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Barreto è orgoglioso «Venga pure la punta»

In questi giorni si è tornati a parlare con una certa insistenza della necessità che i biancorossi (serie A di calio), a gennaio, si dotino di un attaccante dal gol facile. Il brasiliano non ci pensa su due volte e, con decisione, lancia messaggi chiarissimi. «Ben venga qualcuno in grado di darci una mano, ma a patto che faccia lo stesso lavoro che facciamo io e Meggiorini»
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Barreto è orgoglioso «Venga pure la punta»
di Antonello Raimondo 

BARI -  Due gol dopo dodici giornate di campionato non sono il massimo della vita per qualsiasi calciatore che si dichiari bomber di professione. Non lo sono, quindi, per Paulo Vitor Barreto, che non sarà un attaccante nel senso classico del termine ma che con il gol ha sempre avuto un feeling particolare. Come testimonia, ad esempio, lo scorso campionato di serie B dove, per certi versi, a volte segnare può addirittura risultare più difficile.

Però crediamo che a Barreto vadano concesse le... attenuanti del caso. Innanzitutto i problemi muscolari, una costante nella sua pur breve carriera. Sin dal ritiro di Ridanna il brasiliano ha dovuto segnare il passo saltando la parte più importante della preparazione e finendo col perdere le prime tre giornate di campionato. Un attaccante come lui, tutti scatti e progressioni, non può permettersi il lusso di non essere a posto sul piano fisico e, quindi, atletico. L’anno scorso andò più o meno nella stessa maniera. Un avvio frenato, poi una crescita esponenziale fino al trionfo di maggio.

Barreto non ha dato finora quello che può e sa, a prescindere dalla questione realizazativa. Da lui ci si aspetta di più nello sviluppo della manovra offensiva. Cio non toglie, però, che sarebbe ugualmente ingeneroso «bocciarlo». Soprattutto perché è interesse di tutti che Vitor torni al massimo e trascini il Bari con le sue giocate da calciatore di talento. Insomma, non carichiamolo di eccessive responsabilita ma, più semplicemente, aspettiamo la sua esplosione con serenità e fiducia.

In questi giorni si è tornati a parlare con una certa insistenza della necessità che il Bari, a gennaio, si doti di una punta dal gol facile. Barreto non ci pensa su due volte e, con decisione, lancia messaggi chiarissimi. «Ben venga qualcuno in grado di darci una mano, ma a patto che faccia lo stesso lavoro che facciamo io e Meggiorini», l’orgogliosa reazione del brasileiro. Che, poi, tutti i torti non ha. Perché se è vero che, fatti alla mano, il Bari le uniche lacune le ha mostrate in fase realizzativa non sarebbe onesto sottacere il prezioso lavoro difensivo a cui tutti gli attaccanti si stanno sottoponendo consentendo alla squadra di mantenere inalterati i perfetti equilibri tattici che nascono, a Cesare quel che è di Cesare, dalla maniacale puntigliosità di Gianpiero Ventura, che molti scoprono oggi ma che da una vita riesce costantemente a dare un marchio alle sue squadre.

«Non sono preoccupato pensando che stanno mancando i gol degli attaccanti - dice ancora Barreto - è un momento che gira così ma sono convinto che presto torneremo a fare gol. Personalmente non sono molto contento dei due gol segnati, mi aspettavo un bottino migliore ma non voglio accampare attenuanti per via di una condizione atletica non ottimale. Poi se le occasioni continueranno a capitare tutte ad Alvarez... scherzi a parte, Edgar è bravo a crearsele».

Chiusura dedicata alla Roma: «È una grande squadra, però a noi piace giocare questo tipo di partite visto che ci esaltiamo. Vorrei chiudere l’andata a 27 punti. Se dovessimo avere un rigore? Lo calcerei senza tentennamenti».

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