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Doping - Ciclismo e atletica nella bufera

Perquisizioni in undici regioni per smantellare un'associazione per delinquere finalizzata al commercio di farmaci e sostanze dopanti. Irruzione al Giro d'Italia e alla Federciclismo. Tra i 138 indagati vi sono 18 atleti professionisti. L'inchiesta coinvolge anche l'iridato di salto con l'asta Gibilisco • Le accuse
ROMA - Dalle prime ore di questa mattina i carabinieri del Nas di Firenze hanno dato esecuzione a 138 decreti di perquisizioni personali e domiciliari emessi dalla Procura della Repubblica di Roma nei confronti di un'associazione per delinquere finalizzata al commercio sul territorio nazionale di farmaci e sostanze ad azione dopante, idonee ad alterare le prestazioni agonistiche di atleti. L'accusa è di importazione clandestina da paesi esteri e ricettazione di specialità medicinali provenienti da strutture sanitarie pubbliche. Alcuni provvedimenti vengono eseguiti presso alberghi ospitanti alcuni ciclisti professionisti partecipanti al Giro d'Italia, che oggi osserva un turno di riposo. Ai provvedimenti sono interessate complessivamente 28 province nel Lazio, Toscana, Abruzzo, Veneto, Trentino Alto-Adige, Marche, Puglia, Liguria, Lombardia, Sicilia e Basilicata.
Tra i 138 indagati vi sono 15 ciclisti professionisti e 77 dilettanti. Con loro altri sette atleti di varie specialità (tra cui l'atletica leggera), tre dei quali professionisti. Sul registro degli indagati della procura di Roma sono stati iscritti anche i nomi di nove infermieri che lavorano presso ospedali e strutture pubbliche di cui fanno parte fisioterapisti e massaggiatori di società sportive; due medici, cinque medici farmacisti, nove direttori sportivi di squadre diverse di ciclismo amatoriale, e altre nove persone che hanno avuto ruoli differenti a seconda della singola posizione. Tra le strutture pubbliche perquisite vi sono l'ospedale militare del Celio e il Policlinico a Roma, l'Ospedale Santa Chiara a Pisa (in particolare i reparti di oncologia e ortopedia dove vengono utilizzate le sostanze utili per il doping) e l'Ospedale Civile di Viareggio.
Le perquisizioni al Giro sono scattate nel cuore della notte. I militari dei Nas di Firenze hanno perquisito 8 corridori di sei squadre: Galletti e Scirea della Domina, Sacchi della Fassa Bortolo, Massoleni e Spezialetti della Saeco, Marzoli della Acqua e sapone, Muraglia della Formaggi Pinzolo, e Simone Masciarelli della Vini Caldirola. Nell'albergo della maglia rosa, Damiano Cunego, che corre per la Saeco, i militari si sono presentati alle 4:30 e se ne sono andati alle 7:30, senza aver sequestrato nulla, come riferito dal medico della squadra.
In effetti, nessun sequestro di materiali o sostanze dopanti è stato fatto per le otto perquisizioni effettuate al Giro d'Italia. Si è appreso che i due corridori della Domina Vacanze, Galletti e Scirea, hanno fatto la verbalizzazione della perquisizione nella caserma dei carabinieri e non in albergo come è avvenuto per tutti gli altri ciclisti, solo per l'impossibilità materiale di stilare il verbale nell'albergo della squadra.
L'operazione è nata sulla base dell'inchiesta condotta dal Pm di Roma, Paolo Ferraro, inchiesta partita da un presunto traffico di Epo e Nesp nel mondo amatoriale. Il legame tra gli 8 corridori perquisiti al Giro sarebbe il dottor Santuccione, noto preparatore, tra i principali indagati dell'inchiesta. La perquisizione, secondo quanto riferito dal medico della Saeco, ha riguardato personalmente solo due corridori. I militari si sono presentati all'hotel Andreas Hofer di Brunico alle 4:30 ed hanno chiesto di Mazzoleni ed Alessandro Spezialetti. E' stato svegliato anche il team manager della squadra, Claudio Corti. «Ma io mi sono svegliato alle 8», ha riferito il direttore sportivo Beppe Martinelli. La maglia rosa Damiano Cunego ed il suo capitano Gilberto Simoni non hanno avuto percezione del blitz fino al mattino.
Uomini dei carabinieri del Nas e della guardia di finanza stanno perquisendo anche la sede della Federciclismo nella curva nord dello stadio Olimpico di Roma.

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