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Trap convinto: «La forma degli azzurri migliorerà»

Prima conferenza stampa a Coverciano nel ritiro dell'Italia che sta preparando gli Europei in Portogallo. Il ct: «Del Piero è in crescita così come Cassano. Negli ultimi giorni, poi, ho ricevuto buonissime notizie da Cannavaro, che sta superando le infiammazioni che lo hanno tartassato negli ultimi tempi»
FIRENZE - Toni soft, misurati quelli del Trap che ai suoi fianchi, nella prima conferenza stampa del ritiro di Coverciano, ha Giancarlo Abete, presidente del club Italia ed Innocenzo Mazzini,capodelegazione della truppa azzurra in Portogallo. Il Trap ha inaugurato il ritiro di Coverciano con una conferenza stampa caratterizzata da pochi slanci ed acuti. «Non mi preoccupa - il suo esordio - la condizione generale, anche perché abbiamo tempo per recuperare. Abbiamo instaurato la massima collaborazione con i club, ed abbiamo ricevuto tutte le informazioni possibili sui singoli convocati. Questo si è reso possibile anche in considerazione del fatto che, rispetto a prima, lavoriamo su di un gruppo più variegato. Per quanto riguarda i singoli, Del Piero è in crescita così come Cassano. Negli ultimi giorni, poi, ho ricevuto buonissime notizie da Cannavaro, che sta superando le infiammazioni che lo hanno tartassato negli ultimi tempi. Cambia rispetto al mondiale di Giappone e Corea il modulo anche perché - osserva - il campionato ha suggerito via via uno schema diverso da adottare. Ora mi schiero con un 4-2-3-1 che poi a seconda delle varie situazioni può essere tranquillamente modificato».
Non si parla solo di modulo, ma anche di formazioni ideali e dell'11 tipo che inizierà l'avventura europea (il 14 giugno contro la Danimarca l'esordio azzurro). «Al momento, e lo voglio ribadire, non ho una formazione precisa in testa - ha assicurato il Trap -. Ho a disposizione molteplici soluzioni. In questa ottica si spiega anche la convocazione di Di Vaio rispetto a Gilardino, visto e considerato che il primo giocatore può essere impiegato in diverse posizioni. Gilardino, invece, è soltanto un centrale».
Trapattoni parla anche degli avversari ad iniziare da quelli del girone eliminatorio. «Danimarca e Svezia - considera - fanno parte del gruppo nordico, vale a dire di quelle squadre che privilegiano il collettivo. Noi, invece, siamo latini, con la possibilità di dipendere dai singoli. L'importante è superare il turno, nella migliore posizione possibile. Poi dovremo stare attenti a Germania, Olanda e Repubblica Ceca». Il ct non affronta l'argomento che riguarda il suo futuro sulla panchina azzurra. «Il futuro - ribatte - non mi interessa. Penso all'oggi. Mi interesso di quello che mangio oggi, non certo domani». Arriva anche il momento delle precisazioni. «Ho letto che avrei stilato un decalogo in merito alla disciplina che dovrà regolare gli incontri tra i giocatori ed i familiari - spiega Trapattoni -. Casco dalle nuvole. Non ho mai fatto un decalogo, anche se in Italia questo aspetto interessa più di altri. Le regole in Portogallo saranno sempre le stesse. Dopo le partite i giocatori potranno stare per alcune ore con i familiari, così come si è verificato nelle altre manifestazioni».
Si torna a parlare di calcio giocato e Trapattoni assicura che la difesa non lo preoccupa. «I giocatori che sono qui hanno dimostrato di essere all'altezza. Ho fatto un tentativo con Maldini, ma non ci sono riuscito, rispetto le sue decisioni». L'ultimo pensiero è per Cassano. «I ragazzi sono ragazzi. Con Cassano ho parlato più di una volta e gli ho sempre detto che deve rispettare il gruppo. A 40 anni certe cose non le farà più. A me, comunque, interessa che in campo faccia la differenza».

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