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Bonucci senza paura «Bari, ripartiremo»

Anche lui è finito un po’ travolto da quel primo tempo di Roma così poco intenso ed equilibrato. Però la sua bravura resta. Su cui non è possibile disquisire più di tanto. Era e resta un difensore di grandissime prospettive, una delle scommesse vinte dal duo Perinetti-Ventura in questo campionato di calcio di serie A. «Ci attende una partita importantissima col Siena da vincere. Non sottovaluteremo l’avversario»
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Bonucci senza paura «Bari, ripartiremo»
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI  - Anche lui è finito un po’ travolto da quel primo tempo così poco intenso ed equilibrato. Però la sua bravura resta un fatto. Sul quale non è possibile disquisire più di tanto. Leonardo Bonucci era e resta un difensore di grandissime prospettive, una delle scommesse vinte dal duo Perinetti-Ventura. Il primo abile a tessere la tela nella maxi trattativa con il Genoa, il secondo a scommettere sulle qualità di un difensore che, statene certi, è già sul taccuino di club che vanno per la maggiore, non necessariamente italiani.

Si parla tanto, in questo periodo, di Ranocchia. Che in effetti è giovane, bravissimo, serio, affidabile. Però forse ci si sta un po’ dimenticando di Bonucci, che sul piano delle potenzialità non vale certo meno del compagno di reparto. Il primo, decisamente più forte nel gioco aereo. Il secondo, forse, più completo per la capacità di chiusura anche a campo un po’ più aperto.

Bonucci, smaltita la delusione per la sconfitta di Roma?

«Perdere ci sta, specie in un campionato difficile come quello di serie A e per giunta al cospetto di un avversario di qualità».

Ma cosa non ha funzionato?

«Quanso si perde vuol dire che si sono commessi degli errori. E in casi come questo diventa molto importante prima capirli e poi lavorarci su. Solo così si può voltare pagina».

Pessimo approccio o partita decisa da episodi.

«Diciamo che siamo stati anche un pizzico sfortunati. Penso alla mia deviazione sul tiro di Totti. E anche all’errore di Ranocchia, il classico episodio».

La gestione della seconda parte di gara dà ragione alla tesi di Ventura. E cioè che all’inizio in campo non c’era il solito Bari.

«Sappiamo di aver commesso errori. Non c’è stata la fame mostrata in altre occasioni. Ora, però, guardiamo avanti».

All’orizzonte la sagoma di un Siena che naviga in acque molto agitate.

«Ci attende una partita importantisima. da vincere assolutamente. Non siamo abituati a sottovalutare l’avversario e non lo faremo nemmeno stavolta. Vedrete che scenderemo in campo con la cattiveria giusta, decisi a fare bene».

Il Bari continua ad avere la difesa meno battuta mentre l’attacco sembra fare un po’ fatica...

«È un periodo negativo per i nostri attaccanti ma lavorandoci sopra riusciremo a sopperire a questo problema. Abbiamo costruito azioni importanti anche a Roma ma è stato bravo Julio Sergio tanto che alla fine il portiere giallorosso ha meritato voti importante. Sotto porta servirebbe un pizzico di concentrazione e cattiveria in più. E vedrete che i gol arriveranno».

Che pensa del maxi esodo dei baresi?

«Tifosi da lodare, peccato non aver regalato loro un risultato positivo. Se siamo così in alto in classifica è anche merito del loro sostegno».

E della quesione societaria cosa pensa?

«Dubito, ora come ora, che Matarrese lasci». 

VICENDA MELEAM - La proposta di acquisto della società con sede a Bitonto è giunta ai Matarrese soltanto ieri a mezzogiorno (secondo il timbro postale la raccomandata è stata spedita lunedì 23 alle 9,15 e quindi un paio d’ore prima della conferenza stampa). Ora l’incartamento è sul tavolo dello studio di consulenza legale Trisorio Liuzzi-Biga. Nei prossimi giorni la risposta, che a questo punto appare fin troppo prevedibile.

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