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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 11:11

A Mottola è marcia reale con Calabrese e Palmisano

Antonella Palmisano e Anna Clemente. Poi, nel caso non bastassero loro, ecco Michele Palmisamo, Giovanni Renò, Giovanni Serra. Benvenuti a cavallo tra Jonio e Adriatico, nella capitale del «punta e tacco», il passo chiave della specialità. Un titolo conquistato a suon di successi. Prestigiosi. Come dimostrano le vittorie ottenute dai ragazzi della Don Milani, la società di atletica leggera, vera e propria fucina
A Mottola è marcia reale con Calabrese e Palmisano
MOTTOLA - Antonella Palmisano e Anna Clemente. Poi, nel caso non bastassero loro, ecco Michele Palmisamo, Giovanni Renò, Giovanni Serra. Benvenuti a Mottola, a cavallo tra Jonio e Adriatico, capitale del «punta e tacco», il passo chiave della marcia. Un titolo conquistato a suon di successi. Prestigiosi. Come dimostrano le vittorie ottenute dai ragazzi della Don Milani, la società di atletica leggera, vera e propria fucina di campioni.

Antonella Palmisano è la star. Agli europei juniores ha centrato un argento foriero di altri allori. La ragazza andrà lontano, giurano i tecnici. E c’è già profumo di Olimpiadi. Londra 2012? Vedremo.

I maghi della sfera di vetro prevedono un futuro roseo anche per Anna Clemente, la «distruggi record», una specie di macchina da guerra in grado di triturare primati come se fossero noccioline. Il 14'14"03 sui tre chilometri con 5 secondi in meno (in marcia rappresentano una piccola eternità) sul limite che le apparteneva, ha il sapore dell’evento storico. Lei, Anna la terribile, preferisce marciare contro il tempo. Si piazza in testa e va. Lontano. Dove la portano «punta e tacco».

Michele è il fratello di Antonella. Agli ultimi campionati italiani ha tagliato il targuardo con le braccia alzate. Medaglia d’oro. Consegnata da chi? Ma dalla sorella superstar. Poi, tutti insieme a farsi tografare con Alex Schwarz, il divo e campione olimpico, di questa disciplina tutta sudore e fatica. Il cielo sopra Mottola è azzurro. Qui guarda con interesse la Federazione di atletica leggera, dopo le cocenti delusioni mondiali. Nel ruolo di cacciatore di talenti c’è Tommaso Gentile, tecnico sopraffino. Una specie di mago pronto ad estrarre dal cilindro ogni volta un campione diverso. La marcia è una specialità difficile, non s’inventa. Il segreto per diventare grandi è tutto qui: allenarsi, allenarsi, allenarsi.

[g. camp.]

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