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Gallipoli, che beffa Toro, forza e cinismo

Non esiste, nella storia di questo primo campionato del Gallipoli in serie B di calcio, un risultato più bugiardo: 0-1. Non il pareggio contro il Sassuolo, forse più bruciante, non la rimonta subita a Vicenza. Il Gallipoli ha domato il Torino, fino a strappare i complimenti di Beretta. Con un rigore netto negato dall'arbitro Baracani, con due pali clamorosi, con un'occasione incredibile fallita a tu per tu con Sereni
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Gallipoli, che beffa Toro, forza e cinismo
GALLIPOLI-TORINO 0-1 

GALLIPOLI (3-5-2): Sciarrone 6.5; Abbate 6, Grandoni 6, Pallante 6; Sosa 6.5, Mancini 6.5 (38’ st Maritato ng), Pederzoli 6, Mounard 5.5 (28’ st Viana 6), Scaglia 6.5 (32’ st Di Gennaro ng); Ginestra 5.5, Di Carmine 6. A disp.: Garavano, Daino, D'Aversa, Tagliani. All. Giannini 6.5.

TORINO (4-3-1-2): Sereni 8; Diana 6, Loria 7, Ogbonna 6, Pisano 5.5 (18’ st Rubin 6); Zanetti 5 (12’ st Saumel 6), Loviso 5, Belingheri 5; Gasbarroni 5.5; Di Michele 6 (38’ st Vantaggiato ng), Bianchi 4.5. A disp.: Calderoni, Zoboli, Leon, Gorobsov. All. Zoratto 6.

ARBITRO: Baracani di Firenze 5.5.

RETE: 20’ st Di Michele.

NOTE: campo appesantito. Spettatori 1.531 per un incasso di Ammoniti: Ogbonna per gioco falloso; Gasbarroni per simulazione; Di Carmine per proteste. Angoli: 7-4. Recupero tempo: pt 1’; st 4’.

di STEFANO LOPETRONE

LECCE - Non esiste, nella storia di questo primo campionato del Gallipoli in serie B, un risultato più bugiardo. Non il pareggio contro il Sassuolo, forse più bruciante, non la rimonta subita a Vicenza. Il Gallipoli ha domato il Torino, fino a strappare i complimenti di Beretta. Con un rigore netto negato dall'arbitro Baracani, con due pali clamorosi, con un'occasione incredibile fallita a tu per tu con Sereni (autore di un paio di grandi interventi), Ginestra e compagni non possono che mangiarsi le mani.

Per le occasioni sprecate e per gli errori nella fase difensiva commessi soprattutto sui calci piazzati, dove Loria è sembrato un gigante immarcabile. Una sola consolazione: i vincitori morali sono i padroni di casa. Purtroppo però nel calcio contano i punti in classifica.

Beretta deve accomodarsi in tribuna per l’assenza della certificazione medica. Una tribuna con tre presidenti: oltre al padrone di casa, D’Odorico (che ha visto la partita affianco a Gianluca Petrachi), ed all’ospite, Urbano Cairo (con il diesse Foschi), c’era pure Giovanni Semeraro del Lecce (insieme a Mario Moroni, Claudio Fenucci e tre giocatori giallorossi come Vives, Giacomazzi e Rosati). Il tecnico del Torino rivoluziona la squadra, contrariamente alle dichiarazioni della vigilia: fuori Colombo (neppure in panchina, ma il difensore ha vissuto un lutto familiare alla vigilia), Saumel, Rubin e Gorobsov; dentro Belingheri, Pisano, Loviso e Diana.

Il Toro però è scornato: poco presente in campo, con otto giocatori dietro la linea della palla, scoperto sulle fasce, bloccato in difesa. La grande squadra sembra quella di Giannini: pimpante sull’esterno, pungente in avanti, aggressiva a centrocampo e con un ottimo giro-palla orchestrato da Grandoni e Pederzoli. Tutto perfetto, tranne qualche ingenuità individuale, come lo sfortunato liscio di Abbate (che spiana la strada al diagonale fuori misura di Bianchi al 9’) o il tentennamento in uscita di Sciarrone, che poi si rifà sul pallonetto di Gasbarroni (18’). La fase offensiva del Toro, nella prima frazione di gara, è tutta qua.

Più bello e concreto il Gallipoli, nella miglior versione fin qui vista nelle gare casalinghe: ci provano Ginestra (5’), Di Carmine con una splendida volèe dal limite che trova il riflesso di Sereni (32’), Sosa di interno destro allo scadere (46’).

Dagli spogliatoi esce un Gallipoli ancor più grintoso: otto occasioni in venti minuti. Clamorosa quella fallita da Ginestra che, dopo una splendida azione partita dalle retrovie, si ritrova indisturbato a tu per tu con Sereni (8’). Mounard, fino a quel momento opaco, ha un bel guizzo ma trova ancora Sereni (11’). Poi è il tempo dei legni: il tiro di interno sinistro di Scaglia (dal lato corto dell’area) è magnifico, ma si stampa sul palo lungo (13’); tre minuti dopo Sosa si costruisce una grande palla-gol, ma ostacolato da Ogbonna spara su Sereni che devia sul primo palo. In mezzo il contatto da rigore tra Pisano e Di Carmine, ma l’arbitro ammonisce l’attaccante per un successivo fallo di mano (14’). La beffa è nell’aria e arriva puntuale al 20’: Loria salta indisturbato sul corner di Gasbarroni, fallendo il colpo di testa trova la zampata di Di Michele. Difesa immobile.

I padroni di casa calano sul piano mentale, prima ancora che fisico: mentre Giannini le prova tutte per pareggiare (passa al 4-3-3 e poi al 4-2-4), il Toro prova a legittimare la vittoria: testa di Loria (27’), diagonale di Gasbarroni (36’), tiro al volo sballato di Di Michele (37’) e la grande parata di Sciarrone su Bianchi (49’), tutte occasioni arrivate su ripartenze. Rimane però l’amaro in bocca: la sconfitta è immeritata.

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