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Sabato 21 Ottobre 2017 | 14:19

Giacomazzi: «È un Lecce da A»

Le fortune della squadra tornano ad incrociarsi con il momento di grazia del suo capitano. È stato lui l’uomo decisivo del big match con il Torino: ha consentito ai salentini di riaggiustare una partita nella quale ormai in pochi credevano e di salire in vetta alla serie B di calcio. E l’esultanza è stata grande. Si è è recato sotto il settore dove erano sistemati i tifosi giallorossi ed ha urlato «siamo il Lecce»
Giacomazzi: «È un Lecce da A»
di Massimo Barbano

LECCE - Le fortune del Lecce tornano ad incrociarsi con il momento di grazia del suo capitano Guillermo Giacomazzi. È stato lui l’uomo decisivo del big match con il Torino quando al terzo minuto di recupero ha consentito al Lecce di riaggiustare una partita nella quale ormai in pochi credevano. E l’esultanza è stata grande ed emotivamente intensa. Il capitano del Lecce si è recato sotto il settore dove erano sistemati i tifosi giallorossi ed ha urlato «Siamo il Lecce», una frase che ha tanti contenuti. «Mi è uscita spontaneamente - dice Giacomazzi - una reazione di cuore, di orgoglio, non l’avevo certamente pensato. Ma a scaturirla è stata la gioia di aver segnato al 93’ e, per giunta sotto la curva dei tifosi».

Insomma, non poteva finire così, dopo quel gol al novantesimo in controcorrente con tutto l’andamento di una partita che il Lecce aveva gestito con autorità. «Era una partita che non si poteva perdere - sottolinea il capitano - dopo quel primo tempo nel quale avevamo interpretato la gara alla perfezione. C’è stata una serie infinita di ripartenze con le quali avremmo potuto chiudere la partita. Poi nel secondo tempo, con l’entrata di Leon in campo è cambiato qualcosa ed abbiamo subìto la qualità loro. Ma anche se nel secondo tempo non si è fatto benissimo, la sconfitta sarebbe stata ingiusta».

Sorprendente è stato quell’atteggiamento tattico del Lecce che nel primo tempo ha schierato quasi tre attaccanti davanti. «Dovevamo giocare così al di là di come avrebbero giocato loro. È stata una settimana intensa, già da mercoledì il mister ci ha detto che voleva prepararla così. E l’abbiamo interpetata molto bene, perchè Marilungo e Defendi hanno fatto un grande lavoro e Corvia ci dava il tempo per ripartire».

E il fatto di aver segnato al 93’ dopo aver subito quello che poteva significare la quasi certa sconfitta al 90’, per altro in casa di una squadra come il Torino, è un fatto molto indicativo. «È un segnale di grande carattere - rileva Giacomazzi - già sull’uno a uno la partita era molto intensa, perchè loro volevano vincerla a tutti i costi e il pubblico spingeva in tal senso. In quella fase siamo stati molto bravi a non rinunciare a vincere, ma stando molto attenti perchè c’era anche il rischio di perdere la partita. In definitiva la squadra ha dimostrato carattere per come ha fatto l’intera partita».

E il primo posto in solitudine è una soddisfazione per certi aspetti inattesa.

«Per come era partita quest’annata con tutte le difficoltà che abbiamo avuto e con squadre accreditate come Torino, Reggina e Brescia, francamente non me lo sarei aspettato. Però, per tutto il lavoro che si sta facendo, con grande umiltà, anche da parte di coloro che stanno giocando di meno e stanno facendo panchina, oggi ci troviamo in questa posizione che ci entusiasma. Certo, bisogna rimanere con i piedi per terra e non illudersi».

Ed ora Giacomazzi non nasconde più le aspettative di questa squadra che può puntare decisamente alla promozione in serie A. Insomma, ormai l’obiettivo sta diventando chiaro.

«Il traguardo è quello - ammette il capitano - salire direttamente o comunque con i playoff. Però, per il momento è molto lontano. Dobbiamo nelle prossime partite confermare quanto di buono è stato fatto finora. Non si può certo pensare che vinceremo le partite perchè siamo bravi. È un obiettivo che dobbiamo raggiungere lottando. Bisogna essere determinati, giocare con personalità e affrontare tutte le partite come fossero una finale, così come abbiamo fatto contro il Torino. Se faremo questo fino alla fine, allora potremo arrivare molto in alto».

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