdere, specie a Napoli. Ma così, proprio no!

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