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Il Bari va oggi alla conquista di Roma Diretta della partita

Adrenalina allo stato puro nella gara della tredicesima giornata della serie A di calcio. Molto più che una semplice libidine, per dirla come ama fare il «Giampi» nato a Genova. La Bari che marcia su Roma gonfia il petto tra le strade di una capitale che trasuda sempre magia. Stavolta è tutto diverso. Sfida ricca di fascino, però stavolta c'è molto altro di uno stadio prestigioso e di un avversario di spessore. Si inizia alle 15
Il Bari va oggi alla conquista di Roma Diretta della partita
Dal nostro Inviato Antonello Raimondo

ROMA - Adrenalina allo stato puro. Molto più che una semplice libidine, per dirla come ama fare il «Giampi» nato a Genova. La Bari che marcia su Roma gonfia il petto tra le strade di una capitale che trasuda sempre magia. Stavolta è tutto diverso. Sfida ricca di fascino, però stavolta c'è molto altro di uno stadio prestigioso e di un avversario di spessore.

È diverso il Bari. Non più una semplice comprimaria a caccia di un pomeriggio di gloria. La partita si gioca davvero ad armi pari. La Roma costa un occhio della testa, forse due. Ha calciatori con appeal di indubitabile valore. Però il campo, finora, ha raccontato una realtà meno rigida rispetto ai valori di base. Tre punti in più, questo spiega una classifica che comincia a consolidarsi e non più soltanto indicativa. Tre punti più in su c'è il Bari, non quella Roma che avrebbe dovuto lottare per un posto in Champions League e che, invece, per ora si ritrova a combattere con una contestazione strisciante di una città che fiuta la fine di un ciclo d'oro, firmato Spalletti.

«Giampi», però, non ci casca. Da vecchio marinaio non perde il contatto con la realtà e rende merito a un avversario che, prima o poi, tornerà ad esprimere quello che sa, e cioè valori tecnici importanti. «Guardare la classifica di questi tempi può essere molto pericoloso - attacca il sessantunenne genovese, di gran lunga il tecnico più incensato del momento - e questo vale sia per il Bari che per la Roma. Noi ci godiamo il momento ma sappiamo che non possiamo permetterci cali di tensione. Non abbiamo 18 punti per caso, anzi avremmo potuto averne addirittura qualcuno in più. Ma se dovessimo commettere l'errore di sentirci più bravi degli altri vorrebbe dire correre il rischio di dilapidare il lavoro di mesi, improntato sull'applicazione tattica e sull'umiltà».

«Queste sono le sfide che qualsiasi allenatore e qualsiasi calciatore vorrebbero vivere - dice Ventura, che anche in questa vigilia non tradisce alcun cenno di tensione - perché l'Olimpico è uno degli stadi più belli al mondo e perché andiamo ad affrontare un avversario molto stimolante. Questa è la Roma dei Totti e dei Pizarro, dei Taddei e dei Vucinic. Chiaro, no?».

«Non è stata una settimana facile - spiega ancora Ventura - visto che qualcuno dei miei arriva a questo appuntamento in non perfette condizioni fisiche. E mi riferisco ad Almiron e Ranocchia, che fino a metà settimana erano ancora fuori dal gruppo e si allenavano a parte. Però siamo convinti di poter fare una bella partita anche con qualche assenza perché quando c'è lo spirito di squadra è possibile non perdere di vista gli equilibri sul piano tattico. E' una partita che mi incuriosisce. Fare bene anche a casa della Roma darebbe sostanza al nostro campionato. Vorrei vedere il mio Bari giocare come sa e vedrete che se sarà cosìle nostre belle occasioni da gol riusciremo a crearle. Sperando di essere un po' più decisi nella finalizzazione rispetto a quanto siamo riusciti a fare finora».

Nella Roma si fa festa per il rientro di capitan Totti. «E vorrei vedere - sorride Ventura - lui è l'essenza del calcio, lui incide a prescindere dalle giocate che riesce a fare. Il sol fatto di esserci regala alla squadra una grande dose di sicurezza. Noi siamo pronti, però. Voglio vedere come si schierano e poi deciderò la formazione. Ci sono Allegretti e Langella in ballottaggio per una maglia mentre dall'altra parte, complice il forfait di Alvarez, giocherà Antonelli che, spesso,mi ha chiesto il motivo per cui non lo impiegavo. Beh, ora ha una grande occasione: dimostrarmi che sbagliavo. Altrimenti... gli spezzo le gambe. Ripeto, sono convinto che possiamo fare una grande partita. Non dobbiamo aver paura della carica dei 50 mila dell'Olimpico. Anche perché avremo dalla nostra parte 10 mila anime. Questo seguito mi inorgoglisce, la gente sta apprezzando. Li ringrazierei uno a uno, in anticipo. Ma la speranza è quella di regalare loro una bella gioia. Mi era già capitata una cosa del genere quando allenavo il Lecce e si giocava una partita chiave a Cesena. Sono momenti di un'intensità pazzesca».

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