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Sabato 21 Ottobre 2017 | 12:02

«Lecce, con il Brescia ho rivisto gli errori commessi a Piacenza»

Osservatore del Leccea Brescia è stato Sensibile, ex allenatore (anche di varie squadre pugliesi) e direttore sportivo che attualmente coordina, per conto del Novara, un progetto di affiliazione delle società giovanili. «Mi è parso di rivivere la partita di Piacenza alla seconda giornata. Anche lì, dopo un primo tempo disastroso, ci fu la reazione nel secondo tempo, che però, come accaduto ieri a Brescia, non bastò»
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«Lecce, con il Brescia ho rivisto gli errori commessi a Piacenza»
di Massimo Barbano

LECCE - Osservatore eccellente del Lecce al «Rigamonti» di Brescia è stato Aldo Sensibile, ex allenatore (anche di varie squadre pugliesi) e direttore sportivo che attualmente coordina, per conto del Novara, un progetto di affiliazione delle società giovanili sparse sul territorio.

Che cosa non le è piaciuto del Lecce di Brescia?

«Mi è parso di rivivere la partita di Piacenza alla seconda giornata. Anche lì, dopo un primo tempo disastroso, ci fu la grande reazione nel secondo tempo che però, come accaduto ieri a Brescia non bastò. Ma il Lecce non può giocare in questo modo. Deve essere consapevole che è una squadra leader, deve attaccare, verticalizzare, non può giocare in orizzontale. Per vincere non si può attendere l’avversario, ma imporre il proprio gioco».

E riguardo ai singoli?

«Troppa lentezza nell’approccio alla partita, Ho visto nel primo tempo un Giacomazzi con il passo troppo felpato, lui è quello che deve imprimere la carica alla squadra. Da Edinho, poi, mi aspetto molto di più, non può giocare con quel ritmo blando; Corvia è bravo in area di rigore, ma quando non sta in area diventava difficile supportarlo».

Pensa che con Marilungo in campo dall’inizio le cose sarebbero potute andare diversamente?

«Io, personalmente, non rinuncerei mai a far giocare Marilungo, perché, anche se aveva nelle gambe la partita della nazionale, è una scossa elettrica continua. E poi, il Brescia con quel tipo di difensori che ha, avrebbe sicuramente sofferto uno come lui. Va tenuto in considerazione perché è un giocatore che ti crea scompiglio nelle difese avversarie, provoca punizioni, ammonizioni, rigori Però, è difficile giudicare le scelte dell’allenatore, anche perché Marilungo è molto giovane e forse rimanere fuori ogni tanto lo aiuta anche a crescere. D’altra parte ieri ha perso dei palloni incredibili, a volte vuole strafare».

Anche Bergougnoux è apparso sotto tono, perché non azzardare Lepore?

«Bergougnoux si vede che ha grandi qualità, però forse ancora non è entrato nella mentalità della categoria. Lepore mi è sempre piaciuto, è una spina nel fianco, per il temperamento che ha è l’ideale per la serie B . In questo campionato serve più la quantità che non la qualità e Lepore fa molta quantità».

In quale griglia colloca il Lecce nella lotta per la promozione?

«Sicuramente nella prima fascia, insieme al Torino, anche se sono due squadre molto diverse. Però, il Torino deve stare molto attento. Il campionato di serie B non si vince per diritti acquisiti, ma serve la mentalità giusta. Il Lecce invece è una squadra di giovani promettenti. Mi ricorda quell’Ascoli dei record di Mimino Renna. Partimmo con giovani sconosciuti, come Ambu, Roccotelli, Quadri, nessuno avrebbe scommesso su di noi e invece polverizzammo tutti i record».

E ritiene che il Lecce possa ricalcare le orme di quella squadra?

«Sì, perché sono ragazzi emergenti e sono guidati da un allenatore molto preparato e dotato di grande equilibrio come Gigino (De Canio - ndr). Possono fare veramente qualcosa di importante, ma a patto di essere un po’ più concreti tatticamente e soprattutto di essere più incisivi in area di rigore. Vedo troppe occasioni sprecate e anche molti inutili ghirigori nella manovra, si temporeggia troppo. In serie B bisogna essere più cinici e senza inutili fronzoli».

Pensa quindi che Cesena e Ancona si sgonfieranno presto?

«Come levatura sono un gradino più sotto, però hanno dalla loro l’entusiasmo che è molto importante. Ripeto che il Torino rischia grosso perché in serie B la cosa più importante è la mentalità. Puoi anche avere dei fuoriclasse, ma se in campo non ci metti la velocità non vai da nessuna parte. Io credo che nel posticipo, il Cesena potrà dare molto fastidio al Torino».

Ed oltre a queste, c’è da aspettarsi dei ritorni?

«La Reggina è un’ottima squadra, ma il ritardo in classifica è molto pesante. È difficile che possa rientrare nella lotta per la promozione. Vedo invece molto bene la Triestina, che adesso ha trovato una sua quadratura. Mario Somma ha dato alla squadra l’assetto giusto, potrebbe dare molto fastidio. E poi sicuramente c’è da prevedere il rientro del Brescia e non solo per la vittoria di ieri sul Lecce. So per certo che stanno già preparando il mercato di gennaio per rinforzare l’organico e puntare alla serie A».

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