Cerca

Vives: «Lecce, era solo un problema di testa»

Il primo posto è frutto dell’equilibrio mentale e del giusto clima di tensione che si respira nella squadra salentina, lanciata verso il massimo obiettivo nella serie B di calcio. Lo sostiene il centrocampista, uno dei «reduci» della squadra scesa dalla A. «Che dovessimo avere un iniziale periodo di difficoltà era preventivabile. Poi, quando si viene da una retrocessione, è inevitabile il contraccolpo a livello psicologico»
• Gli arbitri del 14° turno di serie B
Vives: «Lecce, era solo un problema di testa»
di Massimo Barbano

CALIMERA - Il primo posto in classifica è frutto della «testa». L’equilibrio mentale e il giusto clima di tensione che si respira sono alla base dell’exploit del Lecce ormai lanciato verso il massimo obiettivo. Lo sostiene Giuseppe Vives, che è uno dei «reduci» della squadra scesa dalla serie A.

«Che dovessimo avere un iniziale periodo di difficoltà lo avevamo preventivato - sostiene il centrocampista giallorosso - intanto per via dell’estate in cui c’erano giocatori che dovevano andare via e altri che dovevano ancora arrivare. Tutto questo rendeva difficile la concentrazione. Poi, quando si viene da una retrocessione, è inevitabile il contraccolpo a livello psicologico. Bisogna ricostruire tanti equilibri. La prima cosa, in queste situazioni, è ritrovare la tranquillità a livello mentale. Le stesse difficoltà sono capitate alla Reggina ed in parte al Torino».

Tuttavia, al contrario delle altre due retrocesse, la crisi del Lecce si è risolta nel giro di poche settimane e, anzi, è seguito il brillante exploit. «Siamo stati molto concentrati per ritrovare gli equilibri giusti insieme al mister - prosegue Vives - e lo abbiamo fatto immergendoci nel lavoro. Abbiamo lavorato duro, con umiltà, adesso stiamo raccogliendo i risultati».

La scossa a livello mentale è arrivata con il poker di vittorie interne consecutive, ma forse anche prima. «Quelle quattro vittorie ci hanno dato la spinta definitiva - prosegue il centrocampista autore di una rete quest’anno contro l’Empoli - ma già la partita contro il Mantova era stato un segnale importante. Non giocammo benissimo in quella partita, ma riuscimmo a vincerla con il carattere dopo essere andati in svantaggio. In un certo senso fu l’inizio della svolta, perché quando vinci partite così acquisti fiducia nei propri mezzi e sale l’entusiasmo».

Poi, queste rimonte si sono ripetute con la Reggina e da ultimo a Torino. «Il pareggio ottenuto a Torino negli ultimi tre minuti la dice lunga sulla capacità di reazione da parte della squadra, ma soprattutto del fatto che questa è una squadra che non molla mai, neanche quando sembra tutto perduto come negli ultimi minuti di Torino».

Ed ora l’obiettivo della promozione non è più un miraggio, ma diventa concreto anche alla luce dell’andamento di questo strano campionato. «Quest’anno si è ormai visto che non ci sono squadre che ammazzeranno il campionato - prosegue - chi ha più voglia di vincere alla fine riesce a fare risultato. Questo ci conforta, perché significa che se restiamo così concentrati possiamo fare delle cose importanti».

Determinante al proposito è la forza del gruppo. «Forza del gruppo - prosegue Vives - significa non solo degli undici che vanno in campo, ma soprattutto degli altri. Questo è un gruppo eccezionale, perché anche quelli che sanno di dover restare in panchina o addirittura fuori si allenano come se dovessero giocare. Ed è un forza che trasmettono anche a chi dovrà andare in campo. È uno stimolo in più, perché, se chi deve giocare vede che gli altri si allenano così e così, allora è portato a fare le partitine e a non impegnarsi al massimo. Questo nel Lecce non avviene, perché si è formato un gruppo eccezionale».

Ed ora il Lecce può allungare ancora se domenica sera riesce a battere il Padova. «Dobbiamo mantenere l’umiltà senza farci illusioni - dice il centrocampista - sappiamo che il Padova è un’ottima squadra. Ha vinto il campionato di serie C e poi i numeri di quest’anno dicono che ha perduto solo una volta. Sarà importante anche in questo caso l’atteggiamento mentale. Riusciremo a vincere la partita soltanto se entriamo con la mentalità che niente viene per caso, senza sforzo».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400