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Gallipoli corsaro 1-2 a Cittadella

Nella quattordicesima giornata della serie B di calcio, la squadra di Giannini vince in Veneto. In vantaggio con un rigore di Ginestra al 14', i salentini si fanno rimontare da Curiale al 39', sempre dagli undici metri. Il gol del successo arriva nel recupero del primo tempo (48') con Ginestra 
• I risultati: vince il Crotone a Modena
• La classifica: salentini a 18 punti
• I cannonieri: Ginestra a quota tre
• Il prossimo turno: Gallipoli-Mantova
Gallipoli corsaro 1-2 a Cittadella
CITTADELLA-GALLIPOLI 1-2 (1-2 già nel primo tempo)

CITTADELLA (4-4-2): Villanova 6; Manucci 6, Gorini 5, Battaglia 5, Marchesan 6; Oliveira 6.5 (30'st Bellazzini sv), Castiglia 5 (1'st Musso 5.5), Carteri 6, Pettinari 5; Curiale 6 (11'st Ardemagni 5), Iunco 5. In panchina: Pierobon, De Gasperi, Pisani, Volpe. Allenatore: Foscarini 5.5.
GALLIPOLI (5-3-2): Sciarrone 6; Daino 6.5, Sosa 6, Grandoni 6, Pallante 6, Scaglia 6.5; Mancini 6 (13'st Moro 6), Pederzoli 7, D’Aversa 6 (5'st Mounard 6); Ginestra 7 (49'st Viana sv), Di Carmine 6.5. In panchina: Garavano, Di Gennaro, Pianu, Depetris. Allenatore: Giannini 7.
ARBITRO: Calvarese di Teramo 5 
RETI: 14'pt Ginestra (rigore), 38'pt Curiale, 48'pt Ginestra 
NOTE: giornata nuvolosa, terreno in buone condizioni. Spettatori: paganti 838, incasso 5.362; abbonati 1.718, quota abbonati 6.658. Ammoniti: Gorini, Castiglia, Moro, Carteri, Ardemagni, Grandoni. Angoli: 7-2 per il Gallipoli. Recuperi: 3'; 4'. 

CITTADELLA- «Città d’arte», recita un cartello all’ingresso del piccolo paese in provincia di Padova. Ed è proprio qui, in questo angolo di Veneto, che il Gallipoli mette a segno il suo secondo capolavoro lontano dal Salento. Due magie di Ciro Ginestra e una prestazione senza sbavature di tutta la squadra, aggiungono altri 3 punti alla classifica e mandano al tappeto il Cittadella, una rivale per la lotta a non retrocedere.

I padroni di casa hanno protestato a lungo contro l’arbitraggio di Calvarese, il quale ha decretato due rigori (uno per parte) e distribuito ben 7 cartellini gialli, eppure la vittoria del Gallipoli è meritatissima, frutto di una mentalità che consente alla squadra di imporre sempre il proprio gioco e di attaccare anche quando non dovrebbe; oltre ad una difesa granitica che nel secondo tempo ha alzato un muro insuperabile.

Giannini e Foscarini hanno problemi identici, dato che sono costretti e rinunciare a pedine importanti in difesa: Abbate e Franchini da una parte, Cherubin, Pesoli e Tedoldi dall’altra. Assenze pesanti, che non condizionano le scelte dei due tecnici: 3-5-2 per il Gallipoli, 4-4-2 per il Cittadella. I veneti prediligono le fasce ma Oliveira a destra e Pettinari a sinistra spingono con il freno a mano tirato, merito anche del possesso palla dei giallorossi che a centrocampo comandano le danze con una ragnatela fitta di passaggi corti. Pederzoli è il metronomo del centrocampo, Daino e Scaglia sono le frecce esterne.

Se non fosse per l’illuminazione artificiale lo stadio Tombolato sarebbe al buio a causa del cielo grigio, un colore che domina i primi 10 minuti della partita: falli, passaggi sbagliati e nessun tiro in porta. A rompere il ghiaccio ci pensa l’arbitro Calvarese di Teramo che al 13’ concede un rigore ai salentini per una trattenuta in area di rigore di Carteri ai danni di Pallante. La decisione infiamma gli animi del pubblico di casa, ma è giusta. Sul dischetto si presenta Ginestra: palla a destra e portiere a sinistra. Il gol ha effetti lubrificanti sulla manovra del Gallipoli: a centrocampo la squadra di Giannini ha il possesso palla e detta i ritmi di gioco. Il Cittadella, invece, vive di sfuriate casuali. Al 15’Sciarrone è miracoloso su un preciso colpo di testa di Curiale (la palla era diretta all’angolino); al 19’ un cross di Daino è deviato al volo da Di Carmine ma Villanova salva in angolo. Al 25’ un missile terra-aria di Ginestra costringe il portiere veneto ad un’altra deviazione in angolo. Tre minuti dopo Castiglia scavalca Grandoni e soci con un preciso pallonetto, il brindisino Iunco calcia al volo ma sfiora il palo. È l’«avviso» del gol: al 29’ Oliveira si invola palla al piede verso la porta di Sciarrone, entra in area ma viene falciato da Sosa: è rigore. Curiale dal dischetto ristabilisce la parità (1-1) con un tiro forte e centrale.

Fine del primo tempo? Neanche a dirlo, perché ad una manciata di secondi dalla fine Scaglia calcia l’ennesimo calcio d’angolo dalla sinistra che Ginestra, ancora lui, manda alle spalle del portiere con una magia di sinistro, proprio sotto la curva dei tifosi gallipolini. È una festa.

Una festa che Giannini alimenta anche nella ripresa, inserendo Mounard e Moro, cioè qualità e muscoli a centrocampo. Il risultato? Partita anestetizzata per 45 minuti. Il Cittadella spinge sull’acceleratore ma gli manca la dovuta lucidità. Se si escludono un tiro di Di Carmine salvato sulla linea di porta da Gorini (4’), un rasoterra velenoso di Ginestra che sfiora il palo (17’), una punizione da 30 metri di Manucci parata da Sciarrone (20’), un tiro centrale di Pettinari da buona posizione (32’) e una punizione alta di Scaglia (41’), il secondo tempo non offre molto altro. Il resto è un mix di calci e proteste che innervosiscono il Cittadella e irrobustiscono il Gallipoli fino al triplice fischio finale.

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