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Martedì 17 Ottobre 2017 | 22:52

Taranto, D’Addario urla ma nessuna epurazione

Epurazione evitata. Sia pure all’ultimo secondo. Il presidente è piombato ieri pomeriggio negli spogliatoi con rabbia e determinazione. Non aveva digerito la sconfitta di Portogruaro in Prima Divisione di calcio. Ha voluto un faccia a faccia con l’intera rosa. In tasca aveva una lista di giocatori (7) da accantonare. Per una mezzora abbondante sono volate parole dure. Rimproveri secchi. Contestazioni precise
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Taranto, D’Addario urla ma nessuna epurazione
di Giuseppe Dimito

TARANTO - Epurazione evitata. Sia pure all’ultimo secondo. Il presidente D’Addario è piombato ieri pomeriggio negli spogliatoi con rabbia e determinazione. Non aveva digerito la sconfitta di Portogruaro. Ha voluto un faccia a faccia con l’intera rosa. In tasca aveva una lista di giocatori (7) da accantonare. Per una mezzora abbondante sono volate parole dure. Rimproveri secchi. Contestazioni precise. «Erano diversi gli interessati al mio provvedimento iniziale - ha ammesso nella successiva conferenza stampa - ed ero disposto a concretizzare la linea dura che mi ero imposto di mettere in atto». Ma non l’ha fatto riponendo il foglietto in tasca. Cosa gli ha fatto cambiare idea? Risponde con toni secchi: «I giocatori hanno compreso fino in fondo il mio sfogo, la mia rabbia. Hanno ammesso i loro errori promettendomi di mutare condotta. Mi hanno confessato che il loro disagio non è dovuto alla poca volontà di far bene, ma alla mancanza di amalgama di cui stanno soffrendo. Giocano, infatti, da solo tre mesi nella stessa rosa. Pescara e Verona, tanto per citare le due squadre che sono accreditate della vittoria finale in questo campionato, giocano insieme da due anni. I miei ragazzi hanno, dunque, bisogno di tempo per conoscersi. Non stiamo loro troppo addosso. Chiediamo la comprensione di tutti. Sono rimasto fortemente impressionato dal loro comportamento, dalle loro parole. Ho capito che di fronte avevo degli uomini, non dei calciatori pagati per offrire le proprie prestazioni. Lo confesso: mi sono commosso. Ed ho compiuto ben due passi indietro dopo, peraltro, aver acquisito il desiderio di tutti, nessuno escluso, di non andar via da Taranto».

Dalla prossima gara esterna di Lanciano, in programma domenica prossima, dunque, si riparte da zero. E si andrà avanti così fino a giugno prossimo perché, nel calcio, non si possono dare delle scadenze. Puntualizza il presidente: «Confermo che non prenderò alcun direttore sportivo e che non ci saranno movimenti al prossimo mercato di gennaio. La squadra è valida e ritengo che sia in grado di raggiungere la serie B». Intanto oggi la rosa, che conta già 27 elementi, si arricchirà di altre 4 unità. Sono i baby che si sono uniti alla prima squadra per la gara di Portogruaro: Gori, Lisi, De Cesare e Sanna. Il poker di giovani firmerà un contratto quadriennale con il club rossoblù. «Rosa ampia? Vuol dire che siamo ricchi» ha chiosato D’Addario, aggiungendo «lo ha certificato recentemente anche la Covisoc».

Alla conferenza-stampa era presente anche mister Brucato: «Pescara e Verona sono formazioni più logiche. A noi manca qualcosa: un terminale offensivo, qualcuno che dia maggiore fluidità alla manovra. Per questi motivi facciamo fatica a rendere la manovra ben ariosa e a concretizzare i nostri attacchi».

Ieri ripresa. Mancavano Innocenti (sta curandosi a Cesenatico), Quadri (febbre) e Nocentini (ha perso l’aereo). Oggi e domani, doppia. Giovedì amichevole a Massafra.

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