Cerca

Venerdì 20 Ottobre 2017 | 01:42

Bari, scossa Ventura «Sì, voglio vincere» Diretta della partita

All’orizzonte, la magica notte con la Juve. Il «San Nicola» pieno, il colpaccio da inseguire. Guai, però, se il Bari commettesse l’errore di pensare già oltre. Anche perché in quanto a fascino Napoli è avversario di prima fascia. E il tecnico vuole vincerla questa gara al San Paolo della A di calcio
Bari, scossa Ventura «Sì, voglio vincere» Diretta della partita
di ANTONELLO RAIMONDO

NAPOLI  - All’orizzonte, la magica notte con la Juve. Il «San Nicola» pieno, le emozioni che schizzano, il colpaccio da inseguire. Guai, però, se il Bari commettesse l’errore di pensare già alla Vecchia Signora. Ci sarà tempo per farlo, tra l’altro. Ora, no. Decisamente no. Anche perché in quanto a fascino e tradizione Napoli è avversario di prima fascia.

Qui, sotto al Vesuvio, hanno vinto scudetti e applaudito il calciatore più forte di tutti i tempi, Maradona. Qui, un presidente carismatico e ambizioso (De Laurentiis) s’è messo in testa di riportare questa città a braccetto con le italiche metropoli calcistiche. Partita vera, insomma. Tosta e affascinante, complessa ma tutta da giocare. Perché il Bari si presente al «San Paolo» con l’etichetta di squadra bella e concreta. Che gioca a calcio disinvoltamente ma che conosce anche l’arte del difendere. La classifica mente poche volte. Pochissime quando alle spalle c’è già più di un terzo di campionato».

«Alla vigilia di questa stagione era impensabile trovarsi con un punto in più del Napoli, sette in più della Lazio - spiega con un pizzico di comprensibile soddisfazione Giampiero Ventura, il primo allenatore dell’éra De Laurentiis - sono orgoglioso di questo gruppo. Il Napoli è una grande squadra. Hanno un potenziale enorme soprattutto in fase offensiva con i vari Quagliarella, Hamsik e Lavezzi, quasi al livello di squadre come Inter e Juventus. Giocatori che possono risolvere la partita con una giocata, sono imprevedibili e spettacolari».

«Temo il San Paolo per l’effetto che può fare su chi non ha mai giocato in quello stadio, temo la condizione psico-fisica del Napoli. Massimo rispetto per loro ma se il Bari vuole può ritagliarsi un suo spazio, servirà personalità e sono convinto che riusciremo a creare le nostre occasioni da rete», aggiunge l’allenatore biancorosso.

«Non entro nel merito delle polemiche arbitrali ma sono d’accordo con Perinetti - ci tiene a chiarire un Ventura sempre tirato a lucido e dalla parlantina brillante e ispirata - Napoli-Bari come dice la classifica è una gara importante e Romeo lo ritengo un arbitro di qualità. Io personalmente voglio fare bella figura a Napoli soprattutto perché vorrebbe dire aver fatto una buona partita. Poi una grande prestazione contro questo Napoli ufficializzerebbe la presenza importante del Bari in questo campionato».

«Se siamo il Bari del primo tempo di Roma ci spazzano, se siamo il Bari di Genova allora possiamo dire la nostra - il messaggio ai naviganti che il tecnico genovese sente il dovere di pronunciare alla vigilia della partenza per Napoli - sono curioso di vedere la reazione del Bari e devo dire che temo più la mia squadra del Napoli. Nel senso che se giochiamo da Bari e abbiamo voglia di stupire possiamo fare cose importanti. Dovessi usare un’espressione dialettale barese direi “ a ma veng a Napoli”» Sì, perché il pareggio può rappresentare una soluzione gradita solo dopo averla giocata questa partita. Prima no, non è nostra abitudine accontentarci. Vorrebbe dire aver perso già prima di essere scesi in campo».

«Tornare a Napoli è un piacere per me. Ho ricevuto tantissime telefonate da amici, radio, televisioni. Ho vissuto a Napoli una situazione incredibile, il campionato stava per iniziare e non avevamo un tesserato. Ho partecipato alla crescita di quella squadra. Di quel gruppo è rimasto solo Giannello. A Napoli ci sono già tornato con il Pisa, se ricordo bene fece anche gol Kutuzov. Nessun messaggio a De Laurentis. È simpatico e lo saluterò con piacere».

Chiusura dedicata alle scelte tattiche e alla squadra da opporre al Napoli. «Devo ancora decidere la formazione, dipenderà anche da come si schiererà il Napoli. Voglio valutare bene perché queste sono partite che si decidono anche con la cura dei particolari. Tutto può fare la differenza».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione