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Lecce si affida al Via del Mare

Il Lecce, di solito fortissimo in casa, se la sta vedendo con il Grosseto nella gara della serie B di calcio. Una partita che ha un solo precedente, infelice per i salentini, che il 30 ottobre di due anni fa videro sfumare una vittoria ormai certa. Stavolta sta andando meglio: la squadra di De Canio ha rimontato da 0-2 a 3-2 (Pinilla 2, Fabiano, Angelo e Giacomazzi). È in corso la ripresa
Lecce si affida al Via del Mare
di Massimo Barbano 

LECCE -  Da oltre due mesi allo stadio di Via del Mare «non c’è trippa per gatti». Il detto romanesco, coniato da un sindaco della Capitale del primo Novecento per eliminare dalle spese del comune la voce relativa alle frattaglie per una colonia di gatti preposti a cacciare i topi che rosicchiavano i documenti degli archivi, fotografa la realtà di questo momento in cui, dal Crotone (19 settembre) in poi, squadre di qualsiasi levatura, sono finite nel tritacarne del Via del Mare. Sei vittorie, compreso il derby con il Gallipoli che, formalmente, si giocava in casa degli jonici, dove ricchi e poveri hanno dovuto chinare il capo. Una filiera che ha mietuto non solo vittime più o meno predestinate come Salernitana e Mantova, ma anche complessi di elevata caratura tecnica, come la Reggina e il Padova.

Il Lecce proverà a chiudere i rubinetti anche questo pomeriggio contro il Grosseto, squadra essenziale e veloce in una partita che ha un solo precedente e non certo felice per i salentini. Proprio due anni fa quasi in questo stesso periodo dell’anno (era il 30 ottobre), il Lecce vide sfumare una vittoria ormai considerata certa dopo la rete di Tiribocchi, a causa di una sciagurata autorete di Schiavi al 94’ quando molta gente già stava abbandonando lo stadio.

Un dettaglio che vale solo per gli amanti delle statistiche, visto che da allora tanta acqua è passata sotto i ponti e che nei prossimi avversari del Lecce di quella partita non ci sarà nessuno. Viceversa nel Lecce ce ne sono complessivamente sette (Rosati, Angelo, Vives, Schiavi, Fabiano, Munari e Giuliatto).

Ma questa è un’altra storia. Il Lecce va a gonfie vele, nonostante la battuta d’arresto di Brescia che, si spera, dovrebbe essere stata soltanto un fisiologico incidente di percorso.

Questo il primo obiettivo da perseguire: superare lo stop di Brescia. lo si può fare soprattutto dando continuità di rendimento nell’arco dei novanta minuti. Perché è ormai accertato che la genesi di quella sconfitta sta sì, nella bravura degli avversari che hanno imposto un’intensità di gioco nella prima parte della gara, ma anche nel contestuale black out del Lecce di quella fase. Insomma, se ancora ce ne fosse bisogno, la realtà ha dimostrato che per vincere il campionato non si può essere in campo a part-time, ma occorre giocare per novanta minuti, meglio ancora se per novantacinque, visti anche i precedenti col Grosseto.

Attenzione in avanti, ma anche indietro. Le squadre di Gustinetti non si limitano a difendere, ma giocano sempre per vincere. Per quello che può valere, i precedenti fra il Lecce e l’attuale tecnico del Grosseto sono decisamente a favore del primo. Due bastoste inflitte dal Lecce a Gustinetti sulla panchina dell’Albinoleffe due anni fa, il tutto per complessive sette reti, tre al «Via del mare», quattro a Bergamo.

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