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Giovedì 21 Settembre 2017 | 18:08

Riecco la McLaren, Schumi ha problemi

Non è stato un venerdì in chiave Ferrari nel GP d'Europa: la prova del tedesco guastata da un problema idraulico, le cui cause devono essere ancora accertate. Un po' meglio per Barrichello. Torna alla ribalta la McLaren: il miglior tempo della giornata è stato quello di Kimi Raikkonen
NURBURGRING - Nel giorno del lutto, la Ferrari incassa il peggior risultato al venerdì da quando è partito il mondiale. Umberto Agnelli è scomparso, nella Ferrari appaiono i primi segni non di inquietudine, per carità, ma di diminuita sicurezza. Per la prima volta non è la più veloce nella prima ora, battuta solo dalla Bar di Davidson, nella seconda fa peggio, sesta e nona con Rubens Barrichello e Michael Schumacher, settimo e quarto tempo nell'incrocio dei due test.
E' chiaro che non c'è connessione tra i due eventi, anche se Jean Todt dice che questo «non poteva essere un giorno uguale agli altri. Siamo colpiti profondamente. Ci siamo riuniti per cercare di ritrovare la necessaria concentrazione ma inevitabilmente il nostro pensiero era altrove». Il fatto è che la F2004 di Schumacher ha avuto una perdita dal circuito idraulico che gli ha consentito di fare solo nove giri nella seconda sessione, mentre Rubens Barrichello, che pure considera positiva la prova, non sembra aver tirato fuori il meglio dalla sua vettura. Il tutto avviene a pochi giorni dalla sconfitta di Montecarlo, prima gara senza vittoria per Schumacher, messo fuori dall'incidente con Montoya, e il terzo posto di Rubinho, una consolazione in una giornata no.
Mentre Schumi si dice «comunque ottimista per la gara», Barrichello ammette che «per noi sarà difficile trovare la pole position. Non vuol dire che non possiamo prenderla, ma c'è la Bar. Ed è tornata la McLaren». E la Bmw, che l'anno scorso fece doppietta in Germania. Insomma, la formidabile squadra schiacciasassi ora ha avversari che sono cresciuti, che cominciano a incrinarne il dominio assoluto. E se da un lato c'è un fattore che gioca a favore del Cavallino (i rivali sono tanti, la Bar, la Renault, la Williams, e ora rispunta la McLaren, e si rubano punti a vicenda), dall'altro c'è questo regolamento che premia chi si piazza, non chi vince. Se Button prendesse domani la prima vittoria dell'anno e Schumi non andasse a punti, il distacco si ridurrebbe ad appena otto lunghezze, nonostante i cinque successi del tedesco. Insomma, il mondiale si riaprirebbe, se non altro si farebbe meno facile di quanto sembrava appena tre domeniche fa.
Schumacher è molto commosso della morte di Agnelli: «Ero andato in vacanza con lui a Mauritius. Era molto simpatico, ci spingeva al cento per cento. E' uno choc». Come vive il lutto la Ferrari? «Chi ci conosce sa che quando abbiamo forti sentimenti non li mostriamo. Jean Todt ci ha riuniti tutti per un momento di raccoglimento che ognuno di noi ha vissuto privatamente. Ho visto il figlio, Andrea Agnelli, a Montecarlo. Nulla faceva presagire che sarebbe accaduto tutto così in fretta. Siamo vicini alla famiglia». Non vorrebbe parlare nemmeno del Nurburgring. Ma deve farlo e dice che aver girato poco, a causa di una perdita che non poteva essere risolta nel tempo del test, non influenzerà il fine settimana. Anzi pensa che correre così vicino «alla mia Kerpen, in mezzo ai tifosi tedeschi, è una motivazione per fare più del mio massimo. Sono ancora ottimista. Il Nurburgring è divertimento, diverso che a Montecarlo. E' tutto più veloce, soprattutto in curva». Barrichello spiega che i tempi del test dicono che la Ferrari avrà un buon ritmo da gara, ma che «è importante partire davanti. Sarà dura. I tempi del venerdì non significano niente. Però gli altri hanno migliorato, forse questa pista favorisce la Michelin. Dicevate che era tutto così noioso - ironizza - beh, vi abbiamo accontentato. La Bar è forte. Se i tempi della McLaren fossero avvenuti due gare fa penserei a un bluff. Ma già a Montecarlo si è visto un suo progresso al sabato. La Renault sembra essere temibile in gara, se si qualifica bene come a Monaco c'è anche lei».
Insomma, il dubbio si insinua: «Io sto cercando di sciogliere il bandolo della matassa. Non è una scusa, ma una sfida. Non ho ancora trovato l'optimum dalla macchina. In Australia ero vicino a Michael, poi alcuni interventi hanno peggiorato la situazione». Se sbroglia la matassa, a 38 punti contro 50, il mondiale è possibile: «Sono felice solo se arrivo primo. Non voglio vincere il mondiale senza vincere mai. Sarebbe bello, è chiaro, ma è meglio conquistarlo sul campo».
Giampiero Moscato

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