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Lunedì 25 Settembre 2017 | 01:05

I tifosi lanciano l'avviso «Il Gallipoli non si tocca!»

C’è aria pesante. Non è piaciuta, agli ultras gallipolini, la sortita del patron D’Odorico sul Salento Football Club, la squadra unica del Basso Salento da fondare attraverso la fusione con altri club locali. Duecento tifosi, piuttosto arrabbiati, ieri sera hanno raggiunto il quartier generale della società: volevano parlare del progetto col presidente e con l’avvocato Luisi, suo braccio destro, ma entrambi erano fuori sede
I tifosi lanciano l'avviso «Il Gallipoli non si tocca!»
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - C’è aria pesante a Gallipoli e sembrerebbe un controsenso, visto l’ottimo momento della squadra. Non è piaciuta, agli ultras gallipolini, la sortita di Daniele D’Odorico sul Salento Football Club, la squadra unica del Basso Salento da fondare attraverso la fusione con altri club locali.

Duecento tifosi, piuttosto arrabbiati, ieri sera hanno raggiunto il Gallipoli Resort, quartier generale della società: volevano parlare del progetto col presidente del Gallipoli e con l’avvocato Nicola Luisi, suo braccio destro, ma entrambi erano fuori sede. Saltato il confronto, la Curva Sud ha scelto la via di un infuocato comunicato per rispondere alla proposta dell’imprenditore friulano (che martedì ha incontrato Ivan De Masi, sindaco di Casarano e presidente della Virtus Casarano). Per i tifosi giallorossa è stata l’occasione per replicare alle lamentele «nei nostri confronti e di tutto quanto ruoti intorno al Gallipoli». Parole pesanti: «Non resteremo impassibili verso chi vuole togliere al Gallipoli Calcio l'unica cosa che è rimasta di gallipolino, ossia il nome». Il comunicato del presidente è definito «delirante»: «Siamo orgogliosi di essere salentini, ma la nostra squadra si chiama Gallipoli e nessuno ce la toglierà. Chi investe nel calcio senza tener conto dei sentimenti della gente, non ha capito niente. La riconoscenza non dura in eterno: il Gallipoli non si tocca».

Nemmeno il tempo di godersi la seconda vittoria consecutiva, primo storico filotto in serie B, che l’ambiente gallipolino deve far fronte alla prima vera crisi di rapporto tra società e tifoseria: meglio arrivare subito ad un chiarimento tra le parti, che non può non passare da un dietrofront su questo progetto, altrimenti a farne le spese sarà solo una squadra che sta stupendo l’Italia.

Anche dal punto di vista tecnico, la situazione non è delle migliori. Giannini è in emergenza: la difesa titolare è completamente fuori uso ed ora sorgono problemi anche a centrocampo: la strada che porta all’importante sfida contro il Mantova è in salita, per fortuna il morale del gruppo è a mille.

Dietro, oltre alle già pesanti assenze di Franchini e Abbate (il cui utilizzo al momento appare difficile, mascherina compresa), Giannini deve fronteggiare anche l’assenza di Grandoni, ingiustamente ammonito dall’arbitro Calvarese mentre cercava di pacificare gli animi: il giudice sportivo ha bloccato il difensore per un turno e privato in questo modo l’allenatore del Gallipoli di tutti i titolari della retroguardia. Il «Principe» cercherà alcune alternative a partire da oggi pomeriggio (amichevole contro la Primavera di De Pasquale, ore 15.30 al «Bianco»). Qualche problema, ma bisogna attendere oggi per la verifica, a centrocampo: ieri alla fine dell’allenamento mattutino si è bloccato Alex Pederzoli, per un guaio muscolare sopra il ginocchio destro.

Nel frattempo Giannini commenta con favore le prestazioni offerte a Cittadella da Daino, Pallante e Sosa: «Daniele si è mosso bene, Pablo deve prendere fiducia. Ho visto in palla anche Sosa, anche se deve contenere la sua esuberanza: in quel ruolo deve essere più tattico».

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