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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 14:15

Rosati scaccia i fantasmi «Niente colpe a Brescia»

Fra gli «imputati» di quel gol di Rispoli che ha beffato l’intera retroguardia giallorossa nella gara di serie B di calcio, c’è anche il portiere, al quale viene imputata una parziale responsabilità per non essere uscito ad anticipare sul cross di Caracciolo che transitava quasi nell’area piccola. Ma l’estremo difensore del Lecce esclude che quel pallone fosse di competenza del portiere e rifiuta quindi una percentuale di colpa
• Gli arbitri in serie B
Rosati scaccia i fantasmi «Niente colpe a Brescia»
di Massimo Barbano

CALIMERA - Una settimana per smaltire la pillola amara di Brescia e ripartire magari, iniziando un nuovo filotto di vittorie per riconquistare la vetta della classifica. È questa la segreta speranza del Lecce che in questi giorni ha analizzato e rianalizzato fino alla noia quel fallimentare primo tempo del «Rigamonti» che ha determinato la quarta sconfitta in campionato del Lecce e la relativa perdita del primo posto in classifica conquistato tre giornate addietro.

Fra gli «imputati» di quel gol di Rispoli che ha beffato l’intera retroguardia giallorossa, c’è anche il portiere Antonio Rosati, al quale viene imputata una parziale responsabilità per non essere uscito ad anticipare sul cross di Caracciolo che transitava quasi nell’area piccola. Ma l’estremo difensore del Lecce esclude che quel pallone fosse di competenza del portiere e rifiuta quindi una percentuale di colpa, che, è indubbio, va attribuita soprattutto ai tre giocatori (Angelo, Terranova e Giacomazzi) che sulla linea di fondo avevano permesso a Caracciolo di far partire il cross.

«Ho rivisto l’azione insieme al preparatore dei portieri - dice - la mia posizione era giusta, non potevo fare più di tanto, poi quel pallone era molto distante dalla porta».

Una traiettoria a rientrare quella di Caracciolo che comportava seri rischi in caso di uscita avventurosa, giacché non erano molte le probabilità di arrivare ad anticipare su quel pallone, ma, di contro, si sarebbe lasciato completamente sguarnito lo specchio della porta.

«Il portiere non è statico - prosegue Rosati - io ho fatto il movimento, Caracciolo però è riuscito a mettere il pallone più indietro, non avevo più il tempo per andarci».

Da non ripetere più, ma da capire soprattutto perché il Brescia è riuscito ad arrivare tante volte, e con tanta facilità, in zona tiro. È stato questo l’interrogativo sul quale in settimana la squadra ha lavorato per evitare di offrire le stesse occasioni anche al prossimo avversario, il Grosseto, sabato pomeriggio allo stadio di Via del Mare.

«I pericoli maggiori per la nostra porta sono arrivati quasi esclusivamente dai cross, così come il gol che ha deciso la partita - prosegue il portiere giallorosso - da questi lanci dalle corsie laterali spesso trovavano smarcati i loro uomini. Le maggiori occasioni le hanno avute così, nel primo quarto d’ ora, specialmente, ci sono state quattro-cinque limpide palle- gole. Su questo dovremo fare più attenzione. Ma neanche è giusto montare un caso. Abbiamo giocato contro una squadra che, a mio modo di vedere, è insieme al Torino una delle più forti del campionato e sicuramente lotterà fino alla fine per la promozione. Ci può anche stare perdere contro il Brescia. Non è il caso di fare drammi, visto che venivamo anche da sei risultati utili consecutivi, di cui cinque vittorie ed un pareggio».

È scontato che ora si voglia alla svelta riprendere il cammino interrotto a Brescia, ma senza eccessive ansie.

«Giochiamo sempre per vincere e così faremo contro il Grosseto - prosegue Rosati - uguale sarebbe stato se avessimo pareggiato a vinto a Brescia. Certo, dispiace aver perso il comando della classifica, ma siamo molto tranquilli. D’altra parte, non c’è bisogno di aspettare la prossima partita per dimostrare la reazione. Questa c’è già stata nel secondo tempo di Brescia dove abbiamo dominato e tirato in porta più volte. Anzi, se fosse entrato quel tiro di Defendi respinto dalla traversa, ora staremmo qui a fare altri discorsi».

Primo tempo di Brescia a parte, nessun problema per la tenuta difensiva che non rischia ricadute come quella di Cittadella. «Quello fu un episodio, la squadra si è messa a posto da tempo e non solo in difesa».

Le previsioni tattiche sul prossimo avversario non lasciano intendere particolari segnali bellicosi: «A parte il padova, qui nessuno è venuto a fare la partita - continua Rosati - sul campo di una squadra che viene dalla serie A come noi, sono tutti molto chiusi. Il Grosseto ci attenderà ben attento in difesa per cercare poi di ripartire in contropiede, anche perché ha giocatori molto rapidi in avanti».

No comment sul calcio scommesse che ha coinvolto quella partita di Ravenna due anni fa: «Non so nulla, per altro in quella partita non c’ero, perché ero infortunato».

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