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Sabato 23 Settembre 2017 | 15:00

Munari: «Il Lecce ha la forza nel gruppo»

Sei mesi di stop non gli hanno fatto passare la voglia di scherzare. Il centrocampista è il solito istrione: esuberante, sempre pronto alla battuta. Si fa serio quando ricorda il suo ingresso in campo, in apertura di ripresa contro il Grosseto. Quel momento che lo ha ripagato dei lunghi mesi di sofferenza. Ora è di nuovo parte integrante del gruppo, il vero asso nella manica dei salentini nella serie B di calcio
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Munari: «Il Lecce ha la forza nel gruppo»
di Marco Seclì

LECCE - Sei mesi di stop non gli hanno fatto passare la voglia di scherzare su tutto. Gianni Munari è il solito istrione: esuberante, sempre pronto alla battuta con le sue «esse» strascicate all’emiliana, ma pure persona sensibile e intelligente.

Il ragazzone di Sassuolo si fa serio quando ricorda il suo ingresso in campo, in apertura di ripresa contro il Grosseto. A Bologna, il 17 maggio, l’infortunio ai legamenti nella partita che in pratica condannò il Lecce alla serie B. Poi l’intervento e la lenta riabilitazione, lontano dai campi mentre i compagni iniziavano la nuova avventura. Sabato pomeriggio il momento che lo ha ripagato dei lunghi mesi di sofferenza. Al suo ingresso in campo, il pubblico leccese, di solito avaro di riconoscimenti ai giocatori, dalle curve alla tribuna gli ha tributato un applauso di quelli che non si sentivano da tempo, dimostrazione della stima per questo centrocampista che non si è mai risparmiato per la causa giallorossa.

«Sentire l’affetto della gente è stato da pelle d’oca, la più bella soddisfazione da quando sono a Lecce - sottolinea ancora emozionato - superiore anche a quella provata quando due anni fa abbiamo vinto il campionato. Perché questa mi ha toccato da vicino a livello personale e umano. Sono qui da tre anni e ho sempre rispettato i tifosi, la società, l’ambiente...».

Munari passa poi alle sensazioni della gara. Ha rotto subito il ghiaccio recuperando il pallone che ha portato all’azione del gol del pareggio di Angelo. «Il mister mi aveva detto di stare tranquillo e non forzare più del dovuto - rivela - ma io avevo addosso un’adrenalina tale da spaccare il mondo. Ho cercato di mettermi subito a disposizione dei compagni. Non era semplice psicologicamente tornare in campo dopo tanto tempo in una situazione complicata, visto che perdevamo 2-1. Magari mi sarei augurato un rientro più morbido. Però c’è anche il rovescio della medaglia: è stata una prova vera ed è andata bene, per me e per la squadra».

Nonostante i consigli di De Canio, non ha risparmiato colpi, compresa un’entrataccia su un avversario che gli è subito costata un’ammonizione. «Sì - scherza - non mi sono fatto mancare niente. È che non vedevo l’ora di rituffarmi nel clima da combattimento e ho voluto provare anche la tenuta del ginocchio».

Quali i momenti più critici di questi mesi? «All’inizio, poi l’estate a curarmi nel centro di Cesenatico e soprattutto quest’ultimo periodo. Vedere che la squadra cresce - riflette il ventiseienne - fa risultato e che tornano l’entusiasmo dei tifosi, mentre tu non puoi farne parte, non è un bel vivere». L’esperienza-infortunio ha però anche qualche lato positivo. «Di sicuro ho capito ancora di più quanto amo questo lavoro, l’unico che potrei fare. Mentalmente certe cose ti rafforzano, una sensazione strana ma bella».

Dopo sei mesi ha trovato un Lecce nuovo e in testa alla classifica. Lui, punto di forza delle ultime due stagioni, può individuare le differenze col passato. «Adesso ci sono molti giocatori giovani, che vogliono mettersi in mostra - rimarca «Muna» - c’è un grande entusiasmo. La vera forza di questo Lecce è il gruppo. Tutti uniti, ci frequentiamo anche al di là degli allenamenti. Dalla nostra anche il fatto che mister De Canio conosceva già molti di noi: e dopo un periodo iniziale difficile perché c’erano tanti nuovi da integrare, ora arrivano i risultati. E riusciamo a vincere in rimonta con avversarie come il Grosseto, guidato da un allenatore bravo come Gustinetti, che con le sue squadre ha conquistato i playoff nelle ultime due stagioni».

Quest’anno il campionato di B sembra ben diverso da quello che Munari vinse con Papadopulo. «Due anni fa era un torneo più difficile, con qualche squadra di grande qualità ed esperienza. Quest’anno il tasso tecnico è inferiore, ci sono tanti giovani che devono crescere. Ma sarà dura lo stesso: regna l’equilibrio e tutti possono fare risultato con chiunque».

Il Lecce in un contesto del genere può dire la sua. «Bisogna continuare su questa strada. Ora che siamo in testa siamo la squadra da battere, gli avversari ci studiano tutta la settimana e contro di noi moltiplicano le forze. Dobbiamo essere bravi a rimanere sempre concentrati, a non abbassare mai la guardia».

E con un Munari nel motore, ora la «macchina» di De Canio (per stessa ammissione del tecnico) ha una marcia in più. «Prima dei 45 minuti di sabato - puntualizza il centrocampista - avevo disputato due gare con la Primavera. Mi alleno regolarmente con la squadra da due mesi. È chiaro che troverò la condizione migliore solo aumentando il minutaggio in partita. Ma sto bene, e ringrazio lo staff medico del Lecce, il preparatore atletico Giovanni De Luca e mister Chierici del centro di Cesenatico per il prezioso aiuto che mi hanno offerto in questi mesi».

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