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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 18:29

Come dare quattro calci ai pregiudizi il razzismo non abita a Casarano

Una giornata di sport davvero particolare quella che si è vissuta allo stadio «Capozza» dove si è disputata una gara amichevole fra la squadra di casa (serie D) e il Gra Panareo del Campus di Lecce. Il presidente De Masi: «La Virtus, dal momento della sua costituzione, non ha mai lesinato energie e per favorire la solidarietà. Il calcio è veicolo straordinario per promuovere un progetto concreto come questo»
Come dare quattro calci ai pregiudizi il razzismo non abita a Casarano
di Oronzo Russo

CASARANO - Una giornata di sport davvero particolare quella che si è vissuta ieri pomeriggio allo stadio «Capozza» dove si è disputata una gara amichevole fra il Casarano e il Gra Panareo del Campus di Lecce.

«Il calcio inteso anche come veicolo straordinario per promuovere e sostenere un progetto concreto di solidarietà – ha detto il presidente Ivan De Masi - si basa su questo inderogabile principio l’interesse di “fare calcio” della Virtus Casarano che, dal momento della sua costituzione, non ha mai lesinato energie e per favorire la solidarietà».

Come dire «un sodalizio sportivo impegnato concretamente a dare il proprio contributo alla cultura della solidarietà, intesa come scambio, partecipazione e, soprattutto, coinvolgimento diretto degli sportivi, spesso protagonisti assoluti della realizzazione degli obiettivi».

Dall'altra parte un popolo, quello dei rom, spesso, a torto, dipinto a tinte fosche, da cui l'emarginazione e peggio ancora la ghettizzazione. Come fare? Da qui l'impegno del Casarano per un processo di interazione.

La squadra dei giovani Rom è allenata da Marco Sansò ed ha come responsabili l’assistente sociale specialista Maria Angela Zecca e il professor Salvatore Conte.

«Va vinta la battaglia contro la discriminazione ed il razzismo – ha detto Maria Angela Zecca – il vero motivo che induce la gente a non fidarsi di queste persone è la non conoscenza del loro mondo. Se li si conoscesse si comprenderebbe subito che sono un popolo di pace. Nel loro credo c'è al primo posto la pace. E come in tutte le famiglie c'è anche la pecora nera. Li frequento da molto tempo e vi garantisco che sono capaci di azioni di solidarietà senza pari. Abbiamo allestito questa squadra proprio per l'immagine e stiamo riscontrando grandi ritorni. Nei tornei di calcio organizzati dal competente Ministero questa squadra è arrivata seconda».

Interviene l'allenatore Marco Sansò che presta il suo lavoro gratuitamente: «Ci sono energie di buon livello – dice – ma capirete che l'indigenza nella quale si è obbligati a lavorare non esprime tutte le loro potenzialità. Bello il gesto del presidente De Masi che ha regalato un paio di scarpe da calcio ad ognuno. Ho visto visi radiosi. Per la prima volta un gesto di bontà che avvicina all'interazione. Faccio con loro l'allenatore da dieci anni e vi garantisco che sono degli uomini di grande valenza. Conosciamoli meglio, sanno dare molto anche loro. Il risultato? Non credo che abbia alcun valore. Il Casarano è una grande squadra che ha accettato di giocare con noi superando la diffidenza ed i pregiudizi. Questa è vera nobiltà».

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