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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 09:57

NBA - Los Angeles-Detroit, 15 anni dopo

Il basket a stelle e strisce entra nel vivo con una finale dal sapore antico. Il problema sarà fermare Bryant, anche se il reparto-guardie (Hamilton, Billups, James) dei Pistons appare ben assortito, soprattutto in termini di tenuta difensiva. La finale (avrà inizio domenica) ha per favoriti i Lakers
Il basket a stelle e strisce entra nel vivo con una finale dal sapore antico. L'atto finale della Nba quest'anno ripropone dopo 15 anni le sfide tra Los Angeles Lakers e Detroit Pistons. Gli artefici dello «show time» ed i «bad boys», infatti infiammavano i tifosi già negli anni '80 con Earvin «Magic» Johnson, Kareem Abdul Jabbar, Worthy, Scott e Cooper per i californiani e Isahia Thomas, Bill Laimbeer, Joe Dumars e Dennis Rodman per il team del Michigan, a fare da testimonial delle due squadre, concepite con criteri del tutto differenti.
All'epoca, Michael Jordan stava compiendo i primi passi nei Bulls, i Lakers erano soprattutto Magic Johnson. Oggi sono i centimetri ed i muscoli di O'Neal, la classe di Bryant, la voglia di vincere di Payton e Malone, ma soprattutto la filosofia zen di coach Jackson, chiamato a gestire uno spogliatoio esplosivo. I Lakers, infatti sono anche una truppa irrequieta (a voler usare un eufemismo), tra l'accusa di stupro ai danni di Bryant,croce e delizia dei fans dei Lakers e le traversie di O'Neil, testimone recentemente dell'assassinio di una delle sue tante donne di servizio uccisa dal figlio, ma un gruppo deciso a sfruttare l'ennesima possibilità di conquistare l'anello per i suoi beniamini, la quarta in cinque anni.
Anche Phil Jackson, allenatore pluridecorato dei Lakers, ex guru dei Chicago di Jordan e Pippen, può gioire: ha la possibilità di vincere il suo decimo titolo Nba e diventare il numero degli allenatori per vittorie di campionato. Nel frattempo si gode le prodezze del grande «vecchio» Karl Malone e del gregario di turno Kareem Rush che, entrato dalla panchina, ha trascinato i suoi verso la finale con 11 punti decisivi nella sesta partita della serie contro i Minnesota Timberwolves.
A fronteggiare i Lakers ci saranno i Detroit Pistons, che hanno sconfitto gli Indiana Pacers, chiudendo la serie per 4-2. Grande partita di Rip Hamilton (21 punti, 5 assist), ma decisiva è stata la grande difesa dei Pistons, la migliore dell'intera Nba. È questa l'arma con cui Larry Brown (che ci riprova contro i Lakers, dopo la finale persa nel 2000 alla guida di Philadelphia) tenterà di riportare il titolo all'Est e nella Motown. Il duo Wallace (Ben e Rasheed) sottocanestro può tenere botta contro Malone e O'Neal, anche grazie alla possibilità di utilizzare parecchi chili e centimetri con Williamson e il turco Okur. Il problema sarà fermare Bryant, anche se il reparto-guardie (Hamilton, Billups, James) dei Pistons appare ben assortito, soprattutto in termini di tenuta difensiva.
La finale (avrà inizio domenica) ha per favoriti i Lakers, ma contro le alchimie tattiche di Brown nulla appare scontato.
Ninni Perchiazzi

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