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Prisma e la città di Taranto sulla via della riconciliazione

Benedetta sia la Sisley Treviso. Il match di A1 maschile di pallavolo non solo consegna la squadra sin qui più equilibrata e proficua della stagione, ma riporta un’atmosfera elettrica grazie al volley. Gli oltre duemila spettatori presenti al PalaMazzola sono un segnale di speranza per il recupero del rapporto tra il club di Bongiovanni ed il capoluogo, che negli ultimi anni aveva mostrato qualche crepa
Prisma e la città di Taranto sulla via della riconciliazione
di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - Benedetta sia la Sisley. Il match con la squadra blasonata consegna non solo la Prisma sin qui più equilibrata e proficua della stagione, ma riporta al PalaMazzola un’atmosfera elettrica grazie al volley. Gli oltre duemila spettatori presenti nell’impianto di via Battisti sono un segnale di speranza per il recupero del rapporto tra il club di Tonio Bongiovanni ed il capoluogo, che negli ultimi anni aveva mostrato qualche crepa, dilatatasi nella passata stagione, quando la squadra era stata trasferita a Martina Franca. Qui il calore della gente è stato generoso, ma i colori biancazzurri avevano all’improvviso stravolto le radici del club.

Ora la pallavolo d’élite è nuovamente made in Taranto. Ed il PalaMazzola torna lo scenario degno delle partite del massimo campionato. Lo schiacciatore della Prisma Cleber, dopo la prova immensa (sua e della squadra) contro Treviso, definisce quello di Taranto «un pubblico meraviglioso». Sugli spalti la temperatura finalmente si alza in occasione di una sfida di volley. Non ci sono i 3300 spettatori di cinque anni prima, quando l’allora matricola dell’A1, costruita con ambizione da Bongiovanni, superava la stessa Sisley al tiebreak. Ma dopo aver sfatato un tabù (12 ko di fila imposti dai veneti), Taranto riassapora il gusto dell’impresa sopra la rete. Qui operano campioni umili. Come Rivaldo, che al rientro dall’infortunio appesantisce l’attacco (20 punti, di cui 3 muri) ed offre un contributo raro in ricezione (50%), essendo il terminale avanzato. Se l’opposto schiaccia 33 palloni sui 100 totali della squadra, vuol dire che il marchingegno funziona.

La serata infatti è luminosa in casa rossoblù. Battuta (11 ace) e ricezione (55% di positività) permettono al regista Suxho di operare con serenità. Poi l’albanese-americano ci mette del suo, vincendo la concorrenza del «mito» brasiliano Ricardo, variando le soluzioni ed aggiungendosi come attaccante, attraverso gli 8 punti. 12 quelli realizzati da Abbadi, finalmente sorridente alla fine del match, perché con la coscienza apposto dopo una prova di equilibrio (62% offensivo, 81% di ricezione positiva).

Sono queste le voci di una compagnia che attua una prova di sostanza non a caso quando sul proscenio recitano tutti i titolari. Compreso il debuttante Elia, abile nel ruolo di muratore sporco. A dirigere con scrupolo il gruppo è Paolo Montagnani. Il tecnico non si esalta dopo la vittoria di prestigio ma invita i suoi uomini a battere la strada imboccata. «Dapprima viene la salvezza. Se poi arriveranno i playoff, vuol dire che avremo compiuto un piccolo miracolo». La postilla non fa una piega e svela lo spirito operaio della Prisma.

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