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Domenica 22 Ottobre 2017 | 14:04

D’Odorico chiama Di Gennaro «Abbiamo bisogno dei suoi gol»

Tutti in attesa che il gigante buono si ridesti. Il presidente del Gallipoli lancia segnali importanti all'attaccante, a secco da 10 partite e fuori dall'undici titolare nelle ultime 3 gare della serie B di calcio. «Non si dovrebbe dire per scaramanzia, ma è inutile nascondersi: mi aspetto che arrivi il momento del nostro bomber», ha dichiarato l'imprenditore friulano. Venerdì (ore 20,45) c'è la possibilità nella trasferta a Salerno
D’Odorico chiama Di Gennaro «Abbiamo bisogno dei suoi gol»
di Stefano Lopetrone

GALLIPOLI - Tutti in attesa che il gigante buono si ridesti. Il presidente Daniele D'Odorico lancia segnali importanti a Francesco Di Gennaro, a secco da 10 partite e fuori dall'undici titolare nelle ultime 3 gare. «Non si dovrebbe dire per scaramanzia, ma è inutile nascondersi: mi aspetto che arrivi il momento del nostro bomber, Di Gennaro», ha dichiarato ieri l'imprenditore friulano. «Abbiamo bisogno dei suoi gol, sappiamo che li può e li sa fare. Quando questa squadra è nata in estate, mi è parso chiaro che non si potesse prescindere dai big della passata stagione, Ginestra, Di Gennaro e Mounard. Sono le fondamenta sulle quali costruire il nostro progetto. La società è con loro: Francesco gonfi la rete come sa fare e cominciamo a pensare in grande».

Un'iniezione di fiducia importante per la punta napoletana: sono bastati tre turni di riposo per gridare alla crisi, tanto che sul goleador della promozione in B si stanno fiondando Valle del Giovenco (dove allena Bonetti) e soprattutto, ancora una volta dopo il pressing estivo, Pescara e Verona. Soluzioni in Lega Pro che Di Gennaro eviterebbe volentieri per dimostrare di essere adatto alla categoria cadetta.

Il chiodo fisso dell'imprenditore friulano resta la scarsa affluenza dei tifosi gallipolini al Via del Mare. Ieri ha snocciolato numeri assoluti che all'apparenza sono inconfutabili. Con 14mila 215 spettatori totali (somma delle varie gare casalinghe giocate dal Gallipoli, ndr) ed una media di affluenza pari a 2mila 31 presenze, il pubblico jonico è fanalino di coda nella graduatoria di serie B, preceduto anche da Grosseto (media a 2mila 927), Albinoleffe (2mila 994) e Piacenza (3mila 071). «Anche contro il Mantova, dopo due vittorie consecutive, allo stadio c'erano sempre gli stessi tifosi, quelli che ci fanno continuare ad avere il gusto di lavorare per il Gallipoli. Per il resto il solito disinteresse - dice D'Odorico -. Abbiamo una media di circa 2mila spettatori, ma sottraendo il dato ottenuto nel derby interno col Lecce, la media si dimezza (arrivando a 1.192 presenze, ndr). Si può fare la Serie B con mille spettatori a partita?». Probabilmente in termini assoluti la risposta è no.

Ci sono però numerose variabili da considerare. A parte le gare al sabato pomeriggio, orario e collocazione settimanale pesanti per una cittadina commerciale e turistica come Gallipoli, c'è da considerare la distanza: mezzora di strada all'andata e mezzora al ritorno. Le «trasferte» al Via del Mare costano agli ultras (che comunque ci sono sempre) almeno tre ore di tempo e 10 euro di benzina oltre il costo del tagliando (o dell'abbonamento). Se poi si fa una media meno fredda, salta agli occhi un dato clamoroso: i 1.200 spettatori che mediamente seguono le gare interne del Gallipoli corrispondono grosso modo al 5% della popolazione gallipolina. Esattamente la stessa percentuale di piazze come Lecce (5mila 200 spettatori di media su una popolazione cittadina, escluso l'hinterland, di circa 100mila abitanti), addirittura un rapporto tifosi/abitanti superiore a quello di capoluoghi di provincia come Brescia (media di 3mila 168 a fronte di 190mila abitanti), Piacenza (media di 3mila 71 a fronte di una popolazione di oltre 100mila abitanti) e Reggio Calabria (6mila 303 tifosi in media contro 186mila abitanti). Con il «dettaglio» che queste società giocano in casa, con uno stadio al massimo in periferia; il Gallipoli no.

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