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D’Odorico fa muro «Aiutate il Gallipoli»

«Contestatemi pure, ma non fate mancare il vostro affetto alla squadra». Il patron dei salentini (serie B di calcio) lancia il suo ramoscello d'olivo dopo la piccola frattura creata con i tifosi a seguito della sua proposta di creare una squadra unica del Basso Salento. Ieri, con un’accorata lettera aperta, il friulano ha detto che era «solo una proposta, non un diktat». Accorato l’appello a lasciare tranquilla la squadra
• Gli arbitri in serie B
D’Odorico fa muro «Aiutate il Gallipoli»
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - «Contestatemi pure, ma non fate mancare il vostro affetto alla squadra». Daniele D’Odorico lancia il suo ramoscello d'olivo dopo la piccola frattura creata con i tifosi a seguito della sua proposta di creare una squadra unica del Basso Salento. Ieri, con un’accorata lettera aperta, il presidente friulano ha ammesso che era «solo una proposta, non un diktat». Accorato l’appello a lasciare tranquilla la squadra: «Vorrei che sabato in 5mila venissero al “Via del Mare”, allo stesso tempo per contestare me e tifare per il Gallipoli».

BOLLENTI SPIRITI -  Dopo aver ripercorso i suoi esordi da massimo dirigente a Gallipoli, D’Odorico ha anche ricordato i patti con i tifosi: «In estate ci promettemmo impegno reciproco. Io ho mantenuto la parola, costruendo una buona squadra e mettendo mano al vivaio. Voi invece, cari tifosi, mi prometteste che avreste seguito con impegno, passione e calore la nostra squadra. A parte quel gruppo meraviglioso che ci segue ovunque, nostro vanto e orgoglio, il pubblico è stato finora assente». 

Il «Salento Football Club» ha fatto infuriare la tifoseria gallipolina, che lunedì sera ha cercato un colloquio con il presidente senza però trovarlo. D’Odorico discuterà della questione con una delegazione del tifo organizzato appena rientrerà a Gallipoli: «Ho solo proposto di unire le forze per costruire una grande squadra per l’intero Salento. Si può essere favorevoli o contrari, ma non mi si può vietare di dire ciò che penso. Ne possiamo parlare, magari in una pubblica assemblea. Guai però se qualcuno dovesse rispondere alle mie parole con atti di contestazione nei confronti della squadra, che va soltanto sostenuta e incitata». Un ruolo importante nelle operazioni di raffreddamento della diatriba è stato svolto ieri dal team manager Michele Scaringella, che ha avuto un lungo colloquio con gli ultras presenti allo stadio, concordando con loro sulla necessità di isolare la squadra da certe questioni e sul bisogno di un momento di confronto tra i rappresentanti della Curva Sud e il presidente.

L’INFILTRATO - Intanto nello spogliatoio si pensa solo al Mantova. Ci sono due «spie», capaci di informare Giannini delle caratteristiche della squadra virgiliana, gli ex di turno Roberto D’Aversa e Luca Franchini. «Mi dispiace non essere della partita», ha spiegato ieri Franchini, alle prese con uno stiramento al polpaccio. «Dopo tre stagioni trascorse in una città stupenda, per me sarebbe stata una gara speciale. Dico subito che il Mantova non merita la posizione in cui si trova, ma l’ambiente soffre la mancanza di democrazia nei rapporti tra società e spogliatoio. Dal punto di vista tecnico, conosco la maggior parte dei giocatori che affronteremo: attenti a Locatelli, se gioca e sta in condizione in B fa la differenza. Spero di rientrare contro la Salernitana». 

NOTIZIARIO - Ieri Abbate si è affacciato sul campo durante l’amichevole contro la Primavera (finita 4-3 con gol di Mounard, Ginestra e doppietta di Di Carmine; per i baby doppietta di Gravallotti e Dimida). Oggi il difensore indosserà per la prima volta la mascherina in fibra di carbonio prodotta a Parma per proteggere lo zigomo fratturato: sarà il test decisivo in vista della partita contro il Mantova, poi la decisione spetterà a Giannini. Che rischia di perdere anche Daino, bloccato da una leggerissima contrattura. Ieri amichevole degli assenti (tanto che l’allenatore nel finale di partita è tornato a giocare). Oltre ad Abbate, Daino, Eliakwu, Franchini, Koprivec e Smit, non c’erano: Moro (tendinite), Sciarrone (dolore a un dito della mano), D’Aversa (per una contusione non grave) e Di Gennaro (sintomi influenzali). Meno grave del previsto il guaio muscolare avvertito martedì mattina da Pederzoli, ieri regolarmente in campo.

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