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Martedì 24 Ottobre 2017 | 07:50

Rosati sprona il Lecce «Altre due vittorie»

Il portiere Rosati dopo la diciassettesima giornata della serie B di calcio. «Il nostro sforzo è quello di chiudere l'anno con il massimo dei punti e cioè con altri sei. D'altra parte noi giochiamo sempre per il risultato pieno. Però dobbiamo fare i conti con gli avversari. Non ci sono partite già vinte in partenza. Anzi, se vai in campo con questa convinzione rischi di prendere delle sonore batoste»
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Rosati sprona il Lecce «Altre due vittorie»
di MASSIMO BARBANO

LECCE - Nonostante la evidente superiorità tecnica del Lecce, fra gli elementi determinanti della gara di Bergamo figura anche il portiere Antonio Rosati. E ciò perché l'Albinoleffe, nonostante una caratura inferiore, ha dato battaglia con un atteggiamento tattico pericoloso puntando sulla velocità dei suoi rapidi attaccanti.

Cosa ha detto questa partita al di là del risultato e del primo posto in classifica?

«Che ci siamo, che abbiamo un gioco e che stiamo raccogliendo i frutti del lavoro portato avanti fin dall'inizio della preparazione in estate. Ha detto che la fase di assestamento è ormai conclusa e che siamo una squadra con personalità e carattere».

Prova di carattere dopo il gol dell'Albinoleffe che poteva riaprire la partita?

«Proprio in quella fase della partita abbiamo dimostrato il nostro carattere. A quel punto, i nostri avversari avevano riacquistato fiducia e cercavano di spingere. Se ci fossimo intimoriti e avessimo arretrato il baricentro del nostro gioco avremmo rischiato grosso. Magari, un'altra squadra si sarebbe chiusa. Invece, abbiamo mantenuto i nervi saldi e non abbiamo mai gettato via il pallone, anzi, abbiamo cercato di giocarlo. E c'è stata una grande reazione della squadra che ha cercato il 3-1 per chiudere definitivamente l'incontro e lo abbiamo trovato nel giro di pochi minuti».

Rispetto alla partita col Grosseto che ha mostrato molta permeabilità in difesa, come ha girato il reparto arretrato?

«Direi che ha rischiato pochissimo. Solo nel primo tempo Cellini è riuscito a trovare qualche corridoio, poi qualche preoccupazione su alcune palle inattive, ma niente di più».

Il gol dell'Albinoleffe è arrivato su palla inattiva...

«Ci può stare. C'è stata una situazione molto confusa, io ho chiamato la palla perché credevo di arrivarci e Giuliatto si è fermato, però è rimasto sulla mia traiettoria e questo ha fatto sì che rallentasse la mia uscita. Mi dispiace, ma se si vince 3-1 sarei contento di prendere un gol così ogni volta. Poi ci sono anche gli avversari che hanno fatto una buona partita e hanno tentato di contrastarci fino alla fine».

Ed ora c'è anche un bel solco che il Lecce ha creato in classifica fra sé e le inseguitrici più accreditate, come il Torino...

«Sì, ma per ora godiamoci questa giornata da capolista e basta. Poi non credo che si debba guardare soltanto al Torino. Ci sono molte squadre nel giro di pochi punti, è sbagliato pensare che formazioni come l'Ancona o il Cesena debbano necessariamente crollare. Si sta dicendo così dall'inizio del campionato, ma sono ancora lì con merito. È una classifica molto corta, ancora tutto può accadere».

Ora, prima della fine dell'anno, una partita abbastanza agevole contro l'Ascoli in casa e poi a Cesena lo scontro diretto. A quale quota si potrebbe chiudere il 2009?

«Il nostro sforzo è quello di chiuderlo con il massimo dei punti e cioè con altri sei. D'altra parte noi giochiamo sempre per il risultato pieno. Però dobbiamo fare i conti con gli avversari. Non ci sono partite già vinte in partenza. Anzi, se vai in campo con questa convinzione rischi di prendere delle sonore batoste».

Però la quota promozione potrebbe essere molto più bassa di quella di due anni fa, quando il Lecce con 83 punti fu costretto a giocarsela ai playoff?

«Dall'andamento attuale sembrerebbe di sì, con quei punti quest'anno si potrebbe andare dirttamente in serie A, ma il campione di partite giocate è ancora troppo ristretto. Potrebbero venir fuori una o più squadre che infilano una serie di vittorie consecutive e automaticamente la quota si alza. Penso che, come sempre, i campionati si decidono in primavera. Se a quel punto noi saremo ancora lì, possiamo senz'altro dire la nostra nella lotta alla promozione, ma la strada è ancora lunga».

Eri fra i protagonisti della promozione di due anni fa con Papadopulo. A parte l'andamento della classifica fino a questa giornata, si possono fare altri parallelismi?

«Direi che oltre ai punti in classifica non ci sono altre analogie. Quella era una squadra completamente diversa come gioco. Nonostante ci fossero elementi di grande esperienza, era una squadra che aveva una mentalità molto difensiva, si giocava innanzitutto per non prendere gol. Infatti i risultati erano spesso striminziti, si vinceva per 1-0. Quest'anno è diverso. Cerchiamo sempre di giocare la palla e di proporci. Ci sono giovani che hanno voglia di mettersi in evidenza e il gioco risulta anche più spettacolare. È chiaro che questo comporta anche qualche rischio in più, ma fino a questo momento i risultati ci stanno dando ragione».

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