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Taranto, calma e gesso Non è tutto da buttare

Sconfitta sul campo (1-0 a Portogruaro nella Prima Divisione di calcio), beffa nel viaggio di ritorno (avvenuto in pullman e non in vagone letto come previsto). Proprio una domenica nera.  Una ventina di supporters rossoblù si sono recati alla stazione di Portogruaro per salire sul treno che avrebbe dovuto riportarli a casa. Ai controlli della Polfer, alcuni di essi erano privi di biglietto. Ci sono stati momenti di tensione
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Taranto, calma e gesso Non è tutto da buttare
di Giuseppe Dimito

TARANTO - Sconfitta sul campo (1-0 a Portogruaro), beffa nel viaggio di ritorno a Taranto (avvenuto in pullman e non in vagone letto come previsto). E’ stata proprio una domenica nera per il Taranto. Il dopo-gara va chiarito. Alcuni supporters rossoblù (circa una ventina) si sono recati alla stazione di Portogruaro per salire sul treno che avrebbe dovuto riportarli in riva allo Jonio. Ai controlli della Polfer, alcuni di essi erano privi di biglietto. Ci sono stati momenti di tensione. 

Intanto alla stazione di San Donà di Piave, distante pochi chilometri da Portogruaro c’era il Taranto ad attendere lo stesso treno. Il locale capostazione ha informato i dirigenti rossoblù che il convoglio portava un’ora di ritardo (fisiologico) e che, a suo parere, sarebbe stato più conveniente prendere un bus privato per raggiungere Taranto, evitando così qualsiasi contatto con i tifosi amareggiati per la sconfitta. Mugugni e proteste non sono mancate da parte di alcuni giocatori rossoblù ma alla fine la comitiva è salita sul pullman alle 23 circa di domenica sera ed ha raggiunto la città bimare intorno alle 11 di ieri mattina. Un’odissea. Per quanto riguarda i tifosi rossoblù, la pratica è stata girata, per competenza, alla Digos di Venezia. Quest’ultima invierà una copia alla Questura tarantina ed un’altra all’Osservatorio. Nelle prossime ore se ne saprà di più.

La prima sconfitta della gestione Brucato merita qualche considerazione. Intanto va subito detto che il Taranto è ritornato nuovamente fuori dalla zona playoff, fallendo il sorpasso allo stesso Portogruaro e non approfittando delle concomitanti sconfitte di Ravenna e Cosenza. Nel primo tempo, effettivamente, la squadra non è dispiaciuta. C’è stata un’idea condivisibile del gioco e la manovra è stata spesso ariosa. Una volta incassata l’evitabile rete, la squadra si è però disunita per cui, nonostante i cambi effettuati dal trainer jonico, non ha trovato la forza per effettuare la rimonta. Le note negative portano alla poca velocità nelle manovre offensive, specialmente, nel primo tempo. Sotto rete nessuno ha saputo finalizzare i cross giunti dalla trequarti (meglio sarebbe farli da fondo campo). Il più pericoloso è stato Russo.

Da oggi bisognerà pensare alla prossima trasferta di Lanciano che ha soltanto due punti in meno dei rossoblù, ma che dista tre sole lunghezze dai playout. Per Migliaccio e soci l’imperativo è d’obbligo: occorrerà recuperare in Abruzzo ciò che si è perso in Veneto. Da verificare la febbre di Quadri. Innocenti avrà una settimana in più di preparazione. Magallanes, Spinelli e Nocentini dovrebbero aver recuperato. Qualcosa va rivista nei tre reparti.

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