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Gallipoli ci ha preso gusto Giannini: «Centriamo il tris»

Gara thriller al Via del Mare nella seria B di calcio. Da una parte i salentini, in emergenza ma pur sempre galvanizzati da due vittorie consecutive. Dall'altra il Mantova di Michele Serena, che viene dalla bruciante sconfitta contro il Cesena. La difficoltà principale sta nella gestione psicologica della partita. Contro un avversario che lontano dal «Martelli» ha ottenuto appena 5 punti (su 12)
Gallipoli ci ha preso gusto Giannini: «Centriamo il tris»
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - Gara thriller al Via del Mare. Da una parte il Gallipoli, in emergenza ma pur sempre galvanizzato da due vittorie consecutive. Dall'altra il Mantova di Michele Serena, che viene dalla bruciante sconfitta contro il Cesena. La difficoltà principale sta nella gestione psicologica della partita. Contro un avversario che lontano dal «Martelli» ha ottenuto appena 5 punti (su 12) e che in trasferta ha perso quattro incontri subendo 10 reti in sette partite, il rischio di deconcentrarsi c'è tutto. Soprattutto per chi, come Ginestra e compagni, è reduce da due imprese.

TRHILLER PSICOLOGICO - Beppe Giannini lo sa, per questo ha lanciato ieri l'allarme rosso contro questo rischio. A tenere alta la guardia, basterebbe badare al fatto che l'ultima vittoria in trasferta risale ad appena due settimane fa (0-2 a Piacenza). E soprattutto dare uno sguardo alle prestazioni dei virgiliani, che finora hanno raccolto meno di quel che meritavano. Contro un centrocampo formato da Tarana, Carrus e Spinale c'è da stare attenti. Giannini vuole risposte importanti dal gruppo sul piano mentale. «Il Gallipoli ha sempre voglia di vincere», ha detto alla vigilia, il «Principe». «Per centrare la terza vittoria consecutiva dobbiamo essere quelli che siamo sempre stati finora. Mettiamoci la nostra solita determinazione. Sono spaventato soprattutto dall'aspetto psicologico: dopo aver vinto due gare consecutive ci può essere un rilassamento che non possiamo permetterci. È questo il pericolo più imminente: dobbiamo essere bravi a tenerlo lontano. Voglio una squadra che abbia timore degli avversari, non paura, perché il timore alza la concentrazione e l'adrenalina».

TIMORI - Al Via del Mare arriverà una squadra ferita. I due rigori falliti contro il Cesena e soprattutto aver subito gol sull'unico tiro in porta da parte dei romagnoli è stata una mazzata psicologica. Anche perché non è la prima volta che le buone prestazioni servono a poco ai calciatori di Serena: «Ho visto diverse partite del Mantova», ha ammesso il tecnico degli jonici. «I nostri avversari sono stati spesso sfortunati e avrebbero meritato di avere più punti in classifica. È una squadra che gioca corta, che aggredisce ed in salute nonostante il terzultimo posto. Non sarà facile: in settimana ho spesso detto ai ragazzi che sarà difficile, perché si ritroveranno davanti undici giocatori arrabbiati per la sconfitta immeritata subita domenica scorsa».

MANTOVA RIDIMENSIONATO - Contro il Gallipoli, parte per Serena un ciclo di gare decisivo per il proprio futuro. Entro Natale il calendario regala ai virgiliani quattro sfide da non fallire: dopo Gallipoli, gli impegni contro Cittadella, Salernitana, Modena e Crotone saranno un banco di prova importante per i lombardi. Serena ha dovuto gestire un Mantova molto meno ambizioso di quello spavaldo delle ultime stagioni. Dopo anni di grandi investimenti, la società del presidente Lori ha scelto un profilo più basso: un solo grande nome, Locatelli (che oggi non ci sarà perché infortunato), circondato da tanti calciatori giovani provenienti dalla Lega Pro. Finora il lavoro dell'ex calciatore di Inter, Fiorentina e Samp, non ha prodotto grandi frutti sul piano dei risultati: 6 sconfitte, 6 pareggi ed appena 2 vittorie. Dal punto di vista strategico, schiera la squadra con la difesa a 4 e con due attaccanti. Quando ha a disposizione Locatelli, schiera il rombo a metà campo; oggi dovrebbe infilare tra le linee avversarie Caridi che opererà dietro ad una sola punta, Nassi. Un atteggiamento tattico che potrebbe indurre Giannini a preferire il quartetto difensivo alla canonica difesa a 3.

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