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Calcio - Dramma in Lecce-Bari Giovanissimi

Giuseppe Loliva, 77 anni, di Gioia del colle (Bari), nonno di un giocatore, è morto per infarto dopo che teppisti leccesi, da identificare, hanno aggredito i familiari dei calciatori baresi. Aperta un'inchiesta: l'ipotesi di reato è rissa aggravata, ma anche omicidio colposo e morte conseguente di un altro delitto
CALIMERA (LECCE) - Un'inchiesta sugli incidenti accaduti domenica scorsa nel corso del derby di calcio per il campionato Giovanissimi Lecce-Bari, al quale assisteva Giuseppe Loliva, 77 anni, di Gioia del colle (Bari), morto poi per infarto, è stata avviata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce. Le indagini dei carabinieri sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di turno, Valeria Mignone.
L'attuale ipotesi di reato, a quanto si è appreso, è la rissa aggravata, ma negli ambienti investigativi non si esclude che possano successivamente essere ipotizzati altri reati tra i quali l'omicidio colposo e la morte conseguente di un altro delitto. I militari stanno cercando di identificare i teppisti leccesi che hanno aggredito i familiari dei calciatori baresi e di ricostruire le fasi della vicenda.
Il nonno del giocatore del Bari della squadra Giovanissimi è morto nell'ospedale di Galatina. Vicino a lui teppisti leccesi avevano aggredito uno sparuto gruppo di baresi, perlopiù familiari dei calciatori. La vittima è stato soccorso e trasportato all'ospedale di Galatina dove è stato ricoverato e sottoposto a cure intensive, ma dopo alcune ore è morto.
All'incontro, disputatosi a Calimera, a circa 15 chilometri da Lecce, ha assistito qualche centinaio di spettatori. La partita, sino a pochi minuti dalla fine del primo tempo supplementare, si è svolta regolarmente con la squadra salentina in vantaggio per 1-0, risultato analogo all'andata svoltasi a Bari. Gli animi si sono accesi quando i giocatori baresi sul campo, ed i loro sostenitori sugli spalti, hanno inutilmente invocato la concessione di un calcio di rigore. L'arbitro, invece, è stato di diverso avviso ed ha fatto proseguire la partita.
Le opposte tifoserie erano sulla stessa gradinata non essendo stata prevista una divisione di settori. Tra i due gruppi c'erano anche cinque carabinieri i quali inutilmente hanno cercato che teppisti sostenitori del Lecce aggredissero i baresi. Nelle fasi concitate un militare ha riportato ferite giudicate guaribili in 20 giorni. Loliva, nell'assistere all'aggressione, è stato colto da malore; la partita è stata interrotta per qualche minuto, è stato quindi soccorso dai medici delle due squadre e successivamente ricoverato nell'ospedale Santa Caterina di Galatina. L'incontro è terminato con la vittoria del Lecce ai calci di rigore che si è così classificato per le finali nazionali.

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