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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:12

 Marilungo riparte «Lecce, io ci sono»

di MARCO SECLI'
Nessuna recriminazione, sia chiaro, da parte del giovane attaccante. «L’esclusione iniziale di sabato scorso non è stata un problema - chiarisce - ero appena rientrato dopo le due settimane in Nazionale, mentre i compagni si erano allenati regolarmente. Il mister prima della partita mi ha detto che sarei partito dalla panchina. E mi sembra una scelta del tutto comp rensibile». Ora però si prepara a riassaporare il gusto di essere protagonista dal primo minuto
 Marilungo riparte «Lecce, io ci sono»
di MARCO SECLÌ 

CALIMERA - Una sforbiciata alla fluente chioma simil-rasta. Una coincidenza, che però può valere anche a esorcizzare la giornata-no di Brescia. Negativa per la squadra e per lui. Guido Marilungo riparte con il nuovo look capelli corti. È pronto a sfidare il Grosseto e a riprendersi il posto da titolare ceduto momentaneamente al «Rigamonti». Nessuna recriminazione, sia chiaro, da parte del giovane attaccante. «L’esclusione iniziale di sabato scorso non è stata un problema - chiarisce - ero appena rientrato dopo le due settimane in Nazionale, mentre i compagni si erano allenati regolarmente. Il mister prima della partita mi ha detto che sarei partito dalla panchina. E mi sembra una scelta del tutto comp rensibile». Ora però si prepara a riassaporare il gusto di essere protagonista dal primo minuto. 

«È l’aspirazione di tutti - rimarca l’azzurrino, a quota 4 gol in giallorosso - chi sta fuori durante la settimana si impegna al massimo per dimostrare all’allena - tore che può contare su di lui. Del resto, qui a Lecce siamo in tanti e la concorrenza stimola a dare ancora di più». Dopo il ko in di Brescia, il Lecce è chiamato a un pronto riscatto con il Grosseto, squadra che attraversa un periodo non particolarmente felice. Ma Marilungo avverte: «Anche il Brescia non veniva da un momento brillante, eppure sabato soprattutto nel primo tempo ci hanno messo sotto, facendo pressing a tutto campo, dimostrando un’ottima condizione fisica e tanta voglia di rifarsi, che hanno gettato in campo. Il risultato è stato soprattutto conseguenza di questo atteggiamento». 

Un precedente che induce a riflettere in vista della sfida di domani: «Dovremo stare attenti a non lasciarci sorprendere dalla voglia del Grosseto. Non so se verranno qui a giocarsi la partita a viso aperto o se si chiuderanno. In ogni caso, bisognerà tenere sempre alta la guardia». Lo impone anche la «lezione» del campionato. «Abbiamo capito che in questa serie B ogni partita fa storia a sé e che c’è un grande equilibrio, tutti se la possono giocare con tutti». Certo il Brescia, come qualità, non è il Grosseto. «Sì - concorda l’attaccante - Caracciolo, Possanzini, Flachi, Baiocco sono calciatori esperti e molto forti. Il Grosseto è un po’ come noi, un mix tra elementi esperti e giovani promettenti come D’Alessandro e Crescenzi, gli unici che conosco personalmente ». La ferita di Brescia è recente e forse è ancora aperta. Guido Marilungo però guarda già avanti e assicura: «Noi pensiamo solo alla prossima partita e a cercare di vincerla».

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