Cerca

Venerdì 22 Settembre 2017 | 13:53

Giro d'Italia - Cunego, la 18a tappa è sua

Umiliato il capitano Simoni. E domani il Mortirolo sarà «Cima Pantani» • GP Europa - Riecco Mc Lauren • Calcio - Capello allenerà la Juventus
BORMIO 2000 (Sondrio) - Damiano Cunego umilia Simoni e vince la 18* tappa del Giro d'Italia, da Cles a Bormio 2000, lunga 118 chilometri, con tre Gran premi della montagna, tra cui il Gavia-Cima Coppi a 2.621 metri. In classifica generale la maglia rosa consolida sua posizione di leader e può guardare con maggiore tranquillità alla tappa difficilissima di domani, ancora in salita, ed essere quasi certo di aver conquistato il Giro 2004.
Il giovane e forte Cunego ha vinto la tappa - la quarta di questo Giro - precedendo sul traguardo l'ucraino Honchar, che si conferma al secondo posto della classifica generale, quindi Cioni, Simoni e Perez Cuapio. Un successo di forza, da vero leader-cannibale, quello di Cunego, perchè la maglia rosa ha voluto in qualche maniera far capire al suo capitano che adesso è lui il più forte nella squadra e al Giro d'Italia. Un Giro praticamente ormai suo, salvo colpi di scena sulle ultime salite, dal Mortirolo al Passo del Vivione, al Passo della Presolana che sarà il traguardo di domani.
Evidente al traguardo la rabbia e la delusione di Simoni che oggi ha visto naufragare il sogno di conquistare la sua terza «corsa rosa": non appena superata la linea d'arrivo, «Gibo» ha fatto marcia indietro e non si è fermato a festeggiare il giovane Cunego nè ha risposto ai numerosi giornalisti che cercavano di chiedergli qualcosa. Simoni aveva tentato il colpo grosso nel finale di tappa, sull'ultima salita, quella che da La Motta portava a Bormio 2000. Il capitano della Saeco era scattato quando mancavano sette chilometri al traguardo, e ben presto aveva ripreso il croato Vladimir Miholyevic (Alessio-Bianchi), protagonista di una coraggiosa fuga che l'aveva portato a transitare per primo sul Gavia. Simoni ha insistito nell'azione, anche quando l'aveva affiancato Emanuele Sella (Panaria), altro scalatore di razza, e sembrava dovesse farcela, sebbene apparisse strano un attacco proprio alla maglia rosa-compagno di squadra. Poi però c'è stata l'accelerazione di Cioni, e allora Cunego ha rotto gli indugi e si è aggregato. I due hanno quindi ripreso dapprima Sella, che è scivolato di qualche posizione, e poi lo stesso Simoni. Questi ha capito che a quel punto non aveva più chance di staccare Cunego, ovvero di rosicchiargli secondi preziosi e rimandare poi alla tappa di domani l'attacco decisivo. E' sembrato quindi che Cunego, con l'atteggiamento tenuto in corsa negli ultimi tre chilometri di salita, avesse fatto intendere a Simoni che era era disposto a concedergli la vittoria di tappa, ma forse qualcosa non ha funzionato nel rapporto capitano-gregario che di fatto vedeva invertiti i ruoli.
E dunque a 500 metri dall'arrivo Cunego ha accelerato e lasciato il gruppetto, conquistando un meritato successo, e con questo anche altri 20 secondi di abbuono. Una vittoria che segna il Giro e fa di Cunego l'ormai quasi certo vincitore assoluto a Milano.
Simoni si consola risalendo in terza posizione in classifica generale, posizione che prima d'oggi era occupata dall'ucraino Yaroslav Popovych, andato in crisi sul Gavia e poi sull'ultima salita. Difficile pensare a Simoni che conquista la seconda piazza: ha oltre un minuto di distacco da Honchar, che si è rivelato combattivo e un ottimo tattico in una tappa difficile come questa 18ma disputata oggi.
Discorso a parte su Stefano Garzelli. Il capitano della Vini Caldirola-Nobili Rubinetterie ha tentato il tutto per tutto sulle rampe che portavano al Passo del Gavia. Ha guadagnato fino a quasi due minuti sulla maglia rosa, ma poi ha pagato il fatto che non aveva gregari nè alleati lungo la discesa che a tutta velocità conduce a Santa Caterina Valfurva e poi a La Motta: in quella discesa ha perso il vantaggio accumulato e quindi è stato ripreso. E' stato un tentativo generoso, che ha dato la scossa alla tappa, e che però alla fine un demoralizzato Garzelli ha scontato giungendo al traguardo con due minuti di ritardo.
Domani, come detto, la tappa più difficile, lunga 122 chilometri, con la strada che porta al Mortirolo, a quota 18.55, che prende a salire già dal trentesimo chilometro. Una salita che è come una lama, che ha fatto sempre durissima selezione, e il fatto che sia subito lì potrebbe già «tagliare» gambe e fiato a chi oggi ha faticato molto. E poi c'è il Passo del Vivione, a 1.828 metri, e infine la Presolana a 1.297 metri. Cunego sembra in una botte di ferro, e domani potrebbe essere la consacrazione come scalatore. Ma c'è da vedere come Beppe Martinelli, ds della Saeco, saprà tenere a freno un arrabbiato Simoni.
Infine ancora un pensiero del Giro per Marco Pantani. Tappa di salita, si diceva, e dunque è sembrato d'obbligo agli organizzatori pensare ad uno scalatore di razza come il «Pirata». Così, il Mortirolo domani sarà la Cima Pantani.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione