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Sabato 21 Ottobre 2017 | 14:15

Bari, torna a correre Ventura ti guarda

Diretta della partita
La sconfitta di Roma è già cancellata. Si guarda avanti, con la fiducia che non può non «avvolgere» una squadra che, finora, merita solo applausi. Sorride, come non può non capitare spesso a un uomo sereno come lui, il tecnico Ventura. Perché mai, d’altronde, dovrebbe incupirsi? La squadra vuol tornare a vincere alle 15 col Siena nella serie A di calcio
Bari, torna a correre Ventura ti guarda
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI  - Vigilia serena, atmosfera rilassata dalle parti del «San Nicola». La sconfitta di Roma è già cancellata. Si guarda avanti, con la fiducia che non può non «avvolgere» una squadra che, finora, merita solo applausi. Società e tifosi compresi.

Sorride, come non può non capitare spesso a un uomo sereno come lui, Giampiero Ventura. Perché mai, d’altronde, dovrebbe incupirsi. Vero, a Roma s’è cominciato a giocare tardi. Magari qualcuno credeva di essere diventato un fenomeno. Ma questo Bari gli procura ancora tantissimo orgoglio. Per come gioca, soprattutto per quello che è diventato al culmine di un’estate piena di spifferi e contraddizioni. Ventura, ad agosto, sembrava lo «sfigato» di turno capitato qui per caso a fare i conti con una piazza di nuovo sul limite del depresso. Oggi, invece, sono tutti d’accordo. Anche quelli che non lo conoscevano come tattico d’eccezione. E psicologo sopraffine.

«In settimana i giocatori mi hanno mandato un messaggio forte e chiaro: un gruppo forte che vuole diventare fortissimo - spiega l’allenatore genovese - fanno bene a considerare una finale la gara contro il Siena. Vincere vorrebbe dire distaccare forse in maniera definitiva il Siena. Sarà una partita delicata, mi aspetto pochi spazi e loro tutti dietro pronti a ripartire. Dobbiamo essere bravi a leggere bene le situazioni di gioco. Servirà il giusto approccio e la giusta umiltà. Sono partito da Ridanna con speranze e poche certezze. Adesso ho certezze vere. Un gruppo importante che se capisce che siamo solo all’inizio di un certo percorso allora può arrivare davvero lontano».

«Gara importante perché veniamo da un brutto primo tempo con la Roma - dice ancora Ventura - importante avere delle risposte, importante perché da quattro mesi si parla tanto e bene di noi e non dobbiamo rovinare l’immagine che ci siamo creati con il lavoro, il sudore. Per essere protagonisti serve continuità di prestazione, restare sempre sul pezzo. Si può vincere o perdere ma l’importante è essere. Seguire la strada giusta per diventare qualcuno».

«Il Siena è ultimo - la constatazione del tecnico biancorosso - ha qualche problema ma anche giocatori come Maccarone, Calaiò e Ghezzal. Non dobbiamo commettere l’errore di dare per scontata una vittoria. Gli obiettivi delle due squadre sono gli stessi, è una di quelle gare che se vinci ti da più soddisfazione. Malesani imbattuto con il Bari? Da questo punto di vista allora non sono contento del suo arrivo. A parte gli scherzi conta solo il Bari, come interpretiamo noi la partita. In barese mi verrebbe da dire “amà ripigghià a

veng”. Da quando alleno non mi sono mai trovato in una situazione simile. Non so che Siena ci troveremo di fronte, come giocherà, come si muovono. L’attacco? Non drammatizziamo la situazione. Purtroppo però è vero, ci stanno mancando i gol soprattutto rispetto alle tanti occasioni che creiamo. Adesso anche quando dormono sussurro loro all’orecchio di fare gol…». E giù una bella risata».

«Alvarez sta meglio e dovrebbe giocare - Ventura regala le novità di giornata dopo la rifinitura - Koman potrebbe partire dall’inizio anche per l’influenza che ha messo ko

Langella. Ho sempre detto che arriverà ma può fare meglio. Capire cosa fare per essere non titolare ma protagonista con il Bari. L’under 21 non è la serie A. Kamatà sta sempre meglio, sta ritrovando la giusta “gamba”. Con la Roma ha fatto bene, può esserci utile. La società non è più in vendita? Dovrebbero essere contenti tutti perché finalmente il Bari è di qualcuno. Le questioni societarie non erano utili a nessuno, anche per l’immagine della stessa società. E nel calcio l’immagine è importante. Sembrava il mercato della frutta, chi voleva comprare e chi vendere. Adesso c’è una certezza ed è importante per tutti. Forse meno per i giocatori che devono pensare solo al campo e non a questioni esterne ma è fondamentale per l’immagine di Bari e del Bari a livello nazionale».

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