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Domenica 24 Settembre 2017 | 12:26

Antonelli: «Anch’io mi sento di serie A»

Un assist, spesso, vale come un gol. Qualche volta anche di più. Chiedete a Greco quanto bello era il cross che gli ha consentito di impallinare Curci e regalare al Bari la preziosissima vittoria contro il Siena. L'esterno lo avrà rivisto una, due, dieci volte. Momenti unici, specie per chi in campo ci va poco. «Il mio compito è lavorare sempre con la massima intensità e cercare di farmi trovare pronto»
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Antonelli: «Anch’io mi sento di serie A»
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI  - Un assist, spesso, vale come un gol. Qualche volta anche di più. Chiedete a Greco quanto bello era il cross che gli ha consentito di impallinare Curci e regalare al Bari la preziosissima vittoria contro il Siena. Filippo Antonelli lo avrà rivisto una, due, dieci volte. Momenti unici, specie per chi in campo ci va poco.

«Il mio compito è lavorare sempre con la massima intensità - dice il trentunenne esterno arrivato nella scorsa estate a parametro zero - e cercare di farmi trovare pronto quando il mister mi dà fiducia. Sono contentissimo per essere riuscito, nel mio piccolo, a dare un contributo importante. Il Bari stava giocando alla grande, pareggiare sarebbe stata una beffa. E il fatto che il mometo decisivo sia arrivato a tempo abbondantemente scaduto non fa che accrescere la nostra goduria. D’altronde non c’è stato nemmeno un attimo della partita in cui non abbiamo smesso di pensare alla vittoria. Addirittura quando eravamo sotto di un gol».

Il futuro si chiama Napoli. Un avversario blasonato che, con Mazzarri in panchina, punta decisamente a ottenere il via libera per l’Europa. «Non sta a me scoprire il valore del Npaoli - dice Antonelli - ma queste sono le partite che qualsiasi calciatore vorrebbe giocare. Ci sarà una grande atmosfera, loro vorranno vincere a tutti i costi ma sbagliano se pensano che il Bari resterà a guardare. Non cambiamo mai nè strategia nè atteggiamento. Proviamo a imporre il nostro gioco pur nella consapevolezza delle difficoltà a cui andremo incontro. Certo che una vittoria al “San Paolo” potrebbe davvero cambiare il corso della nostra stagione. Potrebbero cambiare anche gli obiettivi, chissà. Discorsi prematuri, comunque. Ha ragione Ventura quando dice che se perdiamo di vista l’umiltà si va incontro solo a figuracce».

Si parla con inistenza di un Bari a caccia di un esterno offensivo. Pare che Perinetti abbia già bloccato il romanista Cerci, un vecchio pupillo di Ventura. «Io non mi vorrei muovere da Bari anche perché spero di poter dimostrare di essere un calciatore di serie A - spiega il tornante che l’anno scorso ha militato nella Triestina - sarà la società, al limite, a dovermi dire che non punta più su di me. Vedremo cosa accadrà a gennaio, certo la mia posizione non rappresenta una priorità in questo momento cruciale della stagione».

BUON ARBITRO CERCASI «Al di là delle polemiche che sta facendo il Napoli sulla direzione arbitrale di Parma, credo che domenica sia una partita che meriti grande attenzione. Il Bari ha una classifica importante e la sfida del San Paolo avrà bisogno di un arbitro di prima fascia». Lo ha detto il direttore sportivo del Bari, Giorgio Perinetti, intervistato da Radio Kiss Kiss. «Le due squadre sono in salute e, per bacino d’utenza, la partita di domenica dovrà necessariamente avere una direzione di gara all’altezza», ha aggiunto il dirigente del club pugliese, che parla di nuovo dell’ottimo avvio di stagione della squadra. «Gli elogi diretti a me vanno girati a Ventura ed ai ragazzi: domenica sarà una gara difficile per noi, mi auguro che il Bari si faccia valere. Personalmente - conclude Perinetti - tornare a Napoli per me è sempre stupendo. Amo la città, la gente, la grande inventiva e la lezione di vita che solo i napoletani sanno dare. Per me sono stati sette anni meravigliosi».

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