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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 13:08

Karateka foggiana a Dubai «Mille ed una notte dall'emiro»

Viviana Di Bello, 23 anni, ha incontrato una principessa. Maitha Al Maktoum, ventinovenne figlia di prima moglie (ne ha quattro) dell'emiro di Dubai. Due anni fa le due ragazze si incontrarono alla collegiale Italia-Emirati Arabi di Grado e lì avvenne il primo incontro- scontro: in finale prevalse la foggiana. quest'anno alla principessa è venuta la bella idea di organizzare una collegiale Italia-Emirati Arabi a casa sua
Karateka foggiana a Dubai «Mille ed una notte dall'emiro»
di MASSIMO LEVANTACI

La sua favola da mille e una notte l'ha vissuta davvero. Una settimana trascorsa al sole e al caldo di Dubai, nello sfarzo di una residenza sontuosa fra lussi e colori da far girare la testa. Potenza dello sport se la karateka Viviana Di Bello, 23 anni, oggi può annoverare lo scalpo di una principessa. Maitha Al Maktoum, ventinovenne figlia di prima moglie (ne ha quattro) dell'emiro di Dubai, è una donna d'affari che per passione di famiglia pratica il karate con ottimi risultati: campionessa panasiatica, si è classificata terza alla Golden League. 

Due anni fa le due ragazze si incontrarono alla collegiale Italia-Emirati Arabi di Grado e lì avvenne il primo incontro- scontro: in finale prevalse la foggiana, la gloria di aver superato la figlia di uno degli uomini più ricchi del mondo si è tramandata sin qui. Il papà, infatti, si chiama Mohammed Ben Rashid Al Maktoum ed è primo ministro degli Emirati Arabi nonché governatore del Dubai con un patrimonio stimato di 15 miliardi di dollari. Ma fra Viviana e Maitha è subito scoccata una conoscenza, come dire, più che formale. «Ci siamo incontrate tre volte dopo quella esperienza – racconta la karateka foggiana – lei è sempre molto disponibile e gentile soprattutto quando non si trova negli Emirati Arabi. Lì le regole del protocollo sono rigidissime e ai reali non è consentito più di tanto concedersi. Ma quando è in Italia o in altra parte del mondo, dal momento che è sempre in viaggio, la principessa sa calarsi benissimo nei panni di una persona normale». 

karateka foggiana Viviana Di Bello Principessa e non Maitha, anche chiamarla per nome è vietato? «Non si può, lei per noi è soltanto la principessa. Ma questo non significa che non abbia avuto con noi sempre rapporti cordiali e diretti, del resto il linguaggio dello sport è universale e non prevede formalità di rito». Così quest'anno alla principessa è venuta la bella idea di organizzare una collegiale Italia-Emirati Arabi a casa sua, nell'immenso centro sportivo di famiglia: «Ci allenavamo in una distesa enorme di prato verde con campi da calcio, beach volley, maneggio, palestra per arti marziali, pesi, volley e televisori al plasma disseminati un po' ovunque. In una sola palestra ne ho contati diciassette. E' stata un'esperienza incredibile, inutile dire che pur al caldo dei quaranta gradi di Dubai ci siamo allenati in condizioni ottimali». 

La squadra italiana guidata dal maestro Vito Simmi è stata ospitata in un albergone sulla costa, proprio di fronte al Burj Al Arab, ormai monumento nazionale degli Emirati, l'albergo più lussuoso del mondo costruito su un isolotto artificiale. «Il nostro albergo era proprio di fronte alla Vela (come è più comunemente conosciuto il Burj Al Arab: ndr), ma credo che quanto a lusso stiano sullo stesso piano. La mia camera aveva a disposizione lo spazio di un appartamento di ottanta metri quadri, il bagno era in realtà una camera a parte, c'erano due televisori al plasma, computer, dvd e collegamento wireless. Potevamo contare sul servizio lavanderia integrato e servizio in camera a tutte le ore: se ritornavamo in ritardo per la cena dagli allenamenti, potevamo ordinare in cucina tutto ciò che volevamo». 

Ma gli arabi dei petrodollari sono onnivori, non vogliono farsi mancare nulla. «Nell'albergo che ci ospitava – racconta Viviana – c'era una pista per praticare lo sci su neve artificiale, piscine a volontà e un centro commerciale su sette piani dove si poteva trovare di tutto, dalle patatine ai diamanti più costosi e sofisticati. Non abbiamo fatto in tempo a vedere tutto, dovevamo pur sempre dedicare buona parte della giornata agli allenamenti. Ma è di sicuro l'esperienza più sconvolgente della mia vita».

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