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Martedì 24 Ottobre 2017 | 07:58

Tennis, evviva il made in Puglia Calabrese: «Occhio alla Zerulo»

Non solo Flavia Pennetta e Roberta Vinci, ovvero due tenniste nell’élite mondiale. Ma anche dirigenti ispirati, strutture funzionali, capacità organizzative, circoli all’avanguardia. E poi ancora, idee, ambizioni, passioni, umiltà. Il tennis pugliese è una miscela di tutte queste belle cose. Non a caso ritenuto all’avanguardia nazionale. Perché qui da noi non è una rondine a far primavera
• Martina ha già stregato tutti
• Micunco e l’arte del vincere
Tennis, evviva il made in Puglia Calabrese: «Occhio alla Zerulo»
di ANTONELLO RAIMONDO

Non solo Flavia Pennetta e Roberta Vinci, ovvero due tenniste nell’élite mondiale. Ma anche dirigenti ispirati, strutture funzionali, capacità organizzative, circoli all’avanguardia. E poi ancora, idee, ambizioni, passioni, umiltà.

Il tennis pugliese è una miscela di tutte queste belle cose. Non a caso ritenuto all’avanguardia nazionale. Perché qui da noi non è una rondine a far primavera. Qui non ci si accontenta, si guarda sempre avanti. Con l’obiettivo di migliorare, aggiornarsi, crescere. Flavia e Roberta sono il nostro orgoglio ma la Puglia va già oltre la loro bravura. Cullarsi sarebbe l’errore più grave. Ma non fa parte della nostra mentalità. Non saremmo la Puglia...

Donato Calabrese è l’uomo che, con grande tenacia, cerca di tenere insieme tutte le anime. Lui è il garante del progetto Puglia. Lui che del «palazzo» conosce anche gli angoli più nascosti per averlo vissuto lungo un ventennio proficuo sotto tutti i punti di vista.

Presidente, parliamo del 2008 pugliese?

«Direi ottimo. Sia a livello individuale che di squadre».

Chi c’è dietro Pennetta e Vinci?

«Piano con la fantasia, presto per avventurarsi in discorsi di questo tipo. Detto questo, Martina Zerulo gioca benissimo a tennis. E, soprattutto, conosce già l’arte del vincere. È già nazionale under 12 e si fa rispettare anche nei tornei internazionali».

E tra i maschietti?

«Ci sono bei tipini. Penso ad Andrea Pellegrino e Marco Micunco. Il primo è stato finalista alla “Lamberteghi”, il secondo campione regionale».

Altri nomi in rampa di lancio?

«Gianmarco Micolani è nel giro della nazionale under 18, Marta Tagliente ha ottenuto il pass per i campionati italiani. E ancora, Lorenza Stefanelli, protagonista di un’annata meravigliosa che si è meritatamente tinta di azzurro. Poi mi vengono in mente Monticelli, Monterisi, Serjani, Battista, Ostuni, Perrone, Tagliente, Giangrande, Giannini, Bavia, Costa, Frisullo e anche altri che sicuramente sfuggono alla mia attenzione».

La Puglia, insomma, c’è.

«Ci siamo, eccome. Si è creata un’ottima sinergia tra il nostro Centro tecnico regionale e i circoli».

Il maestro Dell’Edera gongola...

«E ne ha ben donde. Su di lui abbiamo puntato a occhi chiusi. È stato bravo a creare un progetto e a costruire una squadra di qualità. Accanto a lui ci sono tecnici di primissimo ordine».

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