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L'Enel si fa un esame di coscienza Thomas: «Dobbiamo crescere tutti»

Dopo la sconfitta con l'Imola, il miglior giocatore della nona giornata di Legadue di basket afferma: «Non posso essere felice perché abbiamo lasciato che a vincere siano stati i nostri avversari. È stata una partita difficile, durante la quale abbiamo avuto problemi per i falli comminati a Radulovic e Bryan. Ciò nonostante abbiamo avuto tre-quattro giocate che ci avrebbero potuto far vincere la gara. Ma non siamo stati bravi»
L'Enel si fa un esame di coscienza Thomas: «Dobbiamo crescere tutti»
di Franco De Simone

BRINDISI - Il popolo del palaElio, nell’osservare il campionario sciorinato da Abdul Omar Thomas nel corso degli allenamenti e, poi, delle gare disputate, ha intuito subito di trovarsi al cospetto di un campione della palla a spicchi. Ieri, nel corso della consueta conferenza stampa dedicata alla partita della domenica precedente, si è potuto constatare che Thomas è anche un ragazzo umile, serio, a cui non piacciono le celebrazioni. E sì che ieri, dopo la prova contro Imola, avrebbe potuto anche lasciarsi andare, atteso che è stato il miglior giocatore della nona giornata di Legadue e che, contro l’Imola, ha ottenuto il suo record personale da quando gioca in Legadue con il “45” di valutazione assegnatogli dalla Lega e per i “35” punti messi a segno.

«Non posso essere felice perché abbiamo lasciato che a vincere siano stati i nostri avversari - afferma la guardia dell’Enel Basket -. È stata una partita difficile, durante la quale abbiamo avuto problemi per i falli comminati a Radulovic e Bryan. Ciò nonostante abbiamo avuto tre-quattro giocate che ci avrebbero potuto far vincere la gara. Ma non siamo stati bravi nel concretizzarle».

A proposito della sua prestazione, Abdul Omar Thomas sostiene: «C’è poca soddisfazione nel realizzare 35 punti se poi non vinci. Dobbiamo imparare ad essere più aggressivi in difesa, e soprattutto, giocare più di squadra in attacco. Tutto ciò ben sapendo che ogni partita sarà sempre molto difficile. Se giocheremo di squadra, attaccando sul lato debole gli avversari, allora potremo dire la nostra».

Una sconfitta dura da digerire. «Ci sono altre squadre che hanno perso: Rimini, Venezia. Non è il caso di drammatizzare».

Gli arbitri hanno fatto la loro parte. «Non dobbiamo pensare agli arbitri. È normale che alcuni arbitraggi possano essere deficitari. Ma anche questo fa parte del gioco. Noi dobbiamo solo pensare a noi stessi».

Nell’ultimo quarto della gara di Faenza... «Avremmo potuto vincere. Dovevamo solo pensare di giocare e vincere. Abbiamo sbagliato alcune situazioni ed abbiamo perso. In definitiva, dobbiamo solo pensare di più a noi stessi e cercare di far di tutto per vincere».

L’esame della gara con Imola nelle parole di coach Giovanni Perdichizzi. «Loro - ammette il tecnico dell’Enel Basket - hanno giocato un’ottima partita. Noi, di contro, siamo stati costretti a schierarci con quintetti a dir poco strani, in ogni caso non omogenei. Spesso abbiamo giocato con Thomas da “4” e non com’è solito fare da “3”».

C’è stato anche poco contributo dalla panchina. «Mi aspettavo anch’io qualcosa di più dalla panchina in termine di punti e di difesa».

Poi il discorso scivola sugli arbitri. «È un dato inconfutabile che la direzione ci abbia penalizzato. Ma c’è da dire anche che noi non abbiamo gestito al meglio alcune situazioni. Siamo stati bravi nella costruzione, e su questo non ho niente da rimproverare ai miei».

Come ha commentato la sconfitta la squadra? «Thomas è lo specchio dell’umore che si respirava dopo la gara. Ma questo è ieri. Ora dobbiamo pensare a migliorare l’esecuzione dei giochi finali e pensare a mantenere i punti di riferimento inalterati per tutto l’incontro. Capire che nei momenti cruciali è importante dare fiducia ai compagni e non cercare di risolvere da soli ogni situazione, ma giocando di squadra».

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